Ecco perché le star di Instagram sono scappate a Dubai

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Lavorare durante una pandemia, con restrizioni e lockdown, non è facile per chi vende momenti di vita ed esperienze da sogno. Dall’Italia alla Gran Bretagna sono decine gli influencer e le modelle che hanno lasciato il proprio Paese: meglio farlo a Dubai. Non sarà così “instagrammabile” esibire un vestito da favola indossato in casa con in mano un aperitivo fai da te, o mostrare una parure di gioielli senza red carpet, al massimo quello di Netflix, ma potrebbe essere uno dei motivi per cui negli ultimi mesi sempre più influencer hanno continuato a viaggiare e in tanti sono partiti per gli Emirati Arabi.

Perchè viaggiare proprio ora?

Profili social, gossip e articoli di quotidiani mostrano come sia aumentato il numero di influencer e star che hanno lasciato l’Italia per continuare a lavorare da Dubai. Chi giustificando il viaggio per “esigenze di lavoro”, dimostrate da contenuti sponsorizzati, ha unito l’utile al dilettevole, offrendo ai followers cornici da sogno sui social, tra resort di lusso, grattacieli, piscine, spiagge, locali e discoteche negli hotel (i soli con i club ad avere la licenza per vendere alcol), con alle spalle le bellezze del Golfo Persico. Così in poco tempo Dubai, già meta gettonata per la tassazione agevolata e con la possibilità di delocalizzare il proprio commercio, è diventata anche un’oasi felice per chi voleva godersi il clima caldo, ma soprattutto sfuggire alle rigide chiusure anti-covid nel proprio Paese.

Perchè proprio Dubai?

Dubai e gli Emirati Arabi, infatti, fino a qualche settimana fa vantavano misure meno restrittive della maggior parte dei Paesi europei e degli Stati Uniti. Anche se dopo picchi di turismo a dicembre, con l’incremento di occupazione degli hotel del 70 per cento, e quindi anche di contagi, la situazione è cambiata e anche lì le luci si sono abbassate sul mondo dell’intrattenimento. L’ufficio Media ufficiale del Governo ha comunicato che, insieme a nuove regole sui flussi in entrata e in uscita, con obbligo di tampone, aumentano anche le ispezioni sulle attività di intrattenimento. Fino a quel momento le ispezioni erano state per lo più dei followers che non si sono risparmiati dal criticare star e influencer, additandole di essere in vacanza nei giorni più duri, a livello di vite umane e contagi, per il Paese. Ma dietro la “fuga” a Dubai ci sono anche ragioni economiche: la tassazione agevolata è da sempre un grande incentivo a trasferirsi e le sponsorizzazioni sono state meno colpite dalla crisi nei Paesi produttori di petrolio di quanto non sia avvenuto in Europa.

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