Conviene ancora investire nelle big tech?

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Le cosiddette società Big Tech, ovvero i grandi giganti tecnologici, sono da anni le azioni più calde di Wall Street e la pandemia non ha fatto altro che cementare la loro posizione. 

Chi avesse investito in questo settore negli ultimi anni sarebbe riuscito ad accumulare rendimenti ben al di sopra della media di mercato. Tuttavia le valutazioni senza precedenti che queste aziende hanno raggiunto portano a domandarsi se valga ancora la pena puntare su questi titoli. 

La rincorsa dei prezzi delle azioni FAANG+ è stata così massiccia che ormai poche grandi aziende hanno una valutazioni che si avvicinano al 30% dell’intero mercato. Facebook (FB), Amazon (AMZN), Apple (AAPL), Netflix (NFLX), Google Alphabet (GOOGL) – così come Microsoft (MSFT) e Tesla (TSLA) – valgono complessivamente oltre 8 trilioni di dollari e negli ultimi anni hanno sovraperformato di molto la pure eccellente performance dell’azionario americano.

rendimento big tech

Durante la pandemia questi titoli hanno continuato a rafforzare le propria posizione, diventando una sorta di porto sicuro per gli investitori convinti, come poi dimostrato dai fatti, che neanche le misure di quarantena avrebbero potuto fermare la rincorsa di queste aziende. Per capire se l’investimento in queste aziende possa essere ancora un’opzione da considerare per l’investitore un punto di partenza potrebbe essere verificare le valutazioni attuali di questi titoli. 

Analisi prezzo / utili

La stima delle valutazioni delle azioni implica l’analisi dei risultati economici delle aziende messi a confronto con il prezzo delle azioni. Nel lungo periodo, il prezzo di un’azione deve essere in definitiva giustificato dagli utili che un’azienda riesce a creare e distribuire agli azionisti. 

Nell’ultimo anno il mercato ha raggiunto un livello di concentrazione senza precedenti e le valutazioni delle big tech, misurate attraverso la relazione prezzo/utili, hanno superato ogni record collocandosi in cima alla classifica delle valutazioni già di per sé elevate che oggi caratterizzano il mercato. Un rapporto prezzo utili più elevato per aziende che operano in settori dinamici come quello tecnologico non deve essere necessariamente visto come un’anomalia. 

Le grandi aziende tecnologiche, negli ultimi anni, hanno dimostrato di saper generare livelli di crescita senza precedenti, ampliando il proprio giro d’affari e dominando nuove industrie. 

I rischi di investire nelle Big Tech

Una valutazione elevata può essere infatti giustificata non solo dal giro d’affari attuale di un’azienda ma anche dalla previsione di una significativa crescita degli utili futuri. E proprio qui risiede la domanda che dovrebbero porsi coloro che stanno valutando l’investimento in Big Tech o che sono già investiti e stanno valutando se vendere le proprie posizioni: nei prossimi anni i colossi della Silicon Valley continueranno ad aumentare la propria supremazia o dovremmo abituarci a livelli di crescita più contenuti? 

A pesare da una parte l’enorme capacità innovativa di queste aziende e le enormi capacità finanziarie che permettono loro di investire ingenti risorse per innovare la propria offerta e attaccare nuovi mercati, anche acquistando le aziende maggiormente innovative. 

Dall’altra risiedono sicuramente i numerosi rischi che possono compromettere la crescita continua di queste aziende, non ultimo quello regolamentare con sempre più governi che stanno considerando di prendere azioni che limitino il monopolio di questi colossi. 

Insomma: se nel breve termine è lecito aspettarsi un fenomeno di rotazione verso i settori che hanno più sofferto l’emergenza Covid, nel lungo termine appare complicato che le Big Tech saranno in grado di replicare i livelli di crescita a cui ci hanno abituato. Questo evidentemente non vuol dire che questi titoli non potranno continuare a essere dei porti sicuri in grado di regalare molte soddisfazioni agli investitori e che queste aziende non continueranno a dominare l’economia mondiale, trovando nuovi sbocchi per crescere oltre le dimensioni pazzesche a cui già sono arrivate.

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