Bolletta luce e gas: stangata +40% a ottobre. Ecco cosa si può fare.

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Le parole del ministro della Transizione Ecologica Cingolani piombano come un fulmine a ciel sereno: “Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%, queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle”. “Succede – ha detto il ministro – perché il prezzo del gas a livello internazionale aumenta, succede perché aumenta anche il prezzo della CO2 prodotta”.

Dietro il possibile super rincaro della bolletta, che potrebbe arrivare in poche settimane quando verranno fissati i prezzi per l’ultimo trimestre del 2020, ci sarebbero dunque due fattori. Da una parte l’aumento del costo della materia prima, dall’altro quello dei permessi di emissione di Co2 nell’ambito del programma europeo ETS (Emission Trading Scheme), sempre più costosi a causa delle politiche di riduzione delle emissioni.

Il ministro ha poi precisato: “I dati sugli aumenti dei costi dell’energia sono noti: le variazioni delle bollette sono stabilite ogni trimestre dall’autorità competente sulla base del costo delle materie prime e dal costo della CO2”.

Da inizio anno, in Europa i prezzi del gas naturale sono cresciuti di oltre il 170%, raggiungendo i massimi storici e completando una rincorsa iniziata a livello internazionale ormai da mesi. Nell’economia post-pandemica molti paesi (come la Cina) hanno aumentato in maniera significativa la propria domanda di energia, facendo slittare i costi. Anche in Italia, i consumi di energia e le emissioni di CO2 nel secondo trimestre dell’anno sono cresciuti in modo significativo. Fattori climatici e l’incremento del PIL (+17%) e della produzione industriale (+34%) hanno determinato una crescita della domanda di energia del 24%. Secondo l’analisi trimestrale del sistema energetico nazionale dell’Enea, la crescita della domanda di energia sarà del 6% per l’intero 2021.

L’Unione Nazionale Consumatori, stante la continua corsa dei prezzi di gas e CO2, ha stimato un rincaro in bolletta per la famiglia tipo di 247 euro annui nel 2021. A luglio il rincaro già arrivato in bolletta è stato stimato in una maggiore spesa di circa 50 euro annui, mentre senza l’intervento di mitigazione del governo il rincaro sarebbe stato pari a 280 euro.

Per evitare il salasso sulle famiglie i governi di tutta Europa si stanno ingegnando per mettere in piedi misure mitigative. Già lo scorso trimestre gli aumenti in bolletta dell’elettricità sono stati “limitati” al 9% e quelli del gas al 15%, grazie alla a una compensazione da 1,2 miliardi finanziata attraverso la costituzione di un fondo apposito per consentire alle aziende produttrici di energia di ridurre i costi di emissione della CO2. Si potrebbe poi agire sulla parte della bolletta non direttamente collegata al costo della materia prima ma a tasse e altre spese (circa il 40% in Italia). In Spagna, per esempio, il governo Sanchez ridurrà l’imposta sull’elettricità dal 5,1% allo 0,5%.

Insomma, il 1 ottobre l’Arera (Autorità competente nello stabilire i prezzi delle bollette) dovrà fissare le nuove tariffe e il governo dovrà decidere se mettere un’altra toppa, rifinanziando il fondo, o agire in modo strutturale (magari riducendo le imposte).

Certo è che se la domanda di energia e gas probabilmente tenderà a stabilizzarsi, il costo di emissione CO2 è destinato ad aumentare nei prossimi anni. Per questo i paesi non energeticamente autosufficienti come l’Italia dovranno mettere in moto soluzioni a medio-lungo termine: in questi giorni, non a caso, si è tornato a parlare di nucleare mentre secondo altri lo stato dovrebbe concentrarsi sulla produzione di energia pulita di nuova generazione.

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