La povertà in Italia, i dati agghiaccianti

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In Italia 1 persona su 4 è a rischio povertà. Oltre 5 milioni di persone vivono in uno stato di povertà assoluta: non hanno cibo a sufficienza, riscaldamento e abiti adeguati, mezzi per curarsi, informarsi, istruirsi. Nel nostro Paese il 5% più ricco della popolazione possiede quanto il 90% più povero. Nel 2017 il 12,1% dei minori ha vissuto in povertà assoluta.

Questi sono i dati agghiaccianti forniti dall’Istat. Il messaggio è chiaro, sono sempre di più le persone in difficoltà in Italia e questo numero non intende calare.

Cosa vuol dire povertà assoluta?

Vivere in povertà assoluta vuole dire non riuscire a soddisfare fabbisogni essenziali (alimentazione equilibrata, disponibilità di un’abitazione adeguata) e a provvedere al minimo necessario per vestirsi, comunicare, informarsi, muoversi, istruirsi e mantenersi in buona salute. La maggiore incidenza della povertà assoluta tra minori e giovani generazioni rischia di minare il potenziale di crescita su cui il benessere di una nazione dovrebbe fondarsi.

Gli effetti collaterali della pandemia

Purtroppo nel 2020 la pandemia ha avuto un evidente effetto sulle condizioni economiche delle famiglie. La condizione di povertà assoluta ha riguardato oltre cinque milioni e seicentomila individui, vale a dire il 9,4 per cento delle persone  residenti in Italia, mentre nell’anno precedente la quota era pari al  7,7 per cento. Tuttavia, è diminuita l’intensità della povertà che misura «quanto poveri sono i poveri», cioè quanto la spesa media mensile delle famiglie povere è inferiore alla linea di povertà. Questa dinamica probabilmente è dovuta sia al livello più basso di consumi nel 2020 sia agli strumenti di sostengo messi in campo e che hanno consentito alle famiglie in difficoltà economica – sia quelle scivolate sotto la soglia di povertà nel 2020, sia quelle che erano già povere – di mantenere una spesa per consumi non molto distante dalla soglia di povertà.

La povertà tra le famiglie in Italia

Sebbene il Sud Italia presenti nel 2020 ancora una volta la situazione più grave, per quanto riguarda l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie, è il Nord Italia ad aver sofferto maggiormente della crisi dovuta alla pandemia da Covid-19. La percentuale delle famiglie in povertà assoluta, infatti, sale 5,8 al 7,6% nel Nord Italia – quasi due punti percentuali – contro un incremento dal 8,6 al 9,3% per il Sud Italia che fa registrare un incremento minore anche rispetto al Centro Italia dove le percentuali passano dal 4,5 al 5,5%. Percentuali che al Nord fanno registrare un record: nel 2014 l’incidenza tra le famiglie era del 4,2%, nel 2020 risulta essere di 3,4 punti percentuali superiore.

Grafico Incidenza povertà assoluta famigliare in Italia

Anche i minori in difficoltà sono in aumento

Nel 2020, la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 337mila minori (13,5%) Disaggregando per età, l’incidenza si
conferma più elevata nelle classi 7-13 anni (14,2%) e 14-17 anni (13,9%, in aumento) rispetto alle classi
4-6 anni (12,8%) e 0-3 anni (12,0%, in crescita rispetto al 2019).

Le famiglie con minori in povertà assoluta sono oltre 767mila, con un’incidenza dell’11,9% (9,7% nel
2019). La maggiore criticità di queste famiglie emerge anche in termini di intensità della povertà, con
un valore pari al 21,0% contro il 18,7% del dato generale. Oltre a essere più spesso povere, le famiglie
con minori sono anche in condizioni di disagio più marcato.

L’incidenza della povertà tra le famiglie con minori varia molto a seconda della condizione lavorativa e
della posizione nella professione della persona di riferimento: 9,4% se occupata (15,8% nel caso di
operaio) e 22,3% se non occupata (29,1% se è in cerca di occupazione).

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