Lending crowdfunding: come investire e guadagnare con progetti imprenditoriali privati anche senza grandi capitali a disposizione

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Questo articolo è frutto di una collaborazione tra Omney e Ener2Cdrowd, la piattaforma n.1 in Italia per gli investimenti sostenibili.

Investire in un progetto imprenditoriale anche senza avere grossi capitali è possibile. Oggi grazie alla realtà delle piattaforme di lending crowdfunding o P2P lending, realtà diffusasi in Italia a partire dal 2014, si possono mettere i propri risparmi al servizio di progetti di vario genere ottenendo in cambio degli interessi.

Ma come funziona questa nuova opportunità sempre più popolare tra gli investitori italiani?

Che cosa fanno le piattaforme di lending crowdfunding?

Le piattaforme di lending crowdfunding collegano le aziende e i loro progetti ai capitali degli investitori. Sono dei portali online che selezionano dei progetti e permettono a chiunque sia interessato di investirci, occupandosi dell’intermediazione e della contrattualizzazione degli accordi. 

Immagina che un’azienda voglia installare dei pannelli solari per migliorare la propria efficienza energetica e magari vendere l’energia in eccesso. In passato questa azienda avrebbe dovuto rivolgersi alla banca per trovare i finanziamenti. Oggi grazie alle numerose piattaforme attive, può rivolgersi a investitori privati, trovando capitali più velocemente e garantendo un’opportunità di rendimento semplice e trasparente anche a chi non è dotato di grandi capitali.

Lending vs equity crowdfunding

Le piattaforme di crowdfunding si dividono in tre famiglie principali. 

  • Ci sono le piattaforme di equity crowdfunding, che offrono agli investitori una quota di partecipazione nell’azionariato in cambio di finanziamenti. Si tratta di una sorta di democratizzazione dell’investimento in venture capital ed è una modalità di finanziamento popolare soprattutto per alcune start-up. In questa modalità l’investitore ricopre il ruolo di azionista e partecipa alle sorti finanziarie dell’azienda (utili, perdite, passaggi di proprietà) attraverso la sua quota.
  • C’è poi il lending crowdfunding (o P2P lending) che è a tutti gli effetti un prestito. Il proponente del progetto raccoglie il capitale specificando un tasso di interesse e una durata del contratto, ovvero la data nel quale il capitale investito e tutti gli interessi devono essere restituiti. I capitali prestati sono vincolati alla realizzazione del progetto e l’azienda che riceve il prestito si impegna alla restituzione di essi. 
  • Esiste poi il donation and reward crowdfunding nel quale le aziende promettono dei benefit o dei premi a coloro che parteciperanno al finanziamento. Questa modalità viene utilizzata per finanziare progetti di business in uno stadio iniziale o come strumento di fidelizzazione della clientela.

Secondo l’Osservatorio crowdfunding della School of Management del Politecnico di Milano, in 7 anni su 517 milioni di euro raccolti con il crowdfunding ben 435 sarebbero passati dal lending. Questa modalità, rispetto al equity crowdfunding presenta una serie di vantaggi per l’investitore retail. Il più importante è la trasparenza e la prevedibilità dell’investimento e degli interessi. Quando si investe in una partecipazione azionaria, come accade ad esempio equity crowdfunding, di fatto si partecipa agli utili o alle  perdite dell’impresa: si tratta di una modalità di investimento complessa che di solito si sviluppa in tempi molto lunghi e presenta rischi elevati.

Nel lending crowdfunding il capitale viene remunerato a un tasso determinato in origine e il pagamento degli interessi (oltre alla restituzione del capitale) avviene a cadenze regolari anche in base alle caratteristiche del progetto e ai requisiti stabiliti dalla piattaforma ospitante. Tutto ciò è regolato da un contratto di finanziamento che viene sottoscritto digitalmente. Non solo: il prestito è legato alla realizzazione di un progetto specifico, il che rende più semplice la comprensione dell’investimento da parte dell’investitore e la valutazione del rischio.

L’investitore, dunque, prima di investire sa esattamente in cosa saranno impiegati i suoi risparmi, quali saranno i rendimenti del suo investimento e le scadenze in cui il debitore si impegna a pagare. In questa fase, con tassi di investimento bassi e rendimenti ai minimi, investire in progetti privati attraverso il crowdfunding permette di generare in media rendimenti superiori a quelli degli strumenti a reddito fisso tradizionali, a patto di sapersi rivolgere a intermediare seri in grado di selezionare i progetti migliori.

Si tratta di un investimento sicuro?

Come per tutti gli investimenti, esiste sempre il rischio che il debitore non riesca a ripagare i propri debiti. Ogni piattaforma di lending crowdfunding seleziona i progetti che vuole sostenere, stabilendo insieme al proponente la durata degli investimenti (che possono andare dai 3 mesi ai 10 anni), il tasso di interesse e la quota necessaria per la partecipazione. Per questo è importante rivolgersi a piattaforme in grado di selezionare gli investimenti migliori e fare una buona valutazione del rischio, garantendo un rendimento congruo all investimento. 

In Europa il crowdfunding sarà normato dal regolamento UE, che entrerà in vigore nei prossimi mesi, con l’obiettivo di stabilire tutele per gli investitori, ma anche favorire lo sviluppo di questa forma innovativa di finanziamento che ha ricevuto dunque una legittimazione legislativa anche a livello comunitario.  

Per la tutela degli investitori la normativa prevede il rispetto di una serie di obblighi e requisiti operativi che assicurino la correttezza, sicurezza e serietà delle piattaforme che offrono servizi di crowdfunding. Tra le tutele principali per gli investitori c’è l’obbligo per le piattaforme di pubblicare il tasso di default del triennio precedente, offrendo all’investitore uno strumento utile per valutare la capacità delle piattaforme di selezionare i progetti.

Insomma, seppur quando si parla di investimenti non si può mai parlare di sicurezza in senso stretto, il mondo del crowdfunding è sicuramente un ecosistema maturo, un’opzione di finanziamento sempre più popolare per finanziare sia le start-up sia le piccole e medie imprese che vogliono innovare e lanciare nuovi progetti. 

In base alle stime contenute nel Report italiano sul CrowdInvesting – dell’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano – in questa fase sono ancora le start-up a raccogliere la maggior parte dei fondi indirizzati al lending crowdfunding, ma si tratta di uno strumento a disposizione di tutte le PMI.

Quali sono le migliori piattaforme in cui investire? 

Sul mercato italiano esistono molte piattaforme, che offrono investimenti in molti segmenti specifici come la green economy, l’immobiliare, il finanziamento alle start-up e alle PMI. La varietà dei progetti è sicuramente un punto di forza del crowdfunding, che in un certo senso apre agli investitori comuni nuove opportunità di guadagno che in passato, per ragioni di scala, erano precluse 

Tra le molte realtà attive in questo ambito vogliamo segnalare Ener2Crowd, una piattaforma che offre agli investitori progetti legati all’ambito della green economy e della transizione energetica. La scommessa della piattaforma è dare agli investitori la massima trasparenza attraverso la quale garantire la possibilità di scegliere in piena consapevolezza come far fruttare il proprio capitale. Tutte le informazioni e le analisi (di terzi) realizzate sui progetti proposti sono rese pubbliche e sul sito è possibile avere una previsione dei guadagni al netto di commissioni e imposte in modo chiaro e comprensibile a tutti.

Come abbiamo già detto in QUESTO articolo, la rivoluzione è iniziata e non si potrà più tornare indietro. Crediamo che questo sia un settore che nei prossimi anni crescerà moltissimo, anche aiutato da alcune leggi che rendono gli investimenti in questo tipo di progetti più profittevoli e controllati.

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