Obbligazioni: il peggior trimestre di sempre

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Il mercato obbligazionario ha avuto una performance disastrosa nell’ultimo trimestre, con i Titoli di Stato usa che hanno fatto registrare la peggiore performance dal 1963. L’indice Bloomberg Aggregate Bond è sceso del 6,66% nei primi tre mesi dell’anno. Se hai obbligazioni in un fondo comune di investimento è molto probabile che tu sia andato in negativo dall’inizio dell’anno.

I momenti peggiori del mercato obbligazionario cadono solitamente alla vigilia dell’inversione della politica monetaria. L’ultima crisi drammatica che si ricorda era quella del “taper tantrum” del 2013, quando il tasso a 10 anni è aumentato di 60 punti base nell’arco di un mese, facendo svalutare pesantemente il valore delle obbligazioni.

Come il taper tantrum, le perdite sono state più elevate tra i titoli a lungo termine. L’indice ICE 15+ Year US Treasury ha registrato una perdita del 13% per il trimestre e l’indice iShares 20+ Year Treasury Bond è sceso 14%. Anche i titoli tecnologici, che sono solitamente correlati al valore dei tassi, sono stati penalizzati dal selloff delle obbligazioni, con il Dow Jones Industrial Average che ha sovraperformato il Nasdaq Composite di un margine piuttosto ampio.

Gran parte del selloff del mercato obbligazionario è stato alimentato dalle aspettative di inflazione in aumento e da dati economici positivi negli Stati Uniti, che sembrano ormai rendere impellente la necessità del Fed di alzare i tassi.

Il rendimento corretto per l’inflazione dei Treasury è ancora ben al di sotto dello zero, a -0,7%, anche dopo un forte rimbalzo di febbraio. Questo penalizza ulteriormente questa asset class che potrebbe pagare ancora l’aumento dei tassi.

Ma, alla luce di tutto questo, ha ancora senso detenere bond? Bisogna ricordare che una delle prime ragioni per detenere bond sono i vantaggi della diversificazione. I Treasury soprattutto forniscono protezione rispetto a eventuali cali del mercato azionario.

Certo in questa fase è più complesso accettare un rendimento negativo solo per un eventuale effetto diversificazione (a maggior ragion in un trimestre dove anche i principali indici azionari hanno girato in negativo). Bisogna ricordare che il vantaggio della diversificazioni si nota nel lungo termine e non in ogni singola istanza. Detenere una quota obbligazionaria nel portafoglio resta perciò una buona idea, anche come cautela verso un eventuale rischio di recessione.

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