I conti in tasca a Euro 2020: tutto su premi, costi e spese

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I Campionati Europei di Calcio UEFA sono un evento sportivo di primo livello, in grado di attirare l’attenzione di centinaia di milioni di appassionati in tutto il mondo. L’evento che si è appena concluso ha raggiunto un pubblico globale di oltre 1,9 miliardi di persone, circa un terzo della popolazione mondiale (i media coinvolti sono stati 130 in oltre 2020 paesi).

Non è difficile da immaginare che il giro d’affari legato alla competizione sia enorme, con un flusso di denaro pazzesco che andrà ad arricchire le casse della Uefa e delle federazioni calcistiche partecipanti. Anche se ancora non sono disponibili dati ufficiali riguardo ai numeri di Euro 2020, secondo Statista l’obiettivo dei ricavi si aggira intorno ai 2,5 miliardi di Euro, con circa 1 miliardo di profitti.

La cifra può sembrare altissima, ma se si confrontano con i risultati dell’ultimo europeo in Francia non sembra così esagerata. EURO 2016 ha generato complessivamente 1,93 miliardi di euro – con un aumento del 34% rispetto all’incasso dell’edizione precedente nel 2012. Del totale dei ricavi, ben 480 milioni di euro sono arrivati da sponsorizzazioni e licenze, 1,05 miliardi da diritti media e 400 milioni dai ricavi dei biglietti. Per questa edizione i ricavi da biglietteria e ospitalità saranno stati sicuramente inferiori, a causa delle limitazioni di capacità nella maggior parte degli stadi.

Chi sono i maggiori sponsor?

Sono previsti in salita, invece, sia i contratti di trasmissione che gli introiti da sponsorizzazione. Interessante notare come i main partner dell’Europeo siano nella maggior parte dei casi grandi aziende di altri continenti. La Cina, uno dei mercati di maggiore crescita per il calcio, detiene la quota maggiore di sponsor con Alipay, vivo, TikTok e Hisense, mentre AntChain, il business blockchain del Gruppo Ant, società affiliata ad Alibaba Group, ha anche annunciato una partnership globale quinquennale con la UEFA alla vigilia del torneo.

La Uefa utilizzerà questi soldi per aumentare il proprio giro d’affari e sostenere il calcio europeo attraverso numerose iniziative. Ma parte del ricavato è stato anche distribuito alle federazioni nazionali sotto forma di premi.

Quanto guadagnano le squadre?

Secondo la UEFA, i premi in denaro sono cresciuti del 23 percento rispetto al 2016. Il montepremi complessivo in palio tra le 24 squadre è di 371 milioni di euro, contro i 304 milioni di euro di Euro 2016.

Tutte le 24 squadre partecipanti hanno ricevuto 9,25 milioni di euro solo per la qualificazione, mentre ogni vittoria nella fase a gironi ha garantito 1,5 milioni di euro e mentre in caso di pareggio il montepremi si divide tra le due squadre. La qualificazione agli ottavi di finale vale altri 2 milioni, mentre il turno successivo, i quarti di finale, aggiungono 3,25 milioni al bottino. Un posto in semifinale ha portato nelle casse di Italia, Inghilterra, Spagna e Danimarca 5 milioni, mentre le finaliste di Wembley hanno ricevuto 7 milioni di euro per la partita. In totale la Figc, ha quindi visto entrare nelle sue casse circa 30 milioni di euro di premi.

A questi vanno aggiunti i guadagni dalle sponsorizzazioni siglate dalle singole nazionali. Anche in questo caso le cifre sono piuttosto elevate soprattutto per quanto riguarda la fornitura del materiale tecnico, visto che le nazionali non possono esporre il main sponsor sulla maglia, una misura che serve a tutelare gli sponsor del torneo. Secondo KPMG, la Germania guadagna grazie al suo accordo con Adidas 85,2 milioni di dollari all’anno. Al secondo posto i campioni del mondo della Francia con 60,8 milioni di dollari all’anno da Nike e l’Inghilterra sempre Nike con 47 milioni di dollari all’anno. La nazionale italiana riceve da Puma oltre 24 milioni di dollari l’anno. Con nove squadre in totale, Nike equipaggia le squadre nazionali più partecipanti al torneo, seguite da Adidas (8) e Puma (4).

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