I manager più pagati d’Italia. Ecco chi sono

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Gli stipendi dei top manager italiani

L’emergenza Covid-19 non risparmia neanche i top manager italiani. Gli stipendi, pur sempre da record, dei big delle aziende si sono ridotti nel 2020 a causa di tagli dei compensi e dei bonus, una riduzione legata al momento storico e ai cali delle quote variabili. A dirlo è l’analisi dell’Area Studi Mediobanca che mostra come nelle 27 società industriali e di servizi quotate in Borsa il totale dei compensi di presidenti e amministratori delegati sia stato di 102,5 milioni di euro, registrando un calo di 21 milioni rispetto all 2019. Per loro la retribuzione media è di poco più di 2 milioni di euro lordi, che equivale a 36 anni di stipendi incassati da un dipendente medio.

Dal rapporto emerge che la capitalizzazione ha avuto un incremento dell’1,4%, pari a oltre 5 miliardi rispetto a fine 2019, soprattutto nelle società manifatturiere (con una crescita del 10 per cento), energetiche e utilities, con 9,5 miliardi di aumento. Nel 2021 il valore sale fino a 431 miliardi. Hanno però perso ricavi per circa 75 miliardi di euro, pari al 18,6% dell’anno precedente. Senza risparmiare impatti anche sui compensi.

Come si calcola il compenso di presidenti e Ceo

Il compenso medio di un presidente o amministratore delegato è variabile. Entrando nel dettaglio, si divide in una parte fissa, quindi stipendio e benefici anche non monetari, che è del 40%, e una parte variabile, che appunto varia in base al valore di Borsa, e quindi con la capitalizzazione delle società. Stando a una stima, è pari a 1,23 milioni se la capitalizzazione è sotto ai 5 miliardi, si moltiplica fino a 5 milioni se è invece oltre i 20 miliardi. Per questo si registrano variazioni sensibili ogni anno.

Mike Manley il più pagato

In vetta alla classifica dei top manager italiani con i compensi più alti c’è un inglese, Mike Manley, l’ex amministratore delegato di Fca e attuale responsabilità delle attività statunitensi di Stellantis. Nel 2020, suo ultimo anno al timone di Fca – Fiat Chrysler Automobiles, il Ceo ha guadagnato 8,61 milioni di euro, pari a oltre 10 milioni di dollari, come somma in compensazione diretta. Nonostante la somma importante, si registra un calo quindi del 25% rispetto al 2019: nel 2020 molti stabilimenti di auto sono rimasti fermi per un lungo periodo, ma il 2020 è stato anche l’anno della fusione aziendale tra Fca e Groupe Psa che ha dato vita a Stellantis. Detto questo, calcolando benefici pensionistici e accessori, come bonus, assicurazione e uso di mezzi aziendali, per la Us Securities and Exchange commission, la remunerazione di Manley ha superato i 14 milioni di dollari, pari a 218 volte circa lo stipendio medio di un dipendente dell’azienda.

I 4 manager italiani più pagati

  1. Mike Manley
    Manley non è il solo manager a vantare compensi così importanti. Sempre nell’anno 2020, nella top five di presidenti e amministratori delegati con guadagni più sostanziosi spicca anche il suo presidente.
  2. John Elkann
    Anche John Elkann infatti è nella classifica di Mediobanca. Il numero uno di Exor, nominato di recente Cavaliere del Lavoro, è al secondo posto in classifica per aver guadagnato nel 2020 un compenso pari a 8,5 milioni di euro.
  3. Francesco Starace
    Al terzo posto c’è Francesco Starace di Enel: per il direttore generale e amministratore delegato della società il compenso è stato di 7,5 milioni di euro.
  4. Claudio Descalzi
    Compenso che si ferma a quota sei milioni di euro per Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni dal 2014.

Chi ha perso di più

C’è chi è in vetta per i guadagni e chi per le perdite. In testa, con oltre il 94% di riduzione considerando la variazione del compenso rispetto al 2019 è Luca Garavoglia, presidente e azionista della società Campari. Provando a fare una stima ha perso circa 800mila euro. È pari al triplo, quindi 2,4 milioni di euro, la perdita di Remo Ruffini, presidente e consigliere delegato di Moncler: per lui il bonus è stato azzerato nell’anno del Covid e lo stipendio è diminuito del 36,5%. Perdita di oltre il 50% per Fabio Cerchiai di Atlantia, pari a quasi un milione e mezzo di euro. Seguono in coda Marco Tronchetti Provera, che per la sua posizione alla Pirelli ha perso 1,6 milioni di euro di compenso, poco meno di Jean-Marc Chery, Ceo di STMicroelectronics.

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