L’incredibile strategia di zara per evitare il fallimento

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La crisi economica non solo ha colpito i piccoli e medi imprenditori ma anche le multinazionali più grandi, ne è un esempio lampante il caso Inditex, che durante la pandemia da Covid-19, si è vista trasformare il colore dei conti da verde a rossi in meno di un trimestre. La difficoltà maggiore nel mondo del GDO e della fast fashion, è stata la chiusura preventiva dei punti vendita, effettuata dai governi. Nel caso di Inditex S.A (multinazionale spagnola con sede in Galizia, fondata da Amancio Ortega), la società è proprietaria di grandi brand della moda quali Zara, Bershka, Stradivarius, Oysho e Massimo Dutti (tra i più famosi) e possiede più di 7200 store fisici in oltre 93 mercati.

Quest’incredibile quantità di store fisici, accompagnati anche da una districata logistica commerciale in tutto il mondo, si è vista repentinamente chiudere le saracinesche per via dell’arrivo del Covid-19. Inditex S.A è una delle società con il maggior numero di store fisici al mondo, la quale conta con 160.000 dipendenti: è quindi ben deducibile il perché sia stata così tanto colpita durante la chiusura forzata del 2020.

La perdita, in termini di utile, per Inditex durante il 2020 è stata di circa il 70% rispetto al 2019: una perdita pari a 1,59 miliardi di euro!

Quali sono state le strategie?

L’azione strategica però per compensare alle ingenti perdite del 2020 è stata sin da subito messa in pratica: infatti, Inditex, è subita corsa alla chiusura di molti dei punti vendita più piccoli, sparsi in tutto il mondo, dando vita ad altri punti vendita, molto più grandi, con maggior numero di personale per ognuno di essi e inserendoli nelle zone più centrali delle maggiori città.

Oltre all’apertura dei nuovi punti vendita, il vero e proprio ‘focus strategy’ è stato quello di concentrare la maggior parte delle forze nella creazione di una nuova piattaforma digitale e nel rinnovamento della logistica, la quale è servita nella quasi totalità, a gestire le vendite nei punti fisici. Prioritarie quindi le vendite online, le quali sono riuscite a risollevare, in gran parte, gli utili del 2020: infatti gli ultimi mesi dell’anno, sono stati decisivi per la ripresa della società. Lo sforzo realizzato dalla stessa è stato, in termini economici, sorprendente: l’intero e-commerce ha registrato infatti una crescita di circa il 77%, rispetto al 2019, con 6,6 miliardi di euro di fatturato, nei solo ultimi due trimestri del 2020, con picchi del 100% in alcuni periodi specifici dell’anno, come le festività natalizie.

Purtroppo però, se da una parte le strategie messe in atto da Inditex, siano state soddisfacenti in termini di fatturato e utile netto, dall’altra non lo sono state in termini prettamente ‘umani’. Il lavoro dei dipendenti all’interno dei negozi, continua ad essere, per molti, ancora precario e sottopagato: molti di essi inoltre si ritroveranno senza occupazione dopo le prossime chiusure dei negozi più piccoli, i quali solo nella penisola iberica, ammonteranno nei prossimi mesi, a circa il 30%.

Cosa ne pensi della strategia di Inditex? Secondo te riuscirà ad essere positivo il bilancio economico della società durante il 2021? Faccelo sapere nei commenti!

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