Nuova sicurezza Apple. Ecco come funziona

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Aggiornamento privacy iOS: ecco cosa devi sapere (e perché Facebook non è  contenta)

Nelle scorse settimane Apple ha annunciato i dettagli di uno dei più attesi aggiornamenti al proprio sistema operativo iOS, che rischia di diventare una pietra miliare per quanto riguarda le politiche sulla privacy, il mondo della pubblicità e la sfida tra i giganti del settore tech per la supremazia online.

Cosa cambia in iOS 14.5?

Una delle principali novità è un popup che permette agli utenti iPhone o iPad di decidere se le app che utilizzano (come per esempio Facebook) potranno monitorare il loro comportamento sulle altre app che utilizzano. Qualora si scegliesse di non monitorare, le app non saranno in grado di registrare dati riguardo il tuo comportamento su altre app che hai installato sul tuo iPhone o iPad. Ciò ovviamente impedisce la condivisione dei tuoi dati con inserzionisti e data broker da terze parti.

Ma la principale novità si chiama App Tracking Transparency e a che fare con il codice unico associato al tuo dispositivo che serve da identificatore per gli inserzionisti (IDFA). Ogni iPhone ha infatti un codice identificativo unico che fornisce agli inserzionisti dati aggregati sui tuoi interessi. L’IDFA è stato introdotto nel 2013 e funziona un po come i cookie di terze parti che vengono utilizzati nei browser web, monitorando il comportamento dell’utente su tutte le app e i servizi attivi sul dispositivo. Questa tecnologia non è una peculiarità di Apple, anche Google ha una propria versione dell’identificatore utilizzata sui telefoni Android dal 2014.

Entrambi questi identificatori consentono agli inserzionisti di monitorare i clic, i download e gli acquisti all’interno delle app mobili. Queste informazioni possono quindi essere utilizzate da aziende e società di tecnologia pubblicitaria per mostrare annunci personalizzati nelle app che utilizzi. L’IDFA può inoltre far sapere all’inserzionista l’efficacia degli annunci che ti vengono proposti.

Evidentemente l’utilizzo di questo tipo di tecnologie risulta piuttosto controverso sotto molto aspetti legati alla privacy e anche in luce della nuova normativa sui dati personali GDPR non sono mancati i reclami e i ricorsi contro Apple e Google per l’utilizzo di questa tecnologia.

Sebbene sia già da tempo possibile per gli utenti disabilitare l’identificatore di Apple – questo tramite le impostazioni di iOS nel menu Privacy – l’aggiornamento iOS 14.5 apporta una vera e propria rivoluzione nell’approccio. Ora il monitoraggio delle attività dovrà essere acconsentito esplicitamente, attraverso l’apposita opzione.

Le restrizioni di tracciamento di Apple non si limitano solo a l’identificatore del tuo telefono. Anticipando le app e gli sviluppatori che cercano di aggirare le restrizioni e tracciare le persone in altri modi, Apple ha affermato che non sarà possibile essere tracciati da identificatori alternativi. Ad esempio, uno sviluppatore non potrà utilizzare il tuo indirizzo email per monitorare il tuo comportamento su dispositivo mobile.

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