2022 e investimenti, che anno sarà

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Riavvolgendo il nastro indietro di un anno, tutti si aspettavano un 2021 all’insegna della ripresa economica e dei mercati. In realtà le aspettative sono state rispettate, anche se le varianti Delta e Omicron hanno in un certo senso delineato un percorso diverso da quello atteso.

In borsa, invece, la festa è durata tutto l’anno. Il rendimento totale dell’S&P 500 nel 2021 è stato superiore al 27%, mentre l’EU 50 ha guadagnato oltre il 21%. Nemmeno il ritorno dell’inflazione è stato in grado di fermare il rally.

Ma quanto potrà durare il mercato rialzista? Sicuramente i mercati potrebbero continuare a correre ma ci sono anche degli elementi di rischio da tenere d’occhio. Ecco alcune tendenze a cui prestare attenzione nel nuovo anno.

Quanto dobbiamo temere ancora il Covid?

La speranza è che il 2022 sia l’anno in cui arriveremo un passo più vicini alla soluzione del problema, soprattutto grazie ai progressi medici che ci permettono di vivere in modo più agevole con la pandemia. Tuttavia l’emergere di nuove varianti rappresenta ancora un punto di incertezza.

L’emergere della variante Omicron ci ricorda come nulla possa essere dato per scontato. Gli investitori sanno che il rally del mercato post-Covid è già iniziato, anche se la pandemia non è ancora finita. Questo perché i mercati azionari guardano al futuro e  hanno probabilmente già prezzato la maggior parte degli utili che ci si può aspettare in un’economia completamente riaperta.

La politica monetaria si inverte

Nel 2021 il mercato si è avvantaggiato della politica monetaria super espansiva, ma con l’inflazione che avanza il 2022 sarà probabilmente l’anno in cui le banche centrali, FED in testa, dovranno iniziare il percorso di rialzo dei tassi. La domanda chiave è quanti aumenti dei tassi ci si può aspettare nel 2022?

Il consenso sembra prevedere almeno due aumenti dei tassi. Nel frattempo, le graduali riduzioni degli acquisti mensili di obbligazioni, il cosiddetto tapering, collocano la fine del quantitative easing (QE)  entro la primavera. Se l’inflazione dovesse andare fuori controllo la Fed potrebbe inasprire la politica monetaria ancora più velocemente, e questo potrebbe essere uno scenario negativo per i mercati finanziari.

L’inflazione al centro

L’inflazione è tornata ed è qui per restare. Sicuramente nel 2022 sarà un tema ancora più centrale. Tassi di interesse in crescita e inflazione galoppante non sono sulla carta una buona combinazione per i mercati azionari. Gli investitori hanno previsto questa traiettoria, ma si tratterà sicuramente di un passaggio da monitorare per gli investitori.

Problemi per la catena di approvvigionamento

Il 2021 è stato un anno complesso per la catena di approvvigionamento globale. Ovviamente la ripresa fulminea post Covid non ha aiutato, ma quello della distribuzione e dello spostamento delle merci potrebbe non essere un problema a breve termine. Esiste poi una tendenza a rinazionalizzare le produzioni, ora che i governi di tutto il mondo si sono accorti che confidare troppo sugli stati stranieri potrebbe non essere una buona idea.

Anche se la pandemia si concluderà nel 2022, non ci sarà una piena ripresa fino a quando le catene di approvvigionamento non cominceranno a funzionare in modo normale e gli scaffali dei negozi torneranno pieni. La variante Omicron non semplifica certo la risoluzione di questo problema, che rimarrà nel 2022 anche se probabilmente in forma meno intensa che nello scorso anno.

Dove arriverà il Pil

Il prodotto interno lordo (PIL) del 2021 è cresciuto più o meno ovunque nel 2021 e questa tendenza dovrebbe continuare il prossimo anno. Anche in Italia, dopo un 2020 negativo il Pil globale è tornato a crescere sopra il 6%.

La crescita sarà sicuramente una storia chiave per il 2022, con l’espansione economica come unico vero antidoto per rendere sostenibili le valutazioni molto alte del mercato azionario e più sopportabile il debito e l’inflazione.

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