Polemiche e costi fuori controllo: le Olimpiadi di Tokyo potrebbero essere un disastro economico

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Le Olimpiadi di Tokyo sono iniziate questo fine settimana in un clima surreale. Il Giappone è in uno stato di emergenza a causa dell’impennata dei casi di Covid 19. L’83% delle persone che vivono in Giappone crede che le Olimpiadi non dovrebbero svolgersi nel paese quest’estate.

Evidentemente lo stato d’emergenza potrebbe anche riflettersi sugli affari, per un evento che rischia di diventare un disastro da un punto di vista economico.

La scorsa settimana, Toyota ha dichiarato che non pubblicherà più spot televisivi relativi alle Olimpiadi in Giappone, sottolineando che ormai l’associazione con l’evento potrebbe assumere un connotato negativo.

Toyota ha firmato un accordo di sponsorizzazione pluriennale del valore di circa 1 miliardo di dollari l’anno con il Comitato Olimpico Internazionale nel 2015.

Ma il clima avverso nel Paese di casa non sembra essere l’unico problema per quanto riguarda questa edizione dei giochi. L’assenza di pubblico ovviamente peserà parecchio, sia per quanto riguarda gli introiti diritti, sia per la creazione della giusta vetrina per promuovere la città e il Paese, considerando anche che il rinvio dei giochi ha fatto lievitare di molto i costi dell’evento. 

Secondo il Wall Street Journal, il budget per le Olimpiadi di Tokyo ha superato i 20 miliardi di dollari dopo il rinvio dei Giochi di un anno fa, facendo diventare questa edizione dei giochi una della più costose di sempre. Le spese includono solamente i costi sportivi: lavori di ristrutturazione dello stadio, la costruzione del villaggio olimpico e il marketing degli eventi. Da questo dato sono invece escluse tutti gli altri costi come gli investimenti infrastrutturali.

A fronte di questi investimenti il comitato organizzatore aveva previsto un fatturato di 6,7 miliardi di dollari per i Giochi di Tokyo, ma questa stima sarà molto complessa da raggiungere a causa della pandemia. Gli stadi vuoti costeranno al Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici almeno 800 milioni di dollari in perdite di biglietti. Secondo gli organizzatori, i visitatori in Giappone per i Giochi avrebbero inoltre speso circa 2 miliardi di dollari in pasti, trasporti, hotel e merchandising, un indotto del quale si dovrà fare a meno.

L’economia delle Olimpiadi

I Giochi Olimpici nella maggior parte dei casi non generano un ritorno positivo per la città ospitante. Ad esempio, i giochi di Pechino del 2008 hanno generato entrate per 3,6 miliardi, ma la città ospitante ha speso più di 40 miliardi (inclusi gli investimenti in infrastrutture) e le Olimpiadi estive del 2012 a Londra hanno generato 5,2 miliardi rispetto ai 18 miliardi di costi.

Quando si parla di un grande evento globale come le olimpiadi, tuttavia, sarebbe riduttivo valutare il risultato finale solo attraverso un mero discorso di entrate e uscite.

Esistono dei benefici infrastrutturali e anche dei benefici in termini di ritorno di immagini per la città ospitante. La creazione di posti di lavoro può determinare una ricaduta positiva per l’economia creando un meccanismo di crescita duraturo.

Le Olimpiadi possono inoltre aiutare a rivalutare intere aree delle città e aumentare l’indotto del turismo per molti anni a venire. Fatte tutte queste considerazioni, la maggior parte degli studi sono concordi nel sostenere che difficilmente l’investimento nelle Olimpiadi venga ripagato in termini finanziari (anche se non esiste un modo univoco di effettuare il conteggio). Esistono eccezioni, come le Olimpiadi di Londra, per le quali secondo alcuni studi il ritorno negli anni ha superato la spesa.

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