Expo di Dubai: tutti i numeri di un evento mai visto

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Porte aperte sei mesi, tre gate e un’estensione pari a 613 campi da football: l’Expo 2020 Dubai è pronta ad aprire i battenti e lo fa con l’intenzione di sbalordire. È l’esposizione universale della ripartenza, la prima in un Paese Arabo nonché il più grande evento nella storia del Medio Oriente: prende il via il primo ottobre e sarà visitabile fino al 31 marzo e, dalle prime stime, attrarrà 25 milioni di visitatori come era previsto prima della pandemia. Un grande rilancio nell’anno in cui ricorre il Giubileo d’Oro, ossia i cinquant’anni dalla fondazione degli Emirati Arabi Uniti.
Si sviluppa sul tema della connessione e sono tre le aree principali Opportunità Mobilità Sostenibilità che accoglieranno i visitatori per approfondire le nuove sfide, ambientali, energetiche, logistiche, comunicative. Partecipano 191 paesi, ognuno con un proprio Padiglione per esporre quanto può offrire sul tema trasformando l’Expo in una vetrina mondiale di modelli ma anche idee e progetti, esposti tra i padiglioni e durante convegni, conferenze ed eventi.

La più grande vetrina al mondo

L’Expo va in scena nel Dubai Trade Center, per cui la città di Dubai in vista dell’esposizione ha costruito una fermata della metropolitana. Ma non è l’unica cosa a stupire, anzi. Nei 4,38 chilometri quadrati dell’area, pari a quattro volte il centro commerciale più grande al mondo (Dubai Mall) ci saranno padiglioni che per architettura, innovazione e design hanno avuto pochi precedenti. Ci sarà la più grande superficie di proiezione al mondo e 200mila metri quadri dedicati alle strutture Leed Gold & Platinum 200mila. Quasi 5mila pannelli solari sono stati installati sulla cupola di Terra, il Padiglione dedicato alla Sostenibilità. Sulla cupola di 130 metri anche gli Energy Trees, gli alberi dell’energia: si stima la possibilità di produrre energia per 4GWh all’anno.

Il mondo tra i padiglioni

Per sei mesi il mondo sarà racchiuso tra i tre gate. Sono 191 i Paesi partecipanti, 50 le cucine nazionali che comporranno l’offerta gastronomica, con 200 punti di ristorazione. Ci saranno territori ma anche temi: 142 “Innovatori sociali”, gli esperti e studiosi, arrivati da 76 Paesi diversi, per confrontarsi sulle sfide del domani e di oggi a partire dalla pandemia. Tra i temi particolare spazio alla parità di genere, a cui sarà dedicato il “Women’s pavilionè”. La gran parte dei materiali usati per creare il sito (quasi il 90 per cento) sarà riutilizzata per realizzare edifici dopo l’Expo.

Le aspettative

L’esposizione della ripartenza lascia sperare in un grande indotto per il Paese e un rilancio dell’economia di Dubai. La stima dei visitatori durante i sei mesi è di 25 milioni, un numero che già era previsto prima della pandemia e che gli organizzatori sono convinti sarà confermato. Questo porterà, prevedono, a un rilancio di oltre 30 miliardi di dollari. Si dovrebbe riflettere in circa 300mila posti di lavoro che si aggiungeranno alle moltissime persone che già girano attorno all’evento e che ne hanno reso possibile la realizzazione. Solo per quanto riguarda lo staff si parla di 30mila volontari per accogliere i visitatori e 40mila lavoratori, da oltre 70 paesi, per la realizzazione del sito.

Sicurezza e salute: la sfida del covid

Sfida dell’esposizione è anche la sicurezza. L’Expo infatti sarebbe dovuta partire nell’autunno 2020 ma è stata rinviata per l’emergenza legata alla pandemia. Così quest’anno niente sorprese. Entra solo chi può presentare la prova di essere vaccinato o ha un test negativo effettuato nelle precedenti 72 ore. Per agevolare le operazioni sarà sistemato un hub sanitario in cui sarà possibile vaccinarsi contro il covid-19 e saranno attivi tre ambulatori in cui si potranno effettuare i test rapidi per rilevare eventuali positività e limitare le possibili conseguenze: ci vorranno 4 ore per avere il risultato. Inoltre nei capannoni saranno operative le telecamere termiche per rilevare la temperatura corporea, bisognerà indossare la mascherina e rispettare il distanziamento.

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