Come scegliere l’Università in Italia: ecco cosa dicono le classifiche

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Scegliere l’Università e il corso di laurea è uno dei momenti decisivi per la vita. Tutti sanno che non è facile, ma soprattutto che i parametri su cui basarsi sono tanti e non per tutti hanno lo stesso valore. Una laurea aiuta a lavorare e guadagnare di più. Un concetto che alcuni dicono superato, ma che – in Italia quanto all’estero – continua a essere valido. Per questo cercare di capire quali sono le migliori per trovare lavoro e avere stipendi più alti è indispensabile. Abbiamo cercato di scegliere per voi la migliore università in Italia per avere subito un impiego, quali sono le 10 migliori e quali corsi.

Per capire se un ateneo sia valido oppure no, uno degli indicatori migliori da prendere in considerazione è il tasso di occupazione dei suoi laureati. In questo senso, la classifica stilata ogni anno dal Center for World University Rankings (Cwur), organizzazione che fornisce consulenza a governi e università a livello globale, si rivela un’ottima bussola per orientare gli studenti nel mare magnum della scelta post diploma.

Al primo posto della classifica, tra gli atenei italiani, figura la Sapienza di Roma, che si piazza al 114esimo posto su oltre 2mila istituti in gara. Seguono l’Università di Padova, la Statale di Milano e l’Università di Bologna. In quinta posizione a livello nazionale si piazza l’Università di Torino, seguito dall’Università Federico II di Napoli e dalle toscane Pisa e Firenze. A completare la rosa delle migliori i poli di studio di Genova e Pavia. I punteggi ai singoli istituti vengono assegnati in relazione a 2 parametri fondamentali: il numero di premi e riconoscimenti vinti dagli ex alunni, la quantità di studenti che ricoprono, dopo la laurea, posizioni dirigenziali nel mondo del lavoro e gli articoli pubblicati su riviste specialistiche al termine del percorso di studi.

Sono diverse le graduatorie che ogni anno aiutano i ragazzi delle scuole superiori a scegliere il percorso da intraprendere, ma i nomi degli atenei che garantiscono maggiori possibilità di occupazione per il futuro sono ricorrenti. Secondo l’istituto di ricerca socio-economico Censis, che stila una delle classifiche in cui vengono indicate le migliori università italiane, Bologna supera Roma, mentre si conferma in vetta Firenze. L’Università di Perugia si piazza al primo posto tra gli atenei statali del territorio, seguita da Pavia. Tra i politecnici invece, il primo posto è occupato da quello di Milano, seguito a ruota da Torino, che fa retrocedere quest’anno in terza posizione Venezia. Chiude il Politecnico di Bari.

università, ecco le migliori

Ecco i migliori atenei italiani

Scelto l’ateneo, non tutti i corsi di laurea garantiscono lo stesso livello di successo nella ricerca di un’occupazione. Secondo il Qs World University Ranking by subject, che classifica gli atenei in base alle aree didattiche, La Sapienza, l’Università di Bologna e l’Università degli Studi di Padova sono i poli universitari migliori. L’ateneo romano, in particolare, appare come l’unica università italiana che si colloca al primo posto, a livello mondiale, in una disciplina (Studi Classici e Storia Antica). Fa molto bene anche il Politecnico di Milano, che si classifica tra i primi dieci in ben tre discipline. Sul fronte del Business e Management la Bocconi appare come la scelta migliore. L’università milanese quest’anno ha guadagnato due posizioni rispetto al 2019 e il trend sembra destinato a crescere. La Bocconi è salita di undici gradini anche in Finanza e conferma il suo piazzamento al diciottesimo posto in Economia. Si fa notare poi il Politecnico di Torino, che per la prima volta entra nella prestigiosa classifica in relazione alla facoltà di Ingegneria Mineraria, posizionandosi al ventiquattresimo posto. In totale, le università Italiane occupano 521 posizioni nella classifica, ben 78 in più rispetto allo scorso anno.

Vediamo ora, secondo la classifica Censis, quali atenei ricoprono le prime 10 posizioni per quanto riguarda i corsi di Medicina. Al primo posto domina, anche quest’anno, la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano – Bicocca. Nel dettaglio, la Bicocca totalizza una media di 107 punti alla voce “Progressione di Carriera” e altrettanti in “Rapporti Internazionali”. Al secondo posto ci sono i corsi dell’Università di Pavia, con un punteggio complessivo di 102. Medaglia di bronzo per la facoltà di medicina dell’Università di Bologna. L’ateneo emiliano totalizza 91 punti nella categoria “Progressione di Carriera” e 95 in “Rapporti internazionali”. Scendendo dal podio, la classifica della Censis colloca la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano al quarto posto, a pari merito con quella dell’Università di Padova, entrambe con 91 punti. Sesta posizione per la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Sassari. L’ateneo conquista 68 punti per “Progressione di Carriera” e ben 110 per “Rapporti internazionali”. Tra le prime dieci in classifica anche l’Università di Foggia, con 88 punti. Chiudono la lista delle migliori facoltà di medicina italiane Firenze, in ottava posizione con 87 punti, alla pari con l’Università degli Studi del Piemonte Orientale. Ultima in lista, la facoltà di Verona, con 93 punti per “Progressione di carriera” e 80 per “Rapporti internazionali”. Occupano il podio delle private, la facoltà di Medicina Bocconi, la romana Luiss e la Luis Cattaneo.

In quali facoltà troviamo il maggior tasso di occupazione?

Se si guarda al tasso di occupazione dei laureati italiani, il corso di studi in medicina sembra essere una scommessa sicura, con ben il 93,8 per cento di ex studenti impiegati. Ma non è l’unico corso che garantisce un lavoro. Ingegneria, professioni sanitarie e architettura appaiono scelte altrettanto valide, secondo il XXII Rapporto occupazionale sui laureati AlmaLaurea. A distanza di cinque anni, i laureati che hanno conseguito uno di questi tre titoli di studio risultano inseriti con successo. Al di sotto della media invece i tassi di occupazione in ambito letterario (80,9 per cento), psicologico (81,3 per cento), geo-biologico (82,8 per cento). Fanalino di coda, gli insegnanti (79,9 per cento). Anche chi consegue un diploma di laurea in un settore giuridico arranca (il tasso di occupazione si ferma al 78,2 per cento). Dei 650mila laureati provenienti da 76 atenei, quelli che hanno conseguito un titolo di studio in farmacia e ambito scientifico hanno una occupazione superiore all’88 per cento. Gli studenti di agraria e veterinaria fanno poco meglio di quelli che si cimentano con le lingue, che riportano un tasso di occupazione dell’85%. Restano una certezza le lauree in ambito economico (81,7 per cento).

La classifica Censis viene in aiuto per scegliere la migliore università in italia dove frequentare i corsi triennali in Economia, Scienze dell’Economia e della Gestione Aziendale. Il primo posto è occupato dalla Università Bocconi di Milano, con 110 punti. Medaglia d’argento per l’Alma Mater Studiorum di Bologna (108,5 punti). Terzo posto per la Facoltà di Padova (105 punti). Per quanto riguarda invece le lauree specialistiche, la Statale di Milano occupa la prima posizione. L’Unibo si aggiudica il secondo posto in classifica, totalizzando un punteggio complessivo di 103,5 punti. Terzo posto per l’Università di Roma “Tor Vergata” con 101,5 punti, seguita dalla Ca’ Foscari di Venezia, con 101,5 punti.

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