Applicare alla finanza personale le teorie sul ciclo di vita: in che fase della vita sei?

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In un precedente articolo abbiamo già introdotto la teoria del ciclo di vita finanziario, come un modo di vedere la proprie finanze in maniera strategica, adottando in ogni fase della vita l’atteggiamento migliore per le proprie finanze. In questo articolo proveremo a entrare maggiormente nel dettaglio su come applicare le teorie del ciclo di vita finanziario. Le teorie di Modigliani si possono applicare ai principi della finanza personale attraverso una pianificazione che permetta di raggiungere i propri obiettivi di vita. Per farlo è necessario costruire un budget, tracciare le proprie spese e darsi delle prospettive, di spesa e di investimento, per ogni fase della propria vita.

Per fare tutto questo serve un piano finanziario personale. Oltre ai propri obiettivi, è necessario stabilire quanti soldi si guadagna, quanti ne si spende, e classificare le spese suddividendole in categorie secondo la propria natura.

L’importanza di porsi degli obiettivi

La prima cosa da fare è darsi degli obiettivi di vita e finanziari. Cosa vuol dire? È piuttosto semplice: capire cosa conta, cosa è importante e cosa si vuole ottenere nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Da comprare una macchina a fare il giro del mondo, passando per regalare una canna da pesca a un amico, fino a trasferirsi in un altro Paese. Il suggerimento migliore è cercare di darsi degli obiettivi precisi, misurabili, realizzabili, importanti e temporizzati.

Poi bisogna definire la propria situazione economica, cioè il patrimonio a disposizione. Come si fa? Bisogna sottrarre a tutto il denaro che si possiede i debiti – con le banche, con lo Stato, con gli amici -, ma anche quello che si dovrà versare a rata per la carta di credito o per i finanziamenti fatti per comprare il computer, la moto o il cellulare.

Altro passaggio importante è analizzare il cosiddetto flusso di cassa. Un aiuto può arrivare dalle app e dai siti delle banche: ormai molti istituti offrono una panoramica di quanto si spende e quanto si guadagna, in un mese o in un anno, dividendoli per tipologia di entrata e uscita. Avere un quadro preciso sotto questo aspetto è una cosa normale quando si gestisce un’azienda, ma se si vuole provare a pianificare le proprie finanze è indispensabile anche per una famiglia o una persona.

Perché pensare alla pensione a 15 anni?

Come dicevamo darsi degli obiettivi è fondamentale, ma non abbiamo le stesse aspirazioni a 15 anni come a 60 e la gestione delle proprie finanze non può essere la stessa, anche se preoccuparsi di risparmiare almeno una quota delle proprie entrate è importante a ogni età. Come già abbiamo spiegato la regola del 50-30-20, la quota di risparmio accantonato non può essere sempre la stessa e per questo la pianificazione è importante.

Il modo migliore per applicare le teorie sul ciclo di vita sulla finanza personale è dividere in 5 fasce di età prospettive, spese, investimenti e risparmi. Ovviamente sono periodizzazioni flessibili perché le condizioni economiche di partenza, ma anche i risultati che otteniamo nella vita, non sono uguali per tutti. Qui di seguito abbiamo provato a delineare le necessità di ogni fascia di età adattando le teorie classiche al contesto italiano attuale.

Adolescenti, non bambini. Dai 13 ai 18 anni

Sia per chi studia, e vuole continuare a farlo all’università, sia per chi ha come obiettivo lavorare il prima possibile, questi anni sono fondamentali per iniziare a gettare le basi delle proprie prospettive finanziarie. Da un lato è importante iniziare familiarizzare con l’economia e i principi del risparmio: costruirsi piccoli obiettivi, comprare uno strumento musicale, organizzare un viaggio o partecipare a un concerto, e come raggiungerli migliorando l’efficienza delle proprie spese. Dall’altra la stessa programmazione dell’istruzione sarà utile per provare a costruire un percorso coerente con le proprie ambizioni.

Conquistare l’indipendenza finanziaria. Dai 19 ai 25 anni

In questa fase la priorità dev’essere proseguire il percorso di studi in tempi rapidi, ma soprattutto con risultati migliori per poter accedere a posizioni lavorative e carriere di livello sufficiente agli obiettivi di vita. Ovviamente scegliere quali lauree, quali master provare a ottenere e poi, ancora, se proseguire, con studi ulteriori sono aspetti rilevanti quanto quelli economici.

Chi sceglie di studiare dovrà però nel frattempo programmare se iniziare dei lavori, magari a discapito dei risultati accademici, che permettano però di raggiungere prima l’indipendenza finanziaria o comunque ridurre l’esposizione nei confronti delle famiglie o delle banche per studiare.

Chi invece non prosegue negli studi deve iniziare fin da subito a programmare la propria attività lavorativa tarandola sulla necessità di raggiungere l’indipendenza finanziaria, ma soprattutto darsi delle prospettive di crescita dei guadagni tali da rendere più agevole la fase successiva, quando – magari a parità di entrate – le uscite potrebbero aumentare.

Costruirsi una vita di soddisfazioni. Dai 26 ai 45 anni

Nel ciclo di vita questa è uno dei momenti centrali perché, sia che si voglia creare una famiglia, sia che si voglia avere una vita indipendente, il modello sociale occidentale prevede che in questo lasso di tempo ci si conquisti, oltre all’indipendenza finanziaria, quei redditi necessari per realizzarsi e pagare lo stile di vita che si desidera. La pianificazione di entrate e uscite in questa fase è davvero indispensabile perché le famiglie di provenienza, in particolare i genitori, si avviano verso la fase della pensione e quindi il sostegno sarà limitato. A seconda delle proprie scelte e delle proprie aspirazioni le spese potranno essere legate al mantenimento dei figli o a viaggi in solitaria, a una macchina spaziosa o una moto performante, ma in ogni caso di solito è il periodo in cui le uscite raggiungono l’apice. Per questo la creazione del budget è fondamentale, per essere sicuri di poter cominciare a risparmiare e mettere i soldi da parte. Questa fase della vita è anche quella dove affrontare i maggiori investimenti, magari rateizzandoli, come l’acquisto della casa.

Meno spese per pensare alla pensione. Dai 47 ai 64 anni

Per tradizione questa è la fase dove si continua o, sempre più, si inizia a guadagnare di più, ma alcune delle spese più rilevanti della vita, come l’acquisto della casa o la crescita dei figli, sono già state sostenute. I margini di risparmio si alzano e, per chi non l’ha già fatto, può essere il momento per iniziare a pensare a degli investimenti che rendano più agiata la pensione. Fondi integrativi o pensioni complementari, ma anche scelte finanziarie oculate sono uno dei focus su cui concentrarsi, tenendo sempre presente un margine di spesa sufficiente a non ridurre il proprio tenore di vita presente per un futuro che non è certo.

Godersi la pensione in serenità. Dai 65 anni in su

In questo momento in Italia la pensione di vecchiaia è a 67 anni, ma come abbiamo spiegato qui, ci sono diverse possibilità per anticipare l’uscita dal lavoro entro i 65 anni. È sensato quindi darsi come obiettivo (anche se per i più giovani potrebbe aumentare almeno di cinque anni e quindi arrivare ai 70 anni di età) un ritiro tranquillo e senza preoccupazioni attorno a questa fascia d’età. Per arrivare a questo punto della propria vita.

Il ciclo di vita e le tre fasi di gestione patrimoniale

I 5 periodi del ciclo di vita che abbiamo descritto possono essere a loro volta ricompresi in tre diversi approcci nella gestione dei nostri guadagni e delle nostre spese. Queste tre fasi le possiamo definire come difensiva, espansiva e distributiva. Questi tre aggettivi si riferiscono alla ricchezza che possediamo e a come ci approcciamo ad essa nei diversi periodi della nostra vita.

Proteggi il tuo patrimonio e non indebitarti

Questo è un periodo complesso e corrisponde, in linea di massima, alla prima e alla seconda fase del ciclo di vita (per chi è fortunato o più abile, magari per solo una di esse, e per altri può arrivare anche alla terza). Di solito inizia tra la fine dell’adolescenza e gli esordi nella carriera lavorativa: si tratta di un’età nella quale gli studi o comunque la propria formazione professionale continuano ad avere una rilevanza preminente. Bisogna investirci e lavorarci perché, se non si ha un grande patrimonio famigliare alle spalle, sono una delle poche opportunità per arricchirsi. Una buona istruzione restano l’obiettivo primario, ma attenzione a non indebitarsi troppo in questa fase, magari per prendere un master o una laurea che non danno certezze di guadagni futuri, perché sennò il periodo successivo, quello dove dovrebbero esserci le entrate più grandi, rischia di essere intaccato ancor prima di iniziare.

Guadagna di più per garantirti un presente e un futuro sicuri

La fase di transizione dai lavoretti, che molti di noi hanno conosciuto durante gli anni di studi, a un lavoro più stabile e remunerativo è fondamentale. In questo periodo inizia il vero accumulo della ricchezza: si colloca per lo più nelle fasi tre e quattro di cui abbiamo scritto sopra. Di solito è in questo momento che si raggiunge il picco di reddito annuale, attraverso progressioni di carriera, ma anche investimenti oculati. Si tratta di un periodo in cui può aver senso investire e anche indebitarsi perché le entrate sono maggiori e quindi si può aumentare la quota non dedicata alle spese quotidiane. È importante però assicurarsi una stabilità finanziaria e gettare le basi per avere anche delle entrate nel futuro: ad esempio acquistando azioni, obbligazioni, investendo su un patrimonio immobiliare o avviando progetti imprenditoriali.

Goditi il lavoro fatto

Si tratta dell’ultima fase del ciclo di vita, ma per chi è stato abile nella propria gestione finanziaria può iniziare molto prima dei 65 anni. Questo periodo si attesta, per la maggior parte delle persone, durante il pensionamento. È questo il momento in cui si vedono i frutti della precedente gestione patrimoniale, ma anche quanto la pianificazione che avevamo fatto della nostra vita è stata oculata. Se la stabilità finanziaria di cui parlavamo prima è stata raggiunta, questo è il momento per godersi il lavoro fatto senza più affanni, ma anzi per iniziare a pensare come distribuire il proprio patrimonio a chi resterà.

Nelle prossime settimane proporremo un nuovo articolo con maggiori dettagli e consigli per affrontare al meglio questi tre periodi, restate attivi!

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