Gli investimenti di Paolo Rossi

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Un dramma dopo l’altro. Dopo la morte del numero 10 più famoso del mondo, il 9 dicembre scorso, a soli 11 giorni di distanza, se né è andata una delle icone sportive più importanti del nostro paese: Paolo Rossi.

Soprannominato Pablito dopo aver dimostrato le sue prodezze nel campionato del mondo 1978 in Argentina. Lo si ricorda principalmente per aver realizzato autentiche imprese e aver fatto goal decisivi in diverse occasioni, in particolare nel 1982 quando si aggiudicò in Spagna il titolo di capocannoniere.

E dopo il ritiro? Ecco cosa faceva

Pablito però dopo il suo ritiro calcistico avvenuto nel 1987 si è dedicato a diverse attività, alcune molto redditizie, che lo hanno portato a guadagnare somme interessanti negli ultimi 30 anni di vita. Subito dopo il suo ritiro infatti, Paolo Rossi, è stato opinionista, lavorando con le più importanti testate giornalistiche italiane, sia per quotidiani che per la televisione, collaborando con compagnie televisive sia a pagamento che in chiaro, da Sky Sport alla Mediaset Premium e infine alla Rai: i suoi guadagni quindi erano principalmente provenienti dal suo sapere e dalla sua immagine. I contratti erano variabili, ma il suo cachet televisivo, non scendeva sotto l’ordine di qualche migliaio di euro (cachet maggiore quando lavorava per le pay tv).

Oltre ad essere opinionista, Rossi ha partecipato svariate volte ai classici incontri televisivi italiani, diventando uno degli uomini con più presenze in ambito sportivo in Italia, soprattutto nel periodo 2005/2015. Non mancano comunque le presenze nei salotti della televisione, contando l’ultima apparizione in Domenica Live da Barbara D’Urso. Il suo cachet per queste apparizioni era variabile ma non eccessivamente alto: dato confrontabile con diversi altri opinionisti e personaggi famosi. Tra i suoi maggiori guadagni però, oltre alle presenze televisive e ai contratti milionari stipulati durante la sua carriera calcistica, derivano dalle varie attività imprese durante gli ultimi anni. Dal 2003 infatti era cooproprietario con sua moglie di un agriturismo ecologico, oltre il quale producevano vino e olio: in particolare il ‘Borgo Cennina’ (Sangiovese accompagnato da piccole quantità di Cabernet) e il Borgaccio, attraverso la tecnica delle olive raccolte a mano e la spremitura a freddo. Tale attività era diventata altamente redditizia negli ultimi anni, aiutata dall boom del biologico. Agriturismo che segnava non solo il finale di carriera ma un distaccamento da una realtà troppo stressante, che lo aveva portato a vince il Pallone d’Oro. Il valore dell’agriturismo/resort, sito in Bucine (Arezzo) è di quasi 3 milioni di euro.

Il suo ultimo progetto è stata la sua personale autobiografia, pubblicata nel 2019. Un libro illustrato e rilegato realizzato con Federica Cappelletti nel quale racconta come il ragazzo che era abbia sfidato la sorte fino a diventare leggenda: un libro assolutamente da comprare per conoscere a fondo la storia di uno dei più grandi campioni italiani di sempre.

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