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Investire fin da giovani per sperare in una stabilità finanziaria. Una scelta che va ponderata ma soprattutto seguita, ogni volta che la tentazione di spendere parte dei ricavi si fa grande. Tenendo presente che iniziare a investire giovani, e proseguire con costanza, porta maggiori risultati.

I numeri parlano chiaro: ipotizzando che a 25 anni si intraprenda con forza un percorso di investimento, a 65 anni il saldo sarà di oltre 5 volte quanto si avrà iniziando a 45. Pari quasi al doppio rispetto a iniziare a investire a 35 anni. Sembra facile da dire, è matematica, ma come si inizia?

Il primo passo nel mondo degli investimenti

È facile supporre che per investire serva avere la possibilità di grandi somme di denaro da impiegare in azioni, attività o immobili. Un grande capitale iniziale insomma. E anche che bisognerà attendersi sonore perdite. Ma in realtà investire denaro per generarne altro è un percorso fatto anche di vie di mezzo. E di investimenti alla portata di tutti. In particolare gli investimenti finanziari che richiedono capitale ridotti, anche di  poche decine di euro,  guadagnando sulle oscillazioni dei titoli quotati sul mercato e possibili su diverse piattaforme web.

Su cosa si può investire

Le opzioni di investimenti sono diverse, a seconda del rischio che si vuole correre e del risultato in cui si spera. Si può investire sulle azioni, tra le opzioni più gettonate, ma anche sulle materie prime o sulle valute e criptovalute. Restano ancora sul podio i Titoli di Stato.

Una delle tecniche è la vendita allo scoperto, ossia comprare e vendere per generare denaro grazie all’andamento del mercato, quindi nelle oscillazioni in aumento ma anche al ribasso.

Il portafoglio

La parola chiave è diversificazione. Ossia investire in differenti strumenti finanziari, quindi scegliere azioni ma anche Titoli di Stato e liquidità, per non esporsi a un unico grande rischio ma permettere di attutire eventuali colpi che resterebbero limitati. Una strada che spesso è scelta anche dai consulenti finanziari. È importante pianificare sul lungo periodo, perché investire è una scelta nel tempo.

Le piattaforme

Sono diverse le piattaforme per investire ma è importante individuare le più affidabili. La scelta del mezzo, infatti, è uno dei primi passi ma essenziale per limitare il rischio dell’impresa. Sul web c’è un mare di opzioni in cui è difficile orientarsi ma sono gli stessi investitori a recensire o consigliare. Ci sono realtà semplici per partire con piccole somme di denaro, Iq Option ad esempio, o come ObrInvest che ti mettono a disposizione una sorta di demo, e piattaforme online (eToro, ad esempio), che ti permettono di “sbirciare” i movimenti dei grandi investimenti.

Il consulente finanziario

Non tutti però vogliono investire da soli. C’è chi preferisce rivolgersi a un consulente finanziario, figura che negli anni è diventata sempre più significativa nel campo degli investimenti. Spesso rete parallela al mondo delle banche, tanto da intercettarne diversi insoddisfatti, ma non per questo non è normata: c’è un albo professionale, consultabile da chiunque sul web, a cui ci si iscrive dopo un esame. Chi commette irregolarità viene sanzionato o sospeso. Un aspetto importante nella scelta, come la “chimica” comunicativa che dovrebbe scattare conoscendovi.

Liberi professionisti, dipendenti o società

I consulenti finanziari possono essere dipendenti o liberi battitori. I dipendenti, con contratti di agenzia, si dividono nelle maggiori banche-reti italiane, tra queste nota è Fideuram ISPB. Azimut, Banca Generali, Banca Mediolanum, e Allianz Bank Financial Advisors. Ci sono anche i consulenti finanziari autonomi, ossia liberi professionisti anche noti come Fee only, che non sono legati a società che gestiscono fondi. Possono lavorare anche in società di consulenza finanziaria. Di solito l’incasso è proporzionale al patrimonio che gestiscono.

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