Le 4 aziende da tenere d’occhio dopo la svolta verde di Biden

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L’amministrazione Usa ha scelto la green economy, ecco chi potrebbe guadagnarci

Joe Biden, neo eletto presidente degli Stati Uniti, ha stanziato un fondo da 2 trilioni di dollari destinato alla riqualificazione “green” e allo sviluppo delle aziende e delle infrastrutture. Un piano che rivoluzionerà l’economia statunitense, ma che potrebbe avvantaggiare alcune società più di altre. Ne abbiamo scelte 4 per raccontare la corsa verso la green economy degli Usa.

Il progetto di Biden verso una Green economy

Sin dall’inizio della sua corsa verso la Casa Bianca, Biden ha sempre manifestato un forte interesse nei confronti dello spostamento dello sviluppo industriale americano verso una tecnologia più sostenibile. Gli Stati Uniti, dopo la decisione da parte dell’ex presidente Donald Trump di far uscire la nazione dall’accordo sul clima di Parigi, hanno distolto per anni lo sguardo dalla politica sostenibile, concentrando lo sviluppo delle proprie infrastrutture principalmente nel combustibile fossile. Da quando Biden è diventato presidente però le cose sembrano essere cambiate: il presidente democratico ha mantenuto le proprie promesse elettorali, virando verso lo sviluppo della tanto discussa Green Economy.

Che cos’è la green economy?

La “Green Economy”, nel piano su cui lavora il presidente Biden, si focalizza innanzitutto sull’obiettivo di rendere dunque le industrie statunitensi a impatto 0, eliminando l’utilizzo di combustibile fossile a favore dell’energia rinnovabile (eolica, idrica, solare). Tale decisione porterà sicuramente a dei sensibili cambiamenti nell’ambito degli investimenti nei confronti delle industrie produttrici di energia. Se fino a pochi mesi fa, con la presidenza Trump, si riteneva utopistico investire in mercati energetici diversi da quelli petroliferi, ora l’orizzonte sta cambiando e le opportunità si espandono.

Le aziende destinate a crescere

La politica Green di Biden assicura dunque sostanziosi investimenti a favore delle aziende produttrici di energia naturale, ma quali sono le più promettenti sul mercato? Proviamo a fare 4 nomi.

Enphase Energy

Nata nel 2006 dalle geniali menti di Raghu Belur e Martin Fornage, ha sede a Fremont in California. Il duo vincente ha inventato un metodo innovativo di controllo e gestione dei pannelli solari, brevettando il microinverter, un sistema che permette di controllare singolarmente il pannello solare e produrre immediatamente energia. Dati alla mano è prevista una crescita significativa di Enphase Energy, l’utile per azione potrebbe salire da 1,2 dollari del 2020 a 1,73 dollari nel 2021.

Sunrun

Fondata nel 2007 da Lynn Jurich, Ed Fenster e Nat Kramer, Sunrun ha sede a San Francisco. La società produce pannelli e batterie solari ed è l’azienda americana che ha visto crescere esponenzialmente il suo valore nel 2021, chiudendo in positivo il primo trimestre del 9,96%. Secondo gli analisti l’azienda in seguito ai finanziamenti dell’amministrazione Biden è destinata a crescere toccando vette quasi del 60%.

General Electric

General Electric (GE) è una società multinazionale statunitense, costituita a New York e con sede a Fairfield, Connecticut. Fondata il 5 aprile 1892 è certamente una delle più antiche aziende statunitensi produttrici di energia ed è uno dei giganti globali del settore. Andamento in borsa solido e in forte crescita, pari a +105,67% nell’ultimo anno: a pesare le scelte strategiche che hanno anticipato la svolta green di Biden.

Waste Management

Fondata nel 1968 da Wayne Huizenga e Dean Buntrock ha sede Houston in Texas. La compagnia ha sempre fatto del metodo innovativo di riciclo e smaltimento green uno dei suoi punti di forza, diventando leader negli Stati Uniti. L’azienda gioverà della riforma green di Biden, tanto da prevedere una crescita non esponenziale, ma costante. Un trend iniziato già nell’ultimo periodo: infatti Waste Management ha registrato una crescita annua assolutamente positiva, segnando un +37,80%.

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