Luti addio, ecco cosa succede al Salone del Mobile

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Il 22 aprile 2021, Claudio Luti si è dimesso dalla presidenza del Salone del Mobile. Lo storico amministratore delegato di Kartell, azienda simbolo del design industriale italiano, dice addio per sempre alla direzione della manifestazione arrivata ormai alla sua ormai 60esima edizione. Tale decisione ha richiamato l’attenzione di tutto il mondo scaturendo inevitabilmente la domanda: che ne sarà del Salone del Mobile? Proviamo a capirlo partendo proprio dal suo ormai ex presidente

Chi è Claudio Luti

Nel 1988 Claudio Luti rileva Kartell, l’azienda fondata nel 1949 dai coniugi Castelli diventandone amministratore delegato. Sotto la sua direzione Kartell ritrova i fasti di un tempo: l’ad rivoluziona in pochi anni la società sia da un punto di vista delle collaborazioni artistiche ( Celebri quelle con l’artista e designer Philippe Starck), sia sul piano economico finanziario, riportando in auge un’impresa vicina al fallimento e riaffermandola nel firmamento del design.

Claudio Luti e il Salone del Mobile

Non solo ceo di Kartell, ma anche presidente del Salone del Mobile, Luti ha portato avanti la tradizione della manifestazione per anni: fulcro del suo pensiero organizzativo è sempre stata l’attualità storica, sullo stesso piano di quella dell’arte contemporanea, del design. L’ex presidente ha sempre sottolineato quanto, per poter apprezzare l’arte manifatturiera, sia necessario considerare e valorizzare la storia contemporanea da cui certamente trae ispirazione. Il design deve la sua nascita alle nuove necessità borghesi, facenti parte della seconda rivoluzione industriale, dimostrazione che non esiste dunque design senza storia. Claudio Luti si è sempre impegnato affinchè tale connubio fosse il filo conduttore dell’organizzazione e degli eventi collegati. La decisione di rinunciare a questo incarico, come da lui stesso dichiarato, è proprio legata a tale condizione, venuta mancare nell’organizzazione del 60esimo Salone del Mobile.

Le ragioni dell’addio

Dopo l’ufficiale annullamento dell edizione del 2020, il Salone del Mobile è stato confermato per settembre 2021; date sofferte e frutto di non poche incertezze. Claudio Luti teneva a specificare il contesto in cui tale edizione andava a formarsi: una realtà di auspicata rinascita, simbolo di una ripresa di vita artistica, economica; secondo gli intenti del ceo di Kartell doveva essere “la luce che spazzava l’oblio e la paura degli anni appena trascorsi”, difficili soprattutto per il mondo artistico, tale visione però si è spenta definitivamente con le sue dimissioni. Luti ha specificato quanto questa decisione sia stata sofferta per lui, in quanto consapevole di lasciare la direzione in un momento così delicato, tuttavia ha chiarito come non sussistessero più le condizioni per poter continuare a dirigere una manifestazione che non si dimostrava essere frutto di rinascita e valore, almeno nella sua visione.

Il terremoto delle dimissioni e il futuro del Salone del Mobile

In seguito al comunicato stampa che decreta le dimissioni dell’ex presidente, l’organizzazione della manifestazione era attraversata da molti dubbi. Su tutti un enorme punto di domanda: quale sarà il suo futuro?

Dopo giorni di incertezza, il 30 aprile è stato confermato che il Salone del Mobile si svolgerà dal 5 al 10 settembre 2021. Il nuovo organo direttivo si è messo subito al lavoro cercando di colmare l’assenza provocata dalle dimissioni e, da quel che si può intendere dalle nuove dichiarazioni, il Salone del Design sarà completamente caratterizzato da una concezione innovativa: il cda della Federlegno, organo che dirige ormai completamente la manifestazione, smonta le tese dei disfattisti, confermando le date e annunciando delle sostanziali novità. La nuova impostazione del Salone sarà caratterizzata da una visione collettiva, una mostra immersiva dedicata a raccontare le tecnologie e le innovazioni del tempo, portando novità anche da un punto di vista degli spazi utilizzati. Storicamente si è sempre svolta alla Fiera di Milano, ma Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano, si è dichiarato disposto a cedere i propri spazi non solo per il Fuori Salone (gruppo di eventi satellite alla manifestazione principale ), ma anche per ospitare parte del Salone. Tale dichiarazione risulterebbe essere una svolta non solo da un punto di vista della tradizione, ma anche simbolico: una vera scissione della vecchia presidenza verso un nuovo direttivo.

E le aziende?

Le aziende produttive coinvolte nel design hanno vissuto attimi di sconcerto, il Salone del Mobile è una delle maggiori fonti di guadagno per molte di loro e l’annullamento della manifestazione avrebbe confermato la profonda crisi nelle quali sono sprofondate a partire dall’inizio della pandemia da Covid-19. Le aziende sperano in questa innovativa visione espositiva e organizzativa per poter rinascere definitivamente per poter così confermare, nuovamente, l’eccellenza del design Made in Italy verso gli antichi splendori.

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