Investire e guadagnare con il fotovoltaico

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

L’Italia nei prossimi anni affronterà la transizione energetica cercando di adottare un modello più conveniente e sostenibile nel quale l’energia solare farà la parte del leone. In questo articolo racconteremo questo processo e spiegheremo come è possibile approfittarne investendo e generando dei profitti.

Lo sviluppo del fotovoltaico in Italia

Lo sviluppo del settore fotovoltaico in Italia è da sempre legato all’iniziativa della politica, che con vari interventi e incentivi ne ha sostenuto la crescita nel tempo. In particolare, la misura che in passato ha più di tutte incentivato la crescita del solare in Italia è stata il Conto energia, un sistema che retribuiva direttamente la quantità di energia fotovoltaica prodotta. Questa misura è riuscita a portare la capacità produttiva tra il 2007 e il 2013 fino a 18GW partendo praticamente da zero.

Questa policy ha permesso lo sviluppo di molti grandi impianti, soprattutto nel meridione, ma è stata revocata nel 2013 perché considerata dispendiosa per le casse dello Stato. L’installazione di impianti fotovoltaici negli anni seguenti è stata molto limitata e comunque sempre guidata da politiche pubbliche (come la possibilità di detrarre al 50% gli investimenti per l’installazione dei pannelli solari).

La maggior parte delle installazioni del periodo post Conto energia ha riguardato per lo più interventi per l’efficientamento energetico privato, mentre lo sviluppo dei grandi parchi energetici si è praticamente fermato. Ma nel 2019-2020 si è vista una ripresa dell’attività di installazione, anche grazie a norme come il Superbonus.

L’anno scorso sono stati costruiti circa 55.000 impianti fotovoltaici per una capacità totale aggiunta di 0,75 MW, una crescita in linea con il 2019. La produzione effettiva è di poco inferiore ai 25 TWh, una crescita del 5,3% rispetto all’anno precedente che ha portato il solare a coprire circa il 10% del fabbisogno nazionale. Secondo il rapporto statistico GSE, a fine 2020 la potenza complessiva del solare in Italia ha raggiunto 21,6 GW con oltre 900.000 impianti.

Obiettivo 2030: la sfida verso le rinnovabili

Il nuovo contesto politico in cui si muoveranno le energie rinnovabili è quello delineato dal pacchetto normativo europeo Fit for 55, che pone degli ambiziosi target per la loro crescita nell’UEe. L’obiettivo fissato per il 2030 è quello di alzare la quota di consumi finali coperta dalle rinnovabili ad “almeno il 40%” (la normativa RED II prevede poi degli obiettivi specifici per varie tipologie di consumo). Ad oggi in Italia, secondo il Gestore dei servizi energetici (Gse), la società pubblica per la promozione delle fonti rinnovabili (solare, ma anche eolico, idraulico e geotermico), le fonti rinnovabili coprono circa il 20% dei consumi energetici complessivi.

Se la tendenza degli ultimi anni in Italia è certamente incoraggiante, per rispettare i target del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030, allineato agli obiettivi europei, ci vorrà un cambio di passo importante.

Secondo l’attuale tabella di marcia l’Italia dovrà raggiungere una capacità produttiva di 52 GW di energia solare entro il 2030. Il calcolo è presto fatto: per aumentare la capacità produttiva di oltre 30 GW in 10 anni bisognerà aggiungere 3GW di nuova potenza installata ogni anno. Si tratta di oltre quattro volte la capacità aggiunta nel 2020, anno record dell’ultimo periodo; un livello di crescita analogo a quello del periodo del Conto energia.

Insomma, saranno necessari molti investimenti e la mobilitazione di un numero crescente di risorse, pubbliche e private, oltre alle molte che già si stanno incanalando verso il settore delle energie rinnovabili. Nel 2020, il Gse ha investito ben 11,9 miliardi di euro per l’incentivazione della produzione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Ciò ha favorito l’attivazione di nuovi investimenti, pubblici e privati, nel settore della green economy per circa 2,2 miliardi.

A queste risorse si andranno ad aggiungere anche quelle sbloccate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il piano di investimenti per la ripresa economica post-Covid finanziato dall’UE, che contiene diverse misure per lo sviluppo di energia rinnovabile, in particolare per il fotovoltaico. 

Ecco alcuni esempi di interventi a cui il PNRR dedica circa 4 miliardi di fondi

  • una riforma dei meccanismi autorizzativi per i grandi impianti; 
  • interventi a favore del segmento agrovoltaico, cioè la produzione integrata di energia rinnovabile su terreni agricoli; 
  • lo sviluppo di Comunità energetiche ed impianti di piccola taglia anche in abbinamento a sistemi di accumulo, specie in piccoli Comuni, con l’obiettivo di 2 GW di nuova capacità installata; 
  • la promozione di soluzioni innovative e impianti offshore.

Un’opportunità di investimento per tutti

Non bisogna essere degli esperti di energia per capire che nei prossimi anni vedremo una grande mobilitazione di risorse e investimenti verso questo settore, e questa volta la crescita del solo comparto residenziale probabilmente non basterà.

La sfida, come si evince anche dalla direzione che ha preso il PNRR, è quella di far ripartire gli investimenti sui grandi impianti e proprio intorno a questo obiettivo si stanno mobilitando moltissime risorse, sia pubbliche che private. In questa direzione anche la finanza di nuova generazione, che ha introdotto modelli come il lending crowdfunding, può giocare un ruolo importante per aiutare le imprese a vincere questa sfida cruciale.

Allo stesso tempo non bisogna dimenticare che il passaggio verso un’economia verde rappresenta un’opportunità economica molto interessante, un’opportunità della quale anche i piccoli investitori possono approfittare.

L’installazione dei pannelli solari è molto costosa e, anche se nel tempo il risparmio sui consumi energetici permette di rientrare dell’investimento; solitamente la ditta che propone i lavori sostiene i costi, finanziandoli attraverso un prestito bancario. Il committente dei lavori stipula, dunque, un contratto di leasing con il creditore che mantiene la proprietà dell’impianto finché il debito non viene estinto.

Tuttavia, esistono dei limiti all’ammontare dei costi che possono essere coperti con prestito bancario, e le tempistiche per ottenere questi finanziamenti possono essere anche molto lunghe. Per questo le aziende sono alla ricerca di forme di finanziamento alternativo come il lending crowdfunding. Le piattaforme di lending crowdfunding propongono i progetti di sviluppo fotovoltaico, permettendo agli investitori di finanziarli ottenendo degli interessi stabiliti da contratto.

Scopri i progetti attivi su Ener2crowd

I vantaggi dell’energia solare

Contribuire all’installazione di energia solare non solo rappresenta una ghiotta opportunità economica, ma è anche un modo per avere un impatto concreto nella sfida contro il riscaldamento globale: secondo le stime del PNRR, considerato l’attuale mix energetico italiano, a 1 GW di potenza installata corrisponderebbe un abbattimento delle emissioni di CO2 di 0,8 Mt.

Il GSE ha stimato che l’energia elettrica generata da fonti rinnovabili e i risparmi energetici indotti dagli interventi di efficientamento hanno evitato l’emissione in atmosfera di ben 42 milioni di tonnellate di CO2, pari a 109 milioni di barili di petrolio.

Ma il solare è anche un’opportunità per il mercato del lavoro. Sempre Gse ha stimato 51.000 unità di lavoro annuali (equivalenti a tempo pieno) l’occupazione legata alle iniziative nuove e già in corso. Secondo il report SolarPower Europe, i posti di lavoro nell’energia solare triplicheranno nell’Unione Europea per il 2030, arrivando a 1,1 milioni entro la fine del decennio.

Non bisogna poi sottovalutare i proventi derivati dalla vendita delle quote nell’ambito del meccanismo europeo ETS (Emission Trading Scheme). Nel 2020 sono state di circa 1,3 miliardi.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter