Investire in un Mba, conviene? Pregi e difetti

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L’investimento su un Mba, i celebratissimi corsi in Business and Administration, ha senso per tutti? Quando frequentare un Mba è un’opportunità e quando una spesa inutile? Questa è la domanda che si pongono neolaureati, startupper, ma anche manager e liberi professionisti che vogliono aumentare il loro volume d’affari o far schizzare in alto la propria carriera. Proviamo a mettere alcuni punti fermi per aiutare tutti gli interessati a prendere una decisione che può segnare la vita più di qualsiasi investimento in borsa o progetto imprenditoriale.

Cos’è un Mba

Si tratta di un corso post laurea, che si frequenta non necessariamente alla fine dell’università, ma anche dopo alcuni anni lavoro, per integrare competenze acquisite a livello universitario o sul piano professionale con una formazione specifica e di alto livello nel settore manageriale e raggiungere così i profili più alti nelle imprese. 

Gli Mba sono frequentati da dirigenti che vogliono diventare direttori generali o amministratori delegati, ma anche imprenditori che vogliono implementare il proprio profilo con una conoscenza più “sistematica” della gestione aziendale. I corsi durano tra i 12 e i 24 mesi e richiedono un impegno giornaliero o solo nei weekend.

Quanto costa un Mba e come decidere.

Il costo dei corsi non va mai sotto i 25mila euro (per quelli italiani) e può superare i 100mila euro. Quello proposto dalla Bocconi, ad esempio, parte da 48 mila euro, mentre alla Luiss ci si ferma a 28mila euro. Cifre non da poco, soprattutto per chi si è appena laureato o ha investito buona parte di quello che aveva messo da parte nella sua neonata società. La cosa migliore per scegliere – innanzitutto, se fare o non fare un Mba e, poi eventualmente, quale frequentare – è quindi chiarire i propri obiettivi. Se uno ha chiaro cosa si aspetta di ottenere dal corso può leggere le informazioni che arrivano dal Rapporto Gmac sul tema, il più aggiornato è dell’ottobre 2019, con un altro occhio.

Quali obiettivi deve avere chi vuole frequentare un Mba.

Chi vuole migliorare una carriera già avviata, pensiamo il dipendente o il consulente di una media o grande azienda italiana o internazionale, può guardare a un Mba con grande interesse. I “target” piuttosto diffusi tra i giovani manager sono cambiare funzione nella stessa impresa, aumentare il proprio stipendio od ottenere il trasferimento in una sede o un Paese più gradito. In questo caso avere un reddito già garantito consente di guardare con più serenità a un investimento rilevante come quello per un Mba. Una delle ricerche su chi ha frequentato i master dice che il 90 per cento degli studenti è riuscito a cambiare uno tra Paese, settore di lavoro o funzione lavorativa, mentre circa il 30 per cento è riuscito a cambiare tutti e tre.

Chi frequenta un Mba. Un’indicazione per scegliere

Il rapporto GMAC 2019, realizzato insieme a Ipsos, aiuta a capire le ragioni di chi si è iscritto ai master e cosa fa nella vita. Si tratta di una “segmentazione motivazionale” che classifica gli allievi di Mba e master secondo sette categorie.

Il 59 per cento sono “Career Revitalizers”, cioè professionisti “stagionati” che sentono l’esigenza di reinventarsi e dare nuovi stimoli alla propria carriera, il 47 per cento viene definito “Balanced Careerists”, cioè quanti hanno l’esigenza di bilanciare carriera e vita privata, mentre il il 46 per cento rientra nella categoria dei “Respect Seeker”, cioè persone che perseguono riconoscimento personale e autorevolezza. Un altro 46 per cento degli iscritti rientra tra gli “Impactful Innovator”, persone cioè motivate a migliorare le proprie competenze per avviare un’attività imprenditoriale. Il 45 per cento si tratta di “Global Striver”, cioè coloro che hanno come obiettivo una carriera internazionale, una quota del 44 per cento è considerata “Socio-Economic Climbers”, lavoratori o neolaureati che cercano un futuro migliore per sé e i propri figli. Solo il 34 per cento degli iscritti a un Mba è uno “Skill Upgrader”, soggetti motivati a migliorare le proprie competenze per diventare esperti nel proprio campo.

Se uno rientra nelle prime categorie può pensare di essere sicuro di aver scelto l’investimento che fa per lui, mentre voler solo aumentare le proprie competenze può non essere sufficiente per motivare un investimento così ingente.

A chi conviene fare un Mba

La risposta più banale, ma in realtà nient’affatto scontata è a chi non se lo paga. Se uno lavora per un’azienda che è disposta a pagare un Mba il consiglio è accettare di corsa, ma anche proporsi per farlo al proprio capo può essere una buona scelta. Attenzione a non fargli immaginare però di voler prendere il suo posto.

Nel 2019 il Rapporto Gmac ha preso in considerazione anche il punto di vista delle imprese, sono stati interpellati oltre 1200 employers di 45 Paesi del mondo (compresa l’Italia). Questo vi aiuterà a capire, in base a dove volete andare e a far cosa, se ha senso frequentare un Mba. Dall’indagine emerge una certa stasi della domanda negli Stati Uniti, a fronte di una tendenza alla crescita in Asia-Pacifico e in Europa: il 69 per cento delle aziende europee interpellate ha in programma di assumere diplomati Mba (rispetto al 64 per cento del 2018) e il 67 per cento diplomati in Master in Management. I ricercatori segnalano l’incremento delle assunzioni di diplomati internazionali (69 per cento del totale).

Se si guarda il tipo di master, la maggior crescita percentuale (dal 37 al 52 per cento) nell’interesse delle aziende è quella dei Master of Data Analytics e in particolare l’incremento in Europa è enorme, dal 43 per cento al 66 per cento: la digitalizzazione nella strategia delle imprese sta diventando sempre più rilevante. Utile può essere guardare anche funzione e settore dove le aziende vogliono i diplomati Mba: le prime tre posizioni sono occupate da Strategia/Innovazione (45%), Finanza (43%) e Business Intelligence/Analytics (40%).

Quanto si guadagna con un Mba

i dati sui redditi medi annuali fanno capire qual è la differenza, se si trova un lavoro idoneo, tra aver frequentato un Mba o non averlo fatto. Negli Stati Uniti la media è di 115 mila dollari (contro i 55mila euro dei neolaureati senza Mba), ma si arriva a 125mila nel settore Finanza o Contabilità e addirittura 135mila nella funzione Consulenza. Per l’Europa il valore medio raggiunge i 95mila dollari, mentre in Asia ci si ferma a 45mila dollari.

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