Nucleare si o no? 10 anni da fukushima

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Sono passati più di 10 anni dal tristemente famoso disastro nucleare di Fukushima in Giappone. L’11 marzo 2011, la centrale nucleare di Fukushima Dai-chi sulla costa Nord est del Giappone, veniva colpita da una serie di eventi sismico-climatici, i quali causarono uno degli incidenti nucleari e ambientali più gravi della storia, secondo unicamente a quello di Černobyl’ del 1986.

**Entrambi questi incidenti nucleari sono classificati, secondo la scala INES (**International Nuclear and radiological Event Scale), ovvero la scala che indica la gravità degli incidenti nucleari e radiologici, come incidenti di livello 7, cioè il livello massimo della scala , indicando l’evento come catastrofico.

Dopo questo evento sia il Giappone sia il resto del mondo si è domandato, continuando a farlo tutt’ora, sui benefici effettivi, in termini energetici – ambientali di questa tecnologia.

Alcuni paesi dopo il disastro di Fukushima hanno iniziato a invertire i propri piani: paesi come la Svizzera e Germania, per esempio, hanno iniziato a smantellare completamente le proprie centrali nucleari, dando la priorità ad altre soluzioni. Altri ancora invece, principalmente nell’est asiatico, come la Cina, India e Corea del Sud, stanno continuando a costruire nuovi reattori nucleari. In totale sono circa 50 le nuove centrali in via di realizzazione: più di 1/5 in Cina, seconda l’India con 6 nuove centrali e la Corea del Sud con 4. Emirati Arabi Uniti, Russia e Regno Unito sono le altre principali nazioni impegnate nella rivoluzione nucleare.

In totale, in tutto il mondo, si contano circa 443 reattori nucleari funzionanti ed il principale paese a produrre energia dalla fissione nucleare sono gli Stati Uniti con 94 reattori, seconda la Francia con 56 e la Cina terza con 50.

Il problema principale del nucleare rimane la sicurezza e le scorie radioattive di scarto: il Giappone, uno dei paesi più all’avanguardia e attento al tema sulla sicurezza ha comunque sofferto il danno alla sua centrale nucleare nel 2011 causando danni che ammonterebbero a circa 120 mld di euro. Per 30 anni il Giapponese dovrà impegnare quotidianamente migliaia di persone per lo smantellamento della centrale. Il danno ambientale, seppur molto meno grave rispetto a quello di Černobyl’, ha causato lo spopolamento di numerosi paesi limitrofi alla ex centrale e solo 1/4 degli abitanti di questi ultimi hanno deciso di tornarvi per vivere.

Nonostante questi pericoli, il nucleare continua ad essere interessante per molti paesi: la fonte di energia generata dai reattori nucleari, genera poche emissioni di CO2 e può essere modulabile a seconda delle necessità, al contrario il resto delle energie rinnovabili, quale Sole e vento, non sono modulabili.

E te da che parte stai? Pensi che il nucleare sia il futuro oppure preferisci optare per altre soluzioni energetiche? Facci sapere la tua nei commenti!

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