Criptomonete: speculazione o cambiamento?

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Sappiamo tutti cosa sono le criptomonete? Sono degli strumenti digitali con particolari criptografie (da qui il nome) utilizzati per garantire l’integrità e l’unicità delle transazioni economiche: grazie alla stessa tecnologia con cui sono stare realizzate esse non possono essere copiate, così come si farebbe, per esempio, con una fotografia o un dipinto, sono reali solo nella ‘realtà’ digitale ovvero non esistono fisicamente ma sono presenti in wallet digitali e interscambiabili grazie ad internet.

Nei mesi scorsi abbiamo assistito ad un incredibile aumento in termini di popolarità delle criptomonete: questo avvenimento si è sviluppato seguendo due matrici;

in primo luogo le ‘regine del ballo’ nonché le due criptomonete più importanti al mondo, in termini di popolarità, numeri di transazioni e capitalizzazione del mercato, ovvero Bitcoin ed Ethereum, hanno condotto negli ultimi mesi una intensa campagna pubblicitaria, talvolta anche aggressiva nei confronti dei consumatori.

In secondo luogo, la situazione economica globale dell’ultimo anno, causata dalla pandemia da Covid-19, ha reso più vulnerabili le persone in tutto il mondo, e di fatto ha portato molti di noi a cercare di risparmiare il più possibile, arrivando in alcuni paesi ad un tasso di risparmio medio delle persone ad un +14% rispetto all’anno precedente.

Ciò che però sta succedendo nelle ultime settimane è sicuramente molto allarmante: tre grandi società europee, operanti nel settore delle criptomonete, sono attualmente indagate per frode e purtroppo si sospetta che siano solamente la punta dell’iceberg di un settore che promette essere il cambiamento del denaro ma che per ora è pura e mera speculazione finanziaria.

Il sospetto di frode di alcune società era già presente da qualche anno ma si è concretizzato solo durante la pandemia da Covid-19, momento in cui le persone, spinte dall’insicurezza economica, hanno trovato nelle criptomonete un ancora per guadagnare qualcosa in più. Ed è così che si è scoperto che 3, tra le più grandi società europee operanti nel settore, sono coinvolte in una frode da milioni di euro, conseguita seguendo le orme delle famosissime e ormai storiche truffe piramidali. Le società Arbistar, Algorithms e Kuailian, sono attualmente indagate per frode per un totale di 350 milioni di euro: attraverso le loro pubblicità nelle diversi piattaforme social, adescavano centinaia di persone, promettendo, in cambio di piccoli investimenti finanziari in cripto, enormi rendite mensili.

Una frode, quella piramidale, che ha visto affondare tutte le società, o quasi, che ne hanno preso parte: conseguenza della stessa natura della frode piramidale. I guadagni delle società che operano in questo modo, sono dati quasi unicamente dai nuovi adepti, iscritti che pagano per partecipare nella cerchia e sono riutilizzati per pagare i soci più anziani, entrati prima e che quindi devono percepire un rientro economico. Una folle corsa che trova il limite nella sua stessa natura.

I clienti, nel caso di queste società, si sono ritrovati ora con “un pugno di mosche in mano”: le società millantavano attraverso l’utilizzo di bot, ovvero un programma informatico che svolge azioni automatiche, di raggiungere guadagni in breve tempo e senza dover fare niente; bastava investire poco denaro per guadagnarne molti di più, ovviamente con l’accortezza di specificare che ci vorrà del tempo prima di avere guadagni elevati. Queste erano le promesse, mai mantenute dalle società. I consumatori truffati si sono resi conto della frode solo dopo che le stesse società hanno comunicato loro, tramite messaggi automatizzati, che i loro depositi, e quindi i loro guadagni, ottenuti negli ultimi mesi (senza fare niente, per altro) sono attualmente ‘congelati’ e quindi non più utilizzabili, almeno, fino alla conclusione dei processi giudiziali in atto.

Non tutte le società operanti nel mondo delle criptomonete sono come quelle sopracitate ma è pur vero che finché non esisterà un sistema regolatore, che governi o che almeno controlli e regoli, ci saranno queste tipologie di casi e i consumatori continueranno a non essere tutelati da eventi simili.

E te cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!

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