I campioni Nba pagati in Bitcoin

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La svolta dei Sacramento Kings sulle criptovalute

I bitcoin per pagare gli stipendi milionari delle star Nba dei Sacramento Kings. La bomba che sconvolge il mondo del basket e delle criptovalute è stata sganciata qualche sera fa da Vivek Ranadivé, il ricco proprietario di origine indiana della squadra californiana. Il businessman, grande sostenitore delle criptovalute, è intervenuto su un canale Clubhouse per anticipare la notizia che dovrebbe essere ufficializzata proprio questa settimana: “Annuncerò nei prossimi che tutti i componenti dei King, compresi i giocatori, potranno essere pagati in Bitcoin per la quota che vogliono” è la frase riportata su Twitter da Neil Jacobs, moderatore del canale Clubhouse Café Bitcoin.

Le criptovalute in Nba

La notizia è stata ripresa anche da Forbes e sta facendo impazzire sia gli appassionati di basket sia quelli di criptovalute, ma non è la prima volta che Ranadivé porta i bitcoin nel più importante campionato di basket del mondo. La prima svolta è arrivata nel 2014, un anno non semplice per i Bitcoin, ma durante i quali proprio i Sacramento Kings hanno deciso di permettere l’acquisto di gadget, biglietti, merchandising, ma anche cibo e bevande all’interno del loro impianto con i bitcoin. Quel primo passo fu voluto proprio dall’attuale proprietario dei Kinsg che era da poco entrato nella compagine societaria. Dopo però altre società all’uso delle criptovalute. I Dallas Mavericks da tempo permettono ai propri di tifosi di fare acquisti con le criptovalute e da marzo hanno inserito nell’elenco di quelle accettate i Dogecoin: i loro supporter da oltre un mese possono comprare i biglietti delle partite e il merchandising della squadra con questo mezzo attraverso, BitPay, il più grande fornitore al mondo di servizi di pagamento in criptovalute.

La Blockchain in Nba

La direzione sui nuovi metodi di pagamento è tracciato tanto che ha marzo è stato creato il Blockchain Advisory Subcommittee che avrà il compito di valutare e approfondire i possibili utilizzi della tecnologia blockchain nelle attività che svolgono le società Nba. A farne parte ci sono rappresentanti di almeno sei squadre: oltre a Ranadivé ci sono Mark Cuban dei Dallas Mavericks, Joe Tsai, proprietario dei Brooklyn Nets, cofondatore e vicepresidente esecutivo di Alibaba, Ted Leonsis, che controlla i Washington Wizards, Steve Pagliuca, azionista dei Boston Celtic, e Ryan Sweeney, azionista dei Utah Jazz.

Le ragioni di Ranadivé

L’insistenza del magnate sui Bitcoin è stata chiarita già nel 2014 quando spiegò a Espn le ragioni della sua strategia: “Quando ho preso la squadra a Sacramento, il mio piano comprendeva l’utilizzo della società come social network per spingere la nuova tecnologia di pagamento. Farsi pagare con i Bitcoin era un passo per essere più vicini ai fan che lasciavano i loro portafogli a casa”.

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