Patentino vaccinale digitale: le cose da sapere

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Non è una novità. Se ne parla già da diverse settimane. Il PVD, ovvero il Patentino Vaccinale Digitale, sarebbe una sorta di ‘carta d’identità vaccinale’ con la quale si attesta se ad un individuo sia stato o meno somministrato il vaccino contro il virus COVID-19. Per molti sarebbe uno strumento molto utile, perché fungerebbe da ‘lasciapassare’, ovvero consentirebbe tramite la dimostrazione di possederlo e quindi di esser stato vaccinato, di poter accedere a determinati luoghi, servizi e libertà individuali che altrimenti sarebbero vietate. D’altra parte invece, si pensa che non sia del tutto efficace poiché non si conoscono ancora le effettive fasi del vaccino: esso è stato realizzato in meno di 1 anno ed ad oggi non si conoscono ancora in maniera chiara gli effetti sul medio-lungo termine. Per questo motivo, attualmente, il governo sta discutendo se possa essere o meno uno strumento valido ad allentare la crisi e favorire la ripartenza. I beneficiari ovviamente saranno solo coloro a cui sia stato già somministrato il vaccino: benefici come l’entrata in determinate attività attualmente chiuse (palestre, centri di benessere, cinema ecc.) o spostamenti da una regione all’altra senza limitazioni di zone, poter viaggiare all’estero e così via.

I governi però non hanno ancora voluto rendere obbligatorio il vaccino: da una parte ciò dimostra l’attenzione verso il fenomeno, il vaccino sembrerebbe quindi uno strumento limitante e destinato solamente a quelle persone che desiderano farlo. L’obbligatorietà resta ancora una opzione: nessuno stato però sembra voler fare il primo passo.

Il dibattito è quindi aperto e su più livelli. Le persone non vaccinate dovrebbero quindi attendere il loro turno di vaccinazione affinché possano esercitare le proprie libertà personali, libertà che invece coloro già vaccinati possono esercitare sin da subito. La discriminazione quindi partirebbe tra coloro vaccinati e chi ancora in attesa: oltre che per coloro che in modo autonomo decidono di non sottoporsi al vaccino; cosa spetterebbe a loro?

Per il momento il governo del nostro paese sembrerebbe voler attendere la crisi di Governo prima di esprimere una posizione chiara per il PVD. A livello europeo invece, diversi esponenti politici, starebbero iniziando a richiedere di adottare un’intesa comune su come strutturare un certificato di vaccinazione accettabile per tutti gli stati comunitari.

Alcuni stati come la Spagna, il Belgio e l’Ungheria, sarebbero a favore nel riconoscere vantaggi a coloro che si vaccinano e che saranno in possesso dello strumento di certificazione vaccinale: analogamente porre delle limitazioni vaccinali a coloro che optano per non vaccinarsi. Al contrario, in Germania, è stato esclusa questa tipologia di scelta, soprattutto perché genererebbe un divario sociale tra coloro che lavorano per la stessa azienda e decidono di non vaccinarsi, per esempio. Ciò che per ora rimane certa è la sua forma: digitale. Infatti, sarà un documento verificabile online, rendendolo così semplice da utilizzare e sicuro. Probabilmente inserito all’interno delle applicazioni nazionali per il controllo della diffusione pandemica. Sarà necessario trovare un accordo bilaterale anche a livello internazionale, nel caso in cui questo strumento possa permettere di viaggiare da un continente all’altro.

Se vuoi sapere qualcosa di più su come cambieranno i nostri viaggi grazie a tali patentini, dai un’occhiata a questo post

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