Il ciclo di vita finanziario: a spasso nel tempo con le proprie finanze

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Quando si parla di finanza personale non esistono regole per tutte le stagioni. Esistono tuttavia numerosi approcci che possono indirizzare la nostra pianificazione finanziaria, che altro non è che la gestione efficiente dei nostri soldi per vivere una vita migliore. Su Risparming vogliamo passare in rassegna le principali teorie, sperando di fornirvi dei suggerimenti concreti da applicare nella vita di tutti i giorni. In questo articolo parleremo di una delle teorie fondamentali della finanza personale: la teoria del ciclo di vita finanziario.

La teoria del ciclo di vita finanziario parte dall’assunto che le l’obiettivo della persona è mantenere una capacità di spesa più possibile costante, così da mantenere il proprio tenore di vita.

Se stai leggendo questo blog, molto probabilmente, hai già ben chiara la necessità di operare un qualche tipo di pianificazione finanziaria. Il problema è che molto spesso si pianificano le finanze senza avere ben chiari gli obiettivi. Ciò può portare a due tipi di errore: da un lato l’accumulo eccessivo, che porta ad accumulare troppe risorse senza avere effettivamente la possibilità di utilizzarle nell’arco della vita; di converso, una pianificazione poco oculata che costringe a ridimensionare le proprie abitudini nella parte finale della vita.

Per evitare di cadere in questi errori, la teoria del ciclo di vita finanziario suggerisce di spostare metaforicamente i propri asset nel tempo, per soddisfare le contingenze e le necessità della vita. Cerchiamo di capire come.

Spostare denaro dal futuro al presente

Il concetto può essere semplicemente compreso con degli esempi: immaginate una giovane coppia che accede a un mutuo per acquistare una cosa. Questa coppia sta di fatto trasferendo degli asset dal futuro – perché si troverà a restituire il debito negli anni – al presente, nella convinzione che la propria capacità di guadagnare crescerò. In pratica stanno prendendo delle risorse dalla versione più benestante di loro stessi per migliorare la propria vita nel presente.

Spostare denaro dal presente al futuro

Al contrario immaginiamo il caso di un lavoratore quarantenne, nel pieno della propria capacità di guadagno, che apre un piano pensionistico. Questa persona sta trasportando delle risorse nel futuro, sostenendo con quanto oggi riesce a risparmiare la versione anziana di sé, quella che probabilmente non sarà in grado di guadagnare abbastanza. 

Spostare denaro dal passato al presente

Consideriamo ora un terzo esempio, sempre il nostro lavoratore quarantenne che si trova all’improvviso senza lavoro. Se ha operato una buona pianificazione, questo lavoratore avrà accumulato sul proprio conto un fondo di emergenza con sui sostenere i propri consumi anche in una fase di ristagno della propria carriera: questo vuol dire trasportare risorse dal passato, disinvestendo quanto accumulato dalla versione passata di sé attraverso dei sacrifici.

Insomma, ci sono fasi della vita in cui si guadagna di più e fasi della vita in cui bisogna fare fronte a delle emergenze. Secondo la teoria del ciclo di vita finanziario, per massimizzare la propria utilità si devono spostare risorse nel tempo per mantenere il più possibile costante il proprio stile di vita.

Ciclo di vita finanziario

Conseguenze pratiche: come comportarsi?

L’applicazione della teoria del ciclo di vita finanziario ha molte conseguenze sulle scelte finanziarie che periodicamente ci troviamo a prendere (per esempio nella gestione del rischio e degli investimenti) e anche parecchi limiti. Come tutte le teorie, essa non sarà mai la rappresentazione perfetta della realtà, ma nondimeno può offrire una utile chiave di lettura per valutare le nostre decisioni. 

A nostro avviso, ciò in cui questo approccio coglie meglio nel segno è ricordare che quando prendiamo delle scelte finanziarie dobbiamo sempre considerare la nostra posizione e i nostri obiettivi. Si tratta effettivamente di un approccio opposto alle varie teorie che suggeriscono di risparmiare e accumulare più risorse possibili sin dalla giovane età, magari  applicando una regola di risparmio fissa (“risparmia il 20% di quello che guadagni ogni mese”).

In generale, considerare la propria posizione all’interno del ciclo di vita finanziario è una buona pratica ogni qualvolta si prende una decisione finanziaria. Per un ventenne vale veramente la pena risparmiare per la pensione, quando avrà probabilmente più soldi e meno capacità di goderseli? Cosa consiglierebbe il pensionato al sé stesso di 40 anni prima? 

Oppure, un giovane con capacità di risparmio limitata dovrebbe veramente tentare la via dell’accumulazione – investendo magari in un piano di accumulo a lunghissimo termine – oppure farebbe meglio a utilizzare le risorse scarse di cui dispone per provare ad aumentare le proprie prospettive di guadagno?

Come spesso accade nella finanza personale le risposte dipendono dai singoli casi e, in definitiva, solo il tempo è in grado di offrire una soluzione.

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