130 miliardi bastano per contrastare il cambio climatico?

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Il tema della ‘transizione ecologica’ è uno dei temi più dibattuti nel mondo: da una parte perché tutti gli stati del mondo sono coinvolti, dall’altra perché negli ultimi mesi la crisi economica ed energetica, ha fatto tornare a discutere, dando vita nuovi orizzonti per il futuro, taluni anche promettenti. La maggior parte degli stati ha messo come limite massimo per effettuare la transizione ecologica l’anno 2050 – linea temporale fortemente sostenuta dagli esperti, perché ritenuta la soglia massima entro cui intervenire per poter modificare in positivo la rotta del cambio climatico.

Alcuni economisti americani sostengono che, per realizzare la transizione ecologica entro il 2050, tutti gli stati del mondo dovrebbero ‘unirsi’ e intervenire economicamente ogni anno per poter affrontare le spese del progetto. Questi però non sembrerebbero ancora d’accordo sulla spesa da affrontare: secondo alcuni gli stati dovrebbero garantire il 2-3% del PIL globale annuo. In totale quindi circa 45 miliardi di dollari da garantire in 30 anni. Cifra tra l’altro che già garantiamo e destiniamo al fondo militare, il quale nell’attualità ottiene il 2,5% del PIL globale.

Perché allora non potrebbe essere fattibile destinare questi soldi alla transizione?

Chiaramente ci sono molte dinamiche in gioco che potrebbero impedire l’avvenire della transizione ecologica sotto questi numeri: in primo luogo, destinare i fondi degli Stati è sempre molto difficile. Non tutti gli Stati del mondo, o meglio, non tutte le classi politiche del mondo, sono a favore di investire quantitativi così importanti alla transizione ecologica, quindi per motivazioni prettamente economiche.

Inoltre, destinare il 2-3% del PIL globale, potrebbe essere insufficiente poiché non tutti gli Stati possono garantire il medesimo impegno economico. Vi sono alcuni Stati per esempio che possono impegnare un quantitativo minore poiché in via di sviluppo oppure perché stanno affrontando crisi politiche-sociali-economiche. Pertanto, gli stati definiti ‘più ricchi’ dovrebbero garantire un quantitativo economico maggiore, coprendo quello degli altri. Per tale motivazioni, altri esperti sostengono che l’impegno globale dovrebbe aggirarsi ad un tasso addirittura doppio o triplo rispetto a quello attualmente previsto. Addirittura 10 volte superiore a quello previsto dal Fondo Monetario Internazionale, il quale sostiene che basterebbe anche solo l’1% del PIL globale.

Molta imprecisione quindi anche sulla cifra richiesta a livello globale: si passa da 130 miliardi di dollari in 30 anni a meno di 20 miliardi predetti dall’FMI.

Per capire meglio di che quantitativo stiamo parlando, secondo i dati dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) la spesa globale per contrastare la pandemia da Covid-19 è stata del 16,5% globale in un anno. In termini di dollari il 16,5% del PIL risulta in centinaia di miliardi: cifre da capogiro eppure rendono perfettamente l’idea che se si è riusciti a contrastare la pandemia, dedicando così tanti soldi, perché non poterlo fare per la transizione ecologica?

Te cosa ne pensi? Pensi che 130 miliardi di euro possano bastare per effettuare una completa transizione ecologica in 30 anni? Pensi ne possano servire molti meno?

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