Il futuro è in africa?

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Senegal, Ruanda, Etiopia, Ghana, Sudan del Sud sono solo alcuni dei paesi dell’immenso continente africano che stanno cambiando: una trasformazione radicale che si discosta completamente dalle situazioni, che proprio tali paesi, presentavano 20-25 anni fa. Il caso del Ruanda è forse uno dei più significativi, dato che, fino a poco più di 25 anni fa, proprio in questo paese, veniva messo in atto uno dei più grandi genocidi della storia: 80 mila persone vennero assassinate da parte del governo. Come il Ruanda potremmo fare molti altri esempi.

L’Africa sta cambiando e non solo dal punto di vista culturale.

Il continente africano infatti ha triplicato il proprio PIL negli ultimi 2 anni pre-pandemia, quindi durante il biennio 2017-2019, e si prevede che continuerà a crescere nei prossimi anni con più o egual forza; inoltre il continente, a livello demografico, è molto giovane, quindi, per raggiungere gli obiettivi di crescita teorici, gli stati dovranno impegnarsi principalmente nella produzione di nuovi posti di lavoro proprio per questa porzione della società. Un altro punto da raggiungere è aumentare l’urbanizzazione delle città (il continente Africano infatti è il continente con minor urbanizzazione rispetto agli altri – la creazione di centri urbanizzati sarà fondamentale per la crescita economica e la produzione di nuovi posti di lavoro per le persone.

Oltre a questo, l’Africa, ha finalmente realizzato il suo proprio mercato, denominato come Area di libero scambio continentale africano (AfCFTA, nel 2018): il mercato africano raccoglie in questo momento più di 1,2 miliardi di consumatori ed è il maggiore trattato commerciale mai realizzato dopo la creazione dell’OMC – Organizzazione Mondiale del Commercio. Conseguentemente a questo trattato, sono entrati a far parte del mercato africano, in maniera diretta, gli investimenti d’oltre mare, provenienti infatti dagli altri continenti: è proprio grazie a questo trattato che ha avuto inizio il vero e proprio ‘auge’ africano, in termini di commercio e crescita economica interna. La principale nazione o meglio, potenza mondiale, che sta investendo sul territorio africano è senza dubbio la Cina, la quale, ha visto in essa, dopo la fine del colonialismo europeo e americano, una grande possibilità d’espansione, spinta dalle proprie ambizioni nazionali.

Le potenzialità sono infinite: dalle fonti energetiche, proprietà insite del continente africano, in termini prettamente morfologici e geografici, alle potenzialità commerciali grazie a tutte le connessioni presenti in lungo e in largo del territorio: via mare, via terra e via aerea.

Dal 2000 la digitalizzazione del continente africano è cresciuta a dismisura: per farci un’idea a fine anni 90 in Africa c’erano 2 telefoni fissi su 100 abitanti, in occidente 50. Ora tutto il continente è coperto da rete satellitare in grado di offrire connessione e dare la possibilità agli abitanti di connettersi a internet e poter effettuare chiamate. E’ stata proprio la digitalizzazione e la globalizzazione a dare l’impulso definitivo all’economia, sia per quanto concerne l’informazione, sia per la formazione delle persone.

Purtroppo Africa è ancora un continente povero, in termini di capacità di acquisto degli individui e con tantissime lacune, sia nelle infrastrutture, sia nei servizi minimi ed essenziali, sia nella cultura, sia nella politica: però la luce in fondo al tunnel sembrerebbe esserci e le prospettive sono molto positive per il futuro.

Gli occhi sono tutti puntati sull’Africa e sulle possibilità che questo continente potrà offrire sia agli stessi abitanti che al resto del mondo.

E te cosa ne pensi? Lasciaci sapere la tua opinione qui sotto nei commenti!

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