Bitcoin inquina quanto la Svezia: Ecco i dati sconcertanti

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In questi giorni stiamo assistendo ad una leggera flessione del prezzo di Bitcoin dopo aver quasi sfiorato i 60 mila dollari.

Dutante questi ultimi mesi non è salito solo il prezzo del re delle cryptovalute, è aumentato anche l’hash totale. Questo dato è un veloce indicatore della sicurezza della rete. Questo numero indica il lavoro svolto dai miner per validare le transazioni di bitcoin, per farlo il computer è chiamato a risolvere una sorta di puzzle matematico utilizzando tanta potenza di calcolo e di conseguenza un’ampia quantità di elettricità.

Come consuma Bitcoin?

Come si vede dal grafico qui sotto (preso dal sito Blockchain.com) l’hash globale sta registrando massimi su massimi.

Questo processo richiede enormi quantità d’energia e diversi studi hanno provato a calcolare la quantità di CO2 emessa a causa del mining di Bitcoin

In tutto il mondo ci sono decine di migliaia di “minatori”, dotati ognuno di centinaia e migliaia di macchine che estraggono Bitcoin. Il costo? Secondo il Bitcoin Energy Consumption Index, Bitcoin utilizza più di 70 terawattora all’anno di elettricità, spesso prodotta attraverso centrali a carbone o a gas, molte delle quali estremamente inquinanti, a causa del minor costo di produzione rispetto a fonti più green. Stiamo parlando della stessa corrente elettrica utilizzata in un anno dal Cile.

Quanto consuma Bitcoin?

Viene stimato che la rete Bitcoin sia responsabile delle emissioni di circa 36 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Maggiore della produzione di CO2 di paesi come la Svezia. Inoltre questo dato sta aumentando in maniera drastica a causa dell’innalzamento del prezzo della moneta e dell’interesse crescente.

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