Blocco del canale di Suez: ecco quanto è costato al mondo intero

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Ci sono voluti più di sette giorni, due draghe per scavare trentamila metri cubi di sabbia, 16 rimorchiatori, la luna piena, il picco della marea primaverile, lavori senza sosta anche di notte, per poter disincagliare la Ever Given dalle coste del canale di Suez. Lo ha reso noto l’autorità che controlla il canale. Ma non è stato un percorso senza problemi, anche negli ultimi momenti: nel corso della giornata di lunedì, la Ever Given era tornata a bloccare il canale di Suez. La portacontainer, dopo un tentativo di disincagliarla, si era infatti messa nuovamente in diagonale, come avevano riferito i siti che monitorano il traffico marittimo.

Alle ore 15.05 di ieri arriva la bella notizia. Il canale è finalmente libero e trafficabile

Si conclude così una delle settimane peggiori per il commercio mondiale. La nave porta container Ever Given, una delle più grandi del mondo, bloccava il passaggio del canale di Suez da martedì 23 quando ha infilato la prua sotto la banchina destra del canale e impedendo il passaggio di alte navi cargo.

L’importanza del canale di Suez

Il canale collega il Mediterraneo con l’Oceano Indiano, attraverso il Mar Rosso, consentendo un percorso diretto per le merci che vanno dall’Asia all’Europa e viceversa. Oltre il 50% del traffico che lo attraversa è composto da mega navi container e da petroliere. Il canale è particolarmente importante per garantire i rifornimenti di petrolio, con circa il 10% del totale del petrolio mondiale che viene spedito attraverso quella rotta. Il canale è attraversato dal 12% del commercio globale.

Nel corso dei giorni di blocco, sono diventate quasi 400 le imbarcazioni rimaste in attesa di passare, tra cui trenta petroliere, quasi novanta porta-rinfuse, ventuno ro-ro, sessanta le portacontainer. Questa settimana di stop potrebbe costare l’equivalente di 8,16 miliardi di euro al giorno, pari a 340 milioni di euro l’ora. È la stima “approssimativa” della rivista di settore Lloyd’s List, citata da Bloomberg, e basata su un valore giornaliero di 5,1 miliardi di dollari per le merci dirette a occidente e di 4,5 miliardi di dollari per quelle dirette a oriente.

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