L’inclusione finanziaria e la sua rilevanza sociale

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La connessione internet sembra uno strumento sempre più scontato nella realtà in cui viviamo. I paesi occidentali, offrono nella quasi totalità, la fruizione a prezzi contenuti della connessione, addirittura gratis nelle zone e strutture pubbliche,  permettendo ai cittadini di navigare sul web, socializzare con le persone e partecipare attivamente alla vita pubblica in tutte le sue sfaccettature. Nel resto del mondo invece, la situazione è ben diversa. Analizzando il report realizzato da We Are Social e Hootsuite, denominato ‘Digital Report 2020’, è possibile constatare come quasi il 40% della popolazione mondiale non ha ancora accesso a internet, nella fattispecie sono geograficamente incentrate nel continente africano, nell’Asia minore e nel sud-est asiatico.

Le problematiche sociali che insorgono da questo dato sono molteplici: le persone, oltre a non poter usufruire dell’immenso patrimonio culturale e quindi imparare (qualsivoglia informazione) non possono né socializzare con gli altri né utilizzare conti e/o piattaforme finanziarie.

L’esclusione finanziaria

In questo articolo però ci soffermeremo a parlare dell’ultimo problema appena citato ovvero il mancato utilizzo di piattaforme finanziarie e/o conti economici personali. Infatti, una delle problematiche più sottovalutate ma con maggiori ripercussioni sulla vita degli individui, è appunto il mancato utilizzo di tali strumenti finanziari. Le persone che non hanno accesso ai servizi internet sono completamente estraniate ed escluse dall’identità economica sociale e per tale identità s’intende la completa mancanza della propria identità da tutti i tipi di servizi bancari e finanziari. Per alcuni, tale mancanza potrebbe risultare un punto a favore per la completa sicurezza dei dati personali ma in realtà è un forte svantaggio poiché non permette di avere alcun fondo di risparmio economico, agevolazioni fiscali, aiuti statali qualora ve ne fossero, firma digitale, impossibilità di acquisto fisico e online, impossibilità di possedere un’assicurazione ecc.

Come appena accennato, le problematiche sono molteplici e rendono ancor più netto il divario sociale, causando la cosiddetta esclusione sociale e finanziaria.

Per tale motivo, uno dei dibattiti che sta prendendo piede negli ultimi mesi e che sicuramente sarà focus dei prossimi impegni sociali a livello mondiale è quello di dare la possibilità alle persone con poche o nulle risorse economiche di poter usufruire della connettività di rete, garantendo loro questi servizi, ormai divenuti di prima necessità.

Le lotte per portare Interet a tutti

Uno degli esponenti che porta avanti tale ‘battaglia’ sociale è il presidente esecutivo di Mastercard Incorporated Ajay Banga, (Mastercard è una delle maggiori organizzazioni finanziarie mondiali, possedente di più di 25 mila istituti finanziari).

Banga A. Ha più volte sottolineato, in varie interviste, l’importanza dell’inclusione finanziaria e di come si debba attuare un piano economico d’aiuto, nel più breve tempo possibile, verso le persone che non hanno le possibilità economiche per accedere ai servizi online, garantendo così un più completo rispetto dei diritti universali, generando maggiori possibilità di sviluppo in questi paesi. Infatti uno degli aspetti che più potrebbe giovarne è la creazione della rete commerciale: i paesi più poveri a livello globale, vivono quasi completamente di agricoltura, allevamento e commercio, spesso interni. La possessione e fruizione di servizi online che consentano loro di connettersi tra uno e l’altro, potrebbe garantire la creazione della rete commerciale online, così da favorire il commercio dei beni, l’acquisto e la vendita di prodotti, l’utilizzo dei conti economici ecc.

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