Ecco quanti soldi ha il papa e come li investe

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Le strategie finanziarie di Francesco

Papa Francesco è uno degli uomini più ricchi del mondo, ma le sue scelte d’investimento sono completamente diverse da quelle degli altri. Soprattutto da quando in Vaticano è arrivato Jorge Bergoglio le scelte non sono più simili a quelle degli imprenditori e finanzieri di cui tutti parlano e scrivono. Il suo stile di vita particolarmente dimesso dimostra un’idea del ruolo della Chiesa nella finanza totalmente diverso dal passato, ma anche le scelte negli investimenti confermano le sue idee. Per capire come investe il Papa bisogna innanzitutto fare un quadro del patrimonio mobiliare e immobiliare che si trova a gestire.

Quanti soldi ha il Papa

Il patrimonio complessivo legato alla Chiesa Cattolica è di oltre 2mila miliardi di euro, che comprende tutte le ricchezze delle diocesi in giro per il mondo, delle congregazioni religiose, delle strutture sanitarie e di scuole e università confessionali. Per quanto riguarda invece le risorse controllate direttamente dalla Santa Sede il budget è stimato in oltre 11 miliardi di euro. Di questi, circa 5 miliardi di euro sono le vere disponibilità finanziarie, mentre 6 miliardi di euro è la cifra con la quale viene stimata la parte immobiliare del patrimonio, considerando solo palazzi e appartamenti non direttamente collegati all’attività istituzionale del Vaticano. Prima della crisi del 2008 i 5 miliardi di euro attuali erano oltre il doppio, ma proprio il valore degli investimenti si è ridotto, portando anche a una minore liquidità.

Chi gestisce i soldi del Papa

Sono almeno tre i soggetti che gestiscono il patrimonio del Papa. Il più noto, soprattutto per gli scandali degli anni Ottanta, è lo Ior, l’istituto per le opere di religione, conosciuto come la Banca vaticana. A lungo nei suoi conti hanno potuto depositare denaro anche i privati, ma proprio l’azione di riforma di Benedetto XVI e poi di Francesco ha limitato molto le possibilità di operazioni opache. Dal 2014 è presieduto da Jean-Baptiste de Franssu e diretto da Gianfranco Mammì. Nello specifico lo Ior gestisce i depositi di dicasteri, diocesi e congregazioni religiose, cioè circa 5 miliardi di euro, ma il patrimonio netto che amministra è di 654 milioni di euro.

l’Amministrazione patrimonio sede apostolica

La struttura che, anche per costituzione dello Stato della Città del Vaticano, ha il compito di gestire il patrimonio del Papa è l’Apsa, cioè l’Amministrazione patrimonio sede apostolica, o. Ma, come si è visto, non è così. Il portafoglio mobiliare controllato dall’Aspa ammonta a quasi 2 miliardi di euro, in particolare i conti che amministra sono 1,7 miliardi di euro, mentre il patrimonio immobiliare è stimato attorno ai 3 miliardi di euro e si divide tra appartamenti, uffici e negozi. Sono circa 2500 gli appartamenti, di cui il 60% è affittato a prezzi calmierati, ma comunque sia le abitazioni sia le oltre 600 strutture commerciali sono tutte messe a reddito.

La Segreteria di Stato

La Segreteria di Stato, attraverso la prima sezione degli Affari Generali, gestisce almeno 700 milioni di euro, in particolare si tratta di fondi di cui è il Papa stesso a decidere l’impiego, sia per opere di carità sia per il sostegno di cause che possono per ragioni di opportunità non essere divulgate (ad esempio gli aiuti in territori di guerra). In questa cifra è ricompreso anche l’Obolo di San Pietro, cioè le offerte dei fedeli indirizzate al Papa che, a sua volta, attraverso l’Elemosiniere li investe per aiutare le persone in difficoltà, dai senza tetto ai migranti, in Italia e nel resto del Mondo.

L’Obolo di San Pietro corrisponde al 6% del bilancio vaticano complessivo, ma tra le altre casse gestite fino a poco tempo fa in totale autonomia dalla Segreteria di Stato c’era quella per i Fondi Intitolati, creata da Paolo VI e che vale il 3% del bilancio totale, per gestire con discrezionalità le eventuali emergenze. All’interno del patrimonio gestito dalla Segreteria ci sono anche alcune proprietà in Inghilterra: in particolare secondo il Sole 24Ore attraverso la Sloane and Cadogan Investment Managemet Ltd, che li gestisce, il Papa possiede sette immobili in una delle zone più care di Londra, Knightsbridge, tra cui alcuni palazzi a Cadogan Square, il cui valore stimato si aggira attorno ai 70 milioni di sterline. Tutto questo però sarà trasferito all’Apsa o venduto per scelta di papa Francesco.

A gestire gli oltre 2mila miliardi di euro che si stima siano a disposizione della Chiesa Cattolica ci sono invece i diversi dicasteri, dal Governatorato a Propaganda Fide, passando per le diocesi e le strutture sanitarie come l’ospedale Bambino Gesù o il Policlinico Gemelli.

Le scelte di Papa Francesco

La dimensione etica degli investimenti è molto importante per Jorge Bergoglio. Dalla sua elezione a Papa ha voluto l’approvazione di un codice degli appalti e la centralizzazione della cassa vaticana, ma anche la creazione di un comitato che ha il compito di vigilare sulla natura etica degli investimenti. Il Santo Padre vuole un maggiore controllo nelle scelte degli investimenti e per questo ha voluto il comitato per monitorare anche i fondi gestiti dalla Segreteria di Stato senza il controllo di un’autorità autonoma come la Segreteria per l’Economia, l’Authority finanziaria o l’ufficio del Revisore.

In pratica anche la Segreteria di Stato sarà sottoposta all’Apsa, nella parte finanziaria, e questo passaggio sarà gestito dalla “Commissione di passaggio e controllo” in cui siedono il Sostituto della Segreteria di Stato, monsignor Edgar Peña Parra, dal presidente dell’Apsa, monsignor Nunzio Galantino, e dal prefetto della Segreteria per l’Economia, il gesuita Juan Antonio Guerrero.

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