L’Italia lancia i nuovi titoli di Stato. Ma sono davvero un affare i Btp Futura?

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I titoli di Stato italiano sono un must del risparmio delle famiglie, ma ora sono tornati di moda con i Btp Futura. E il ministero dell’Economia ha deciso di lanciarne una nuova edizione, dedicata soprattutto ai piccoli investitori, con i Btp futura a 16 anni che saranno messi sul mercato ad aprile. Proviamo a raccontarvi a cosa servono e che tipo di investimento sono i titoli di Stato.

Cosa sono i titoli di Stato

Si tratta di obbligazioni statali che, in Italia, sono emesse dal ministero dell’Economia per finanziare il debito pubblico o le operazioni in deficit con cui lo Stato finanzia la spesa pubblica. Le obbligazioni sono emesse periodicamente, a seconda delle necessità di cassa individuate dal Mef. Chi acquista queste obbligazioni si vedrà rimborsato il capitale iniziale al termine del prestito obbligazionario, ma oltre a ciò può avere due tipi di credito: quelli legati allo scarto di emissione, cioè la differenza tra il valore nominale e quello di emissione o di acquisto, e quelli di pagamento di cedola, cioè il corrispettivo che lo Stato si impegna a dare all’acquirente durante il periodo in cui i soldi dati per il debito sono in mano sua, in questo caso si tratta di cedola fissa o variabile (quindi può essere sempre la stessa o variare a seconda dell’andamento dei mercati e della condizione economica dello Stato).

I titoli di Stato sono un buon investimento?

I Btp sono storicamente una delle scelte di investimento preferite dagli italiani. Essi permettono di generare rendimenti quasi sicuri e aiutare l’economia del paese: di fatto si smobilita liquidità per finanziare il reddito pubblico. Negli ultimi anni tuttavia l’investimento in titoli di Stato non è stato particolarmente vantaggioso. La Banca Centrale Europea è ormai il primo finanziatore del debito attraverso i programmi di quantitative easing, in linea con quanto fanno le principali banche centrali globali, e ciò ha trainato verso il basso il rendimento dei titoli. Quando i tassi sono bassi il valore delle obbligazioni è esposto al rischio di tasso: per semplificare, se in futuro i rendimenti di Btp cresceranno, il valore dei titoli precedentemente emessi dovrà scontare l’extra rendimento dei nuovi titoli generando una perdita di valore del titolo. Ciò comporta una perdita del valore virtuale del Btp che non viene realizzata se si continua a detenere il titolo, ma che bisognerà scontare se sorgesse la necessità di venderlo.

Come funzionano i Btp Futura 16 anni

Il buono del tesoro poliennale è un titolo di debito dello Stato Italiano. I Btp Futura sono stati varati nel 2020 per lanciare tra i risparmiatori, in particolare quelli italiani, una raccolta di denaro con il quale finanziare le spese dell’Italia durante la pandemia da Covid-19 e sostenere ad esempio la campagna vaccinale. A differenza dei Btp precedenti il ministero ha introdotto un meccanismo di “doppia premialità” che sarà confermato anche per questi a 16 anni, una delle durate più lunghe di sempre se si pensa che quelli del 2020 avevano scadenza a 8 e 10 anni. La premialità delle cedole, cioè il corrispettivo che lo Stato garantisce per avergli prestato soldi, sono semestrali e si basano su un meccanismo di “step-up”. Nei primi 4 anni la cedola è a tasso fisso, poi sono previsti degli incrementi validi di 4 anni in 4 anni, fino al rimborso finale.

Il premio per chi non vende il Btp

Secondo le stime di Unicredit chi compra il Btp Futura a 16 anni e non lo fa passare di mano fino al rimborso riceverà un “premio fedeltà” tra il 2% e il 6% a seconda di quanto andrà bene l’economia italiana in questo periodo. La quota premiale, per chi manterrà il Btp dall’emissione alla scadenza, sarà legata alla crescita del Pil nominale durante questi 16 anni. Questi soldi però, al contrario dei Btp del 2020, saranno versati in due diverse tranche: la prima dopo 8 anni prevede un premio tra lo 0,4 e l’1,2%, a seconda di quanto crescerà il prodotto interno lordo, per questa quota poi ci sarà una valutazione sugli 8 anni successivi, con un minimo dello 0,6 e un massimo dell’1,8%. La seconda quota premiale invece prenderà in esame la crescita dal nono al sedicesimo anno con un tasso variabile tra l’1 e il 3 per cento.

Il Btp Futura conviene?

l Btp futura cerca di offrire una prospettiva di rendimento migliore (variabile) in cambio di una durata dell’emissione più lunga e certa (che espone maggiormente il valore del titolo al movimento dei tassi). Si tratta sicuramente di un’opzione interessante per gli investitori in titoli di Stato, in un momento in cui i rendimenti di questo tipo di asset non sembrano particolarmente attraenti. Il consiglio è di agire con cognizione di causa, anche in ottica di diversificazione. Non bisogna dimenticarsi che siamo già finanziariamente legati al Pil italiano con le nostre prospettive lavorative (e anche con il valore dei nostri immobili, per chi ne possiede), sono tutti fattori che bisogna considerare quando si pensa a come investire la propria liquidità

Quando sarà l’asta per i Btp Futura a 16 anni

Il collocamento dei titoli Btp Futura 16 anni è previsto tra lunedì 19 e venerdì 23 aprile, sino alle 13, ma se l’asta dovesse andare particolarmente bene il ministero dell’Economia potrà anticipare la chiusura già dalla sera di mercoledì 21 aprile. Il venerdì prima della partenza dell’asta il ministero renderà noti i tassi minimi garantiti, mentre quelli definitivi saranno resi pubblici alla fine del collocamento.

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