Inflazione ai massimi livelli dal 2008, la bomba è pronta ad esplodere?

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Il costo della vita negli Usa ha sperimentato una nuova accelerazione nel mese di giugno, segnando il più grosso incremento dal 2008.

Sono aumentati i prezzi per gli alimenti, l’energia, l’abbigliamento, i biglietti aerei e per gli alloggi.

Il tasso d’inflazione nei 12 mesi terminati a giugno è salito al 5,4% dal 5% del mese precedente.

L’indice di fondo (core) che omette alimenti e energia è salito dello 0,9% a giugno, con un incremento annuo del 4,5% dal 3,8%, attestandosi ai massimi da 29 anni.

Quali sono i motivi di questo rialzo?

Gli effetti sostanziali sono da ricercare nel contributo significativo della pandemia, che ha colpito duramente molti mercati emergenti nella prima metà del 2020, portando l’inflazione a livelli da cui era facile fare il balzo. Anche le misure di lockdown ancora in vigore in molti mercati – insieme alle strozzature della catena di approvvigionamento e al lento accesso ai vaccini – stanno contribuendo a dati sull’inflazione complessiva più elevati e volatili.

Inoltre, la componente notoriamente volatile dei prezzi dei prodotti alimentari è una parte importante dei panieri dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) per diversi mercati emergenti. Data la confluenza di questi fattori e gli elevati prezzi delle materie prime, i dati sull’inflazione possono facilmente sorprendere il mercato.

Chart-of-the-week-EM-inflation-surprise-index-jumps-to-highest-since-2008_Graph
L’indice Citi-EM Inflation Surprise balza ai massimi dal 2008

Il “core” rate, ossia l’indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili quali cibo ed energia, più osservato dalla FED, ha registrato una variazione dello 0,7% su base mensile, rispetto al +0,4% atteso ed al +0,9% del mese precedente. Il dato tendenziale mostra un aumento del 3,8%, dal 3% del mese precedente (atteso + 3,4%).

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