Quanto costa l’Eurovision song contest

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Tutti conoscono l’Eurovision Song Contest (detto anche solo Eurovision), il festival musicale internazionale che dal 1956 si organizza annualmente tra i membri della Unione Europea.

Il concorso è uno dei programmi televisivi più longevi da sempre dopo il nostro Festival di Sanremo: è sempre stato trasmesso, anno dopo anno, in tutto il mondo, fatta eccezione del 2020, anno in cui per via della pandemia da COVID-19, fu annullato. L’Eurovision possiede numerosi record tra cui l’evento non sportivo più seguito al mondo, raggiungendo negli ultimi anni i quasi 600 milioni di persone.

L’Eurovision viene sempre trasmesso a fine maggio ed ogni anno si tiene in un paese diverso, il quale ha vinto con la canzone portata al Festival, l’anno precedente. Quest’anno si terrà presso l’amoy Rotterdam a Rotterdam, nei paesi Bassi, luogo in cui si sarebbe dovuto svolgere nel 2020, ma posticipato al 2021.

Il Festival porta con sé numerosi vantaggi per il paese ospitante, sia a livello culturale che economico: gli introiti sia dal punto di vista pubblicitario che turistico sono una grande fonte di guadagno per il paese. In questo articolo vediamo quali sono le spese e i guadagni medi per il paese che ospita uno dei festival musicali più importanti ed influenti del mondo della musica.

Quanto costa l’Eurovision?

Riprendendo i dati riportati direttamente dal sito Eurofestival News, uno dei più autorevoli per quanto concerne i dati televisivi inerenti ai Festival nazionali ed internazionali, l’Eurovision Song Festival comprenderebbe un prezzo complessivo per la sua realizzazione di 15-30 milioni di euro medi.

Negli ultimi 20 anni del Festival, il paese che ha speso di più è stata la Danimarca nel 2014 (tenuto a Copenaghen). Il prezzo complessivo è stato di circa 41 milioni di euro. Invece, il paese che ha speso di meno è stata la Grecia, la quale ha speso in totale 9 milioni di euro per portare ad Atene l’Eurovision Song Festival.

Come guadagna il paese ospitante?

Ogni paese che ospita il Festival utilizza contributi statali per la realizzazione del Festival, sia a livello fisico (stadio, scenari, impalcature, stand, staff, team ecc) che a livello telematico e radiofonico. Le sponsorizzazioni aiutano la produzione del Festival e producono parte dei ricavi, così come le pubblicità trasmesse alle milioni di persone che seguono in televisione e/o online la diretta. Gli introiti maggiori però vengono ottenuti dal turismo che il Festival genera: infatti, ogni anno, nei giorni in cui si svolge, il turismo cresce esponenzialmente, facendo incassare milioni di euro alle imprese turistiche locali, dagli hotel e alberghi ai bar e ristoranti.

Purtroppo quest’anno i Paesi Bassi non avranno sicuramente dalla loro parte tutti gli indotti generati dal turismo ma sicuramente gli obblighi di permanere nelle proprie case, in tanti dei paesi europei, spingerà sicuramente la diretta del Festival, portando comunque buoni risultati, in termini di benefici economici, soprattutto tenendo conto che non avranno bisogno di ‘enormi’ spese per la realizzazione di un impianto fisico e organizzativo per accogliere pubblico e staff: sarà una impresa più visuale e sicuramente ce la gusteremo tra il 18, 20 e 22 maggio, direttamente sulle nostre tv!

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