L’inflazione inizia a spaventare

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L’inflazione é la crescita dei prezzi di beni e servizi, comunemente dovuta all’aumento della domanda e al rincaro nei costi di produzione dei beni stessi: la conseguenza diretta è la diminuzione del valore del denaro.

La situazione in Italia ed in generale nella zona Euro, per quanto concerne l’inflazione, sta cambiando e arrivano ora le principali conseguenze economiche.

Dopo i recenti ed estenuanti mesi di pandemia, la ripresa, dopo la crisi economica causata dal Covid-19, inizia a spaventare i mercati. La Federal Reserve e la Banca Centrale Europea hanno infatti comunicato che verrà ridotto il numero di acquisti dei titoli di Stato e verranno alzati i tassi durante il prossimo anno. Nonostante ciò, i mercati continuano, per ora, a dare fiducia al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell e alla Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, sicuri di riportare l’inflazione a livelli ritenuti standard. Conseguentemente gli investitori medio-grandi hanno iniziato a mettere mano ai propri portafogli, cercando di accaparrare quanto più oro possibile o assset, in generale, ritenuti sicuri.

Concretamente nel nostro paese, durante il mese di novembre, l’inflazione è salita del 3,8% (secondo le ultime stime ISTAT), un livello che non si registrava da settembre del 2008.

I settori a pagarne maggiormente le conseguenze, e in maniera più diretta, sono quello energetico, quello alimentari e quello dei trasporti.

Di riflesso, è quindi possibile notare un aumento de i prezzi dei beni energetici non regolamentati (+7,9%), degli alimentari lavorati (0,9%) e di quelli non lavorati (+1,4%). Leggera ‘contrattura’ dei prezzi, riposizionandosi con un -0,7% per i Servizi culturali, per la cura della persona e dei servizi ricreativi: questi ultimi per lo più per fattori stagionali e non prettamente correlati con la situazione economica di rimbalzo.

FONTI: ISTAT – Comunicato stampa / Rai News

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