Bernie Maddof, le ultime catene: muore in carcere il re dello schema Ponzi

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Bernard Madoff, l’uomo che portò nella finanza mondiale la truffa dietro lo schema Ponzi, è morto nella prigione federale di Butner, in North Carolina, dove stava scontando 150 anni di carcere. Finanziere dagli anni Sessanta, prima faceva il bagnino a Long Island, l’83enne Madoff aveva fondato una società e un fondo d’investimenti che nel tempo si era guadagnato grande prestigio, ma che si basava sulla vecchia catena di Sant’Antonio, declinata secondo lo schema Ponzi, l’emigrato italiano che inventò la truffa nel 1920.

Come funzionava la truffa di Madoff

La truffa, semplice ma a lungo rimasta nascosta, si basava sulla promessa di interessi altissimi: Madoff garantiva un rendimento annuale fisso del 10%, ma i soldi di chi entrava per ultimo nel fondo erano utilizzati per pagare primi che volevano lasciare l’investimento. Con la crisi finanziaria del 2008 il meccanismo dello schema Ponzi è esploso perché molti clienti chiesero all’improvviso, e tutti assieme, di avere indietro il denaro che avevano investito per una somma totale di 7 miliardi di dollari. Una cifra che ovviamente Madoff non aveva, ma la stima complessiva del crack generato dalla sua truffa è di quasi 65 miliardi di dollari.

Nel dicembre 2008, quindi tre mesi dopo il fallimento di Lehman Brothers, Madoff fu arrestato dagli agenti della Fbi che lo accusarono proprio di truffa anche con l’aiuto dei figli del banchiere, Andrew e Mark (morto suicida alcuni anni fa) cui lo stesso aveva confessato il meccanismo criminale.

Chi era Madoff

Madoff però era stimatissimo tanto che per un certo tempo aveva avuto anche la presidenza del Nasdaq, il listino dei titoli tecnologici della Borsa di New York, e quando, alla fine degli anni Novanta, arrivarono le prime segnalazioni sulla possibilità che dietro la sua gestione patrimoniale ci fosse un investimento tutti preferirono far finta di nulla. Ad esempio il primo “accusatore” di del banchiere, Karry Markopolos, già nel 1999 segnalò all’organo di vigilanza della Borsa Usa, la Sec (Securities and Exchange Commission) gli anomali ed elevatissimi rendimenti che Madoff garantiva ai clienti nonostante i mercati fossero in recessione o in crescita. Eppure anche persone ricchissime come Steven Spielberg e alcuni dei colossi bancari mondiali caddero nella mani del “re della truffa”. Per fare degli esempi in Italia, secondo quanto riportato dai quotidiani, Unicredit aveva un’esposizione diretta di 75 milioni di euro e una indiretta, attraverso la società specializzata in hedge fund Pioneer Alternative Investment Management, di 805 milioni, il Banco popolare 8 milioni di esposizione diretta e 60 milioni sui fondi distribuiti dal gruppo, mentre Ubi Banca dichiarò perdite per 60 milioni.

Come fu scoperta la truffa di Madoff

L’esplosione della bolla finanziaria tra il 2007 e il 2008, con i fallimenti di alcune delle banche più potenti del mondo diede uno scossone troppo forte ai mercati perché gli investitori, privati e istituzionali, che si erano rivolti a Madoff non sentissero il bisogno di avere indietro quanto gli avevano affidato. E così in pochi mesi lo schema Ponzi che aveva messo in piedi non era più sostenibile. Per questo, perché sapeva che il suo impero stava per crollare, Madoff aveva deciso di regalare un bonus di fine anno da centinaia di milioni di dollari ai suoi collaboratori. Una scelta assurda che insospettì i figli del finanziere che andarono a chiedergliene conto. E fu così che l’uomo confessò prima a loro e poi agli agenti federali che tutto il suo business era basato su una truffa. Una truffa di cui Mark e Andrew però non si erano mai resti conto, nonostante lavorassero da anni a fianco del padre.

Dove sono finiti i soldi di Madoff

Nella sentenza che lo aveva condannato a 150 anni di prigione era contenuto anche un ordine di pignoramento di tutti i beni di Madoff per arrivare a una cifra complessiva di 171 miliardi di dollari. Per cercare di arrivare a quella somma furono sequestrate e vendute ville negli Hamptons e Manhattan, ma anche in Florida, oltre che ha uno yacht e al suo patrimonio d’arte.

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