L’importanza del congedo di paternita’ per le aziende (e non solo)

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

La società in cui viviamo continua ad essere prettamente patriarcale: la maggior parte dei paesi non riconosce il congedo di paternità o non riconosce l’indennità lavorativa alla pari della figura materna. In Giappone per esempio l’uomo rappresenta una figura molto simile a quella che si ha nel nostro paese: infatti è ritenuto tendenzialmente come una figura sicura e dominante, la quale deve essere in grado di mantenere la famiglia e anche la moglie, qualora essa sia in difficoltà.

Queste similitudini, purtroppo, si ripetono in molti paesi del mondo, mostrando come la società sia ancora caratterizzata dalle dinamiche classiche delle società patriarcali.

Il Giappone offre a entrambi i genitori 12 mesi di congedo di paternità pagato. È classificato come il primo paese al mondo in termini di durata e indennità per il congedo di paternità, eppure nel 2020 solo il 7% dei papà lo ha richiesto. Di questo 7%, tre quarti hanno preso solo due settimane o meno. Questo evento è dovuto principalmente ad una problematica sociale di fondo: le persone, pur essendo incentivate dallo Stato a usufruire di questi congedi, continuano a pensare che il congedo paterno sia limitante e discriminatorio nei confronti della virilità dell’uomo. Il congedo, secondo la maggior parte dei giapponesi, dovrebbe essere dedicato unicamente alle donne per via della particolare condizione fisica e psicologica che devono affrontare durante la gravidanza.

Niente di più sbagliato.

Gli studi più recenti riguardo questa situazione sociale dimostrano come in realtà il congedo di paternità sia utile sia per aumentare il legame affettivo con il proprio figlio sia per garantire migliore prestazioni lavorative all’azienda in cui si lavora. Il sondaggio di ‘McKinsey and Company’ ha dimostrato come il 90% dei papà richiedenti il congedo di paternità abbiano creato un legame migliore e più duraturo con il proprio figlio. Questo avviene perché, grazie al congedo di paternità, l’uomo riesce a dare maggiore attenzione al figlio durante i suoi primi mesi di vita, imparando inoltre skills inerenti alla cura del bambino e alla cura degli ambienti domestici. Inoltre è stato constatato il congedo di paternità riduce notevolmente il rischio di depressione post-parto della madre poiché, stando insieme durante questo importante periodo, si crea un supporto morale maggiore per entrambi i genitori.

Oltre alle migliorie dirette tra i due partner, il congedo di paternità serve anche alle aziende, poiché può favorire e incrementare la parità di genere in ambito lavorativo. Prendendo il congedo di paternità, si aiuta la coniuge a non dover necessariamente lasciar da parte il proprio lavoro o ridimensionarlo per dar priorità al figlio, favorendo quindi la continuità lavorativa e aumentare così le possibilità di accrescere la propria carriera professionale: infatti, uno studio in Svezia ha mostrato che, per ogni mese di congedo preso dal padre, lo stipendio della madre cresce circa del 7%.

Cosa ne pensi? Facci sapere la tua opinione nei commenti!

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram

Potrebbe interessarti anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti alla Newsletter