Guida galattica per criptomaniaci e commercialisti

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Il tempo della dichiarazione dei redditi si avvicina e per i possessori di criptovalute, a partire dai Bitcoin, si pone il solito annoso problema. Devo pagarci le tasse? Se sì, quanto? E cosa succede se mi dimentico di dichiarare di possedere criptovalute? Domande che toccano tanti, anche giovanissimi, che non hanno uno stipendio o altri redditi e si trovano per la prima volta a doversi destreggiare tra 730, cud e altri strumenti della giungla fiscale italiana.

Anche per questo Omney e Young Platform hanno deciso di mettere a disposizione una guida, ragionata e approfondita, su come gestire dal punto di vista fiscale le proprie criptovalute.

Dal 10 maggio 2021 sarà possibile scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate il 730 precompilato sui redditi 2020, ma per chi ha comprato, e magari venduto, criptovalute nell’ultimo anno questo non basta. Solo scaricando la guida di Omney e Young Platform si può avere le dritte giuste e sicure per come dichiarare il proprio portafoglio “cripto”. Però ci sono alcune precisazioni generali che può essere utile conoscere anche se non si è ancora investito in bitcoin. Abbiamo provato a individuarne qualcuna.

Ecco le 5 cose da sapere su criptovalute e fisco

  1. In Italia i bitcoin, e con essi tutte le altre criptovalute, sono equiparati alle valute estere. Quindi se possiedi bitcoin devi dichiararli come fa chi possiede dollari o sterline. L’obbligo di dichiarare la detenzione vale sia se li si controlla su exchange stranieri sia su wallet fisici privati.
  2. Le critptovalute non sono tassate di per sé. Lo Stato chiede ai suoi cittadini di dichiararne però il possesso anche se non hanno generato del reddito: c’è un apposito riquadro nella dichiarazione dei redditi (si chiama Rv) dove inserirlo. Questo serve per avere un quadro completo della situazione patrimoniale di ciascuno, soprattutto per poter monitorare i flussi in caso di guadagni negli anni successivi
  3. I guadagni fatti con le criptovalute sono tassati. Oltre a doverli dichiarare i capitali investiti in crypto sono tassati dallo Stato italiano quando queste operazioni generano un reddito ulteriore: ad esempio se, dopo aver acquistato dei bitcoin negli anni scorsi, nel 2020 li hai venduti facendoci una plusvalenza questa sarà tassata.
  4. La quantità di criptovalute possedute e su cui si è guadagnato però fa la differenza. Se le attività di capital gain sono state limitate non si deve pagare. La soglia stabilita dal testo unico per prendere in esame e tassare le criptovalute sono i 100 milioni di lire. Quando è stata stabilita i bitcoin non c’erano ancora e si usavano ancora le lire, ma anche in questo caso conta l’equiparazione con le monete straniere e la cifra alla valuta corrente è di 51mila e 645 euro.
  5. L’altro elemento decisivo è il tempo: anche se hai posseduto criptovalute per più di 51mila e 645, ma lo hai fatto per meno di 7 giorni allora non devo dichiararle. Se le hai avute per un periodo consecutivo minore non devo dichiararle.

Come scaricare la guida

Per ottenerla, ed evitare di ritrovarti con l’Agenzia delle Entrate alle calcagna, non devi fare altro che seguire questi 3 semplici passaggi:

Queste regole sono fondamentali per evitare anche che in accertamenti successivi lo Stato sostenga che si è dichiarato un reddito imponibile diverso da quello realmente posseduto e quindi si è evaso. Per saperne di più però scarica la guida di Omney e Young Platform.

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