Lo strano amore tra gli italiani e il gioco d’azzardo

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La storia d’amore tra gli italiani e il gioco d’azzardo continua: sicuramente un titolo provocatorio ma che declina una situazione, quella del nostro paese, allarmante e paradossale.

Il gioco d’azzardo è stato propulsato nel nostro paese dalla fine degli anni 90’. Il 1998 è l’anno in cui è stato regolamentato il gioco d’azzardo nel nostro paese: è proprio dopo questo periodo che nasce e cresce a dismisura l’indice di spesa degli italiani in questo settore. Il gioco d’azzardo ovviamente è molto diverso da quel che era a fine secolo scorso. La diffusione su larga scala di internet e l’accessibilità ad esso in qualsiasi momento e parte del mondo, ha fatto nascere le famose piattaforme di scommessa e gioco d’azzardo online. L’impennata che però comprende proprio il nostro paese è molto più ripida rispetto alla stessa degli altri paesi europei e la motivazione va ricercata nelle tradizioni ed abitudini degli italiani.

L’Italia, in controtendenza rispetto agli altri paesi europei, ha subito una maggiore tassazione a partire dagli anni 2000 con un abbassamento progressivo degli stipendi dei cittadini; inoltre spinti dalle abitudini pregresse verso i giochi gli italiani hanno raggiunto limiti di spesa individuali elevatissimi in relazioni alla quantità di abitanti totali maggiorenni. Già nel 2015 era stato segnalato come i giocatori italiani, rispetto al PIL, si collocavano al primo posto in Europa, seguiti dal Regno Unito, Spagna, Francia e Germania.

Anche durante la pandemia, seppur la totalità dei centri scommesse e giochi d’azzardo fossero chiusi per i limiti stabiliti dal governo, l’Italia è risultata al primo posto per volume di denaro giocato. Seppur il volume sia diminuito del 20% rispetto all’anno precedente, il totale è rimasto elevatissimo: 88 miliardi di euro circa.

Rifacendoci sempre agli ultimi dati raccolti, quelli appunto del 2020, si denota una discesa degli indici di spesa sui giochi fisici quali per es. virtual machine nelle sale slot, bingo e correlati, per via della chiusura forzata dei luoghi di gioco ma di un incremento di quelli online.

Cosa ne pensi? Eri a conoscenza di questa situazione? Facci sapere la Tua nei commenti!

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