Ecco cosa c’è dietro il caso GameStop

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Proviamo a spiegarvi cosa si nasconde dietro la guerra dei piccoli investitori contro i grandi fondi speculativi

Nonostante le notizie di certo non manchino, da una settimana in tutto il mondo finanziario non si fa altro che parlare della saga di GameStop. Come mai? Il prezzo delle azioni del retailer di videogiochi è salito alle stelle, crescendo circa dell’8000 % in sei mesi per poi crollare nella giornata di ieri. La ragione di questo incredibile risultato è il fatto che il titolo sia diventato il cuore dello scontro tra un importante hedge fund, Melvin Capital, e un gruppo di trader amatoriali o semi professionali che si scambiano informazioni su Reddit.

GameStop è una catena di negozi che vende videogiochi. Come per la maggior parte dei business che si basano su punti vendita fisici, l’emergenza Covid ne ha penalizzato pesantemente il giro di affari. D’altra parte, il mercato dei videogiochi sta vivendo una vera e propria esplosione e le valutazioni molto vantaggiose del titolo avevano portato molti investitori, tra cui Michael Burry, il fund manager che nel 2008 predisse la crisi dei mutui, reso celebre dall’interpretazione di Christian Bale nel film “La grande scommessa“, a identificare questo titolo come una buona opportunità di investimento.

Il fatto che molti investitori stiano provando nel corso degli ultimi mesi a speculare su società sotto stress, acquistando azioni a prezzi vantaggiosi con la prospettiva di rivenderle, è normale; ma da qui a vedere un’esplosione del genere del valore del titolo ce ne vuole.

Come è stato possibile arrivare alla frenesia che ha coinvolto il titolo GameStop?

Come molte società che sono in difficoltà, GameStop è stata negli ultimi anni uno degli obiettivi preferiti dai fondi che operano secondo una strategia di vendita allo scoperto. La vendita allo scoperto implica il prendere in prestito azioni, rivenderle, per poi riacquistarle alla scadenza del contratto in modo da poterle restituire. Ciò consente di generare profitto se il prezzo delle azioni nel frattempo scende. Fondamentalmente sono scommesse sul fatto che il titolo di un’azienda vada male. Ma quando il prezzo delle azioni aumenta, i venditori allo scoperto sono costretti a coprire le loro posizioni riacquistando i titoli per ridurre le perdite.  

Nel caso di GameStop, il passaparola su pagine dedicate al trading online ha fatto partire una corsa all’acquisto delle azioni, facendo schizzare il prezzo alle stelle, il che a sua volta ha alimentato interesse da parte di una fetta più ampia di investitori, generando una bolla. I fondi che avevano posizioni short si sono trovati senza più azioni da acquistare per coprire le loro posizioni, creando un cosiddetto “short squeeze”, una dinamica perversa che vede i venditori allo scoperto acquistare sempre più titoli per coprire la propria posizione, portando il prezzo in questo modo ancora più in alto. S3 Partners, una società di dati finanziari, ha dichiarato mercoledì che i venditori allo scoperto hanno perso 23,6 miliardi di dollari su GameStop questo mese.

Gli “short squeeze” di certo non sono una novità ma ciò che è inedito è che l’azione è stata coordinata da un gruppo di trader attivi su Reddit, che ha dichiarato una sorta di crociata per attaccare le posizioni degli “speculatori” di Wall Street. All’operazione è stata subito associata una narrativa che si inserisce nel solco del conflitto tra ricchi e poveri, masse e élite, piccoli investitori e speculatori.

Di certo le lamentele dei fondi speculativi per essere stati sconfitti al loro stesso gioco da un gruppo di utenti della rete suonano ridicole e inappropriate.  Ma riteniamo che questa storia abbia diramazione più complesse della contrapposizione tra Wall Street e l’investitore medio. Il caso GameStop potrebbe essere letto come una prova dello spostamento degli equilibri di potere a Wall Street. In questo caso (alcuni) investitori hanno guadagnato a spese degli hedge fund e sarebbe difficile non rallegrarsi. Di certo, da un punto di vista teorico, è legittimo sostenere che investitori comuni e hedge fund abbiano diritto ad adottare le stesse strategie ad alto rischio per generare profitto. Ma un mondo dove una sempre più ampia fetta di investitori si cimentano in strategie finanziarie spericolate è veramente auspicabile?

Sicuramente esiste un gruppo di investitori che grazie all’operazione GameStop ha guadagnato moltissimo a spese degli hedge fund: ma quanti altri piccoli invertitori – sono saliti sulla giostra troppo tardi, magari attirati dal turbinio di informazioni che attraversavano la rete – ha perso i  propri risparmi in questa vicenda?

Informarsi online riguardo opportunità e strategie di investimento è sicuramente qualcosa che incoraggiamo, ma bisogna stare molto attenti a capire come maneggiare le informazioni e individuare gli interessi coinvolti. I trader di Reddit che hanno lanciato la crociata contro i fondi di Wall Street sono così diversi dai gestori di hedge fund che vanno in televisione a raccontare che l’azienda su cui hanno costruito una posizione short è prossima al fallimento? Non si tratta di un modo più sottile di provare a persuadere – o manipolare a seconda del punto di vista – l’opinione pubblica per il proprio interesse?

Per gli investitori, dunque, il suggerimento è sempre quello di ricercare i trend che si trovano nei fondamentali e nelle dinamiche tecniche. Bisogna capire che, soprattutto per molte azioni e asset che sono popolari tra gli investitori online, esiste una componente del prezzo che è determinata dalla circolazione incontrollata di informazioni. Una cosa è dire che un’azienda come GameStop può arrivare essere un buon investimento value, un’altra è pensare di poter vincere in modo sistematico partecipando ad operazioni finanziarie spericolate. Questa volta a pagare sono stati (anche) i fondi di Wall Street, ma nel lungo periodo la vera scommessa  è capire chi riuscirà a dominare questo gioco.

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