Crisi mondiale di microprocessori: ecco le cause scatenanti

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All’interno degli elettrodomestici, telefoni, televisori, computer e qualsiasi altro prodotto elettronico-digitale, vi sono dei processori, molto piccoli, i quali anno dopo anno diminuiscono in termini di grandezza ma aumentano in termini di prestazione: una folle corsa verso l’invisibilità!

Nella maggior parte dei prodotti a cui ci riferiamo, i processori, non si vedono ma sono essenziali: sono sostanzialmente il cuore del prodotto e quando questo componente inizia a scarseggiare, si rischia di compromettere la produzione dello stesso.

L’avviso di una possibile crisi di processori sembrava essersi già presentata l’anno scorso quando i videogiocatori iniziarono a notare una scarsa disponibilità delle schede grafiche: poco dopo iniziarono ad esserci ritardi su scala globale anche per altre importanti aziende come Apple, Microsoft e Sony, le quali dovettero posticipare le presentazioni dei propri prodotti, come nel caso di Apple, o rendere quasi introvabili altri, come nel caso della PlayStation 5. Infine, a fine anno 2020, anche l’industria dell’automotive iniziò a dare i primi segnali di cedimento, per la mancanza dei processori, da inserire all’interno delle autovetture: in alcune automobili di ultima generazioni vi sono più di 100 microprocessori e le aziende non riuscirono semplicemente a ottenerne grandi quantità da poter completarle.

Quali sono le cause della crisi?

La pandemia da Coronavirus ha indubbiamente colpito questo settore: la permanenza delle persone nelle proprie abitazioni sia per lavoro, sia per intrattenimento, ha aumentato gli acquisti di prodotti elettronici, come computer, telefoni e tablet, alle stelle, aumentando quindi enormemente la domanda senza dare tempo alle aziende offerenti di adeguarsi.

La crisi del microchip però sembrerebbe non essere ancora risolta: l’automotive, seppur abbia sofferto nei primi mesi della pandemia, sembrerebbe recuperare poco alla volta, mentre, la vendita di prodotti tecnologici continua la sua ascesa senza sosta, senza dare tempo materiale per la normalizzazione della domanda/offerta. L’azienda più recente ad essere stata colpita sembrerebbe esser stata proprio la Apple che, dopo il lancio dell’ultimo modello di iPhone, ha visto sparire i prodotti dagli scaffali in breve tempo e ora fatica a soddisfare la domanda.

Secondo gli analisti ci vorranno parecchi mesi prima che la situazione torni alla normalità. E’ stato pronosticato che, solo l’industria automotive perderà circa 64 miliardi di dollari totali per la mancata vendita di autovetture.

Quali sono gli altri motivi della crisi che sta colpendo i processori? Facceli sapere qui sotto nei commenti!

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