Quanto costa l’invasione dell’Ucraina

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L’invasione dell’Ucraina è un evento molto drammatico, con conseguenze drammatiche e difficili da supportare. Ma le guerre, oltre ai costi umani, hanno costi altissimi anche da un punto di vista economico.

Il primo costo  da considerare è il costo diretto degli armamenti. Negli ultimi anni, la Russia ha intrapreso un programma di modernizzazione militare finanziato attraverso un rapido aumento della spesa militare. Secondo le analisi dello Stockholm International Peace Research Institute la spesa militare russa è cresciuta in modo significativo negli ultimi due decenni. La spesa militare in percentuale del prodotto interno lordo (PIL) ha raggiunto il picco del 5,5% nel 2016 e nel 2019 si è attestata a 60 miliardi di dollari.

Questi dati collocano la Russia tra i primi 5 paesi per spesa militare. La Russia ha registrato la quinta maggiore spesa nel 2018 ed è salita al quarto posto nel 2019, dopo Stati Uniti, Cina e India, superando l’Arabia Saudita.

La spesa militare degli Stati Uniti nel 2019 è stata oltre 11 volte superiore a quella della Russia, mentre quella cinese è stata quattro volte maggiore. La Russia ha però speso circa il 30% in più rispetto alle maggiori potenze dell’Europa occidentale: Francia, Germania e Regno Unito nonostante un prodotto interno lordo molto inferiore. Se guardiamo la spesa in relazione al Pil, la Russia nel 2019 ha speso molto più della Cina e degli altri grandi paesi europei e leggermente più anche degli Stati Uniti.

Ma ragionare per cifre assolute probabilmente sottovaluta l’effettiva spesa russa (e quella di altri paesi come Cina e India). Se si considera la parità del potere d’acquisto (PPA) per tenere conto delle differenze di costi tra i paesi, si scopre che la spesa militare effettiva della Russia potrebbe variare effettivamente tra 150 miliardi e 180 miliardi di dollari l’anno negli ultimi cinque anni (secondo https://warontherocks.com). Quella cifra è conservativa e non tiene conto delle spese militari nascoste o offuscate.

Queste spese servono per finanziare l’imponente apparato di armamenti utilizzato per invadere l’Ucraina. Sul sito nation creation si può trovare un listino esaustivo dei prezzi degli armamenti: un carro armato T-14 Armata può costare fino a oltre 6.6 milioni di dollari, il sistema balistico 9K720 Iskander costa ben 120 milioni per batteria (che include sei veicoli di lancio e 24 missoli), un caccia SU-35BM costa oltre 58 miliardi di dollari, mentre un sottomarino nucleare può superare il miliardo di dollari.

Secondo uno studio del Center for Economic Recovery, della società di consulenza Civitta e EasyBusiness lo sforzo bellico della russia – comprese le attrezzature militari liquidate e le vittime – sarebbe costato solo nei primi 5 giorni circa 7 miliardi di dollari. Di questi, si stima che la sola perdita di vite umane rappresenterà 2,7 miliardi di dollari di PIL perso nei prossimi anni.

L’entità della mobilitazione – inclusa la logistica, il personale, le munizioni, il carburante, i lanci di razzi e così via – costerà ogni giorno più soldi. Di conseguenza, secondo i ricercatori, il costo giornaliero della guerra per la Russia “probabilmente supererà i 20 miliardi di dollari” man mano che l’invasione cresce.

Ma i costi diretti della guerra non sono gli unici che la russia dovrà affrontare. Con il valore del rublo che è crollato a un minimo storico a causa delle sanzioni internazionali e un divieto (parziale) ai trasferimenti internazionali verso il mondo occidentale, l’economia del Paese è in seria difficoltà.

Le società russe stanno rapidamente perdendo la capitalizzazione di mercato e, con le nuove limitazioni alla negoziazione dei titoli di stato e il congelamento delle attività della banca centrale, è diventato molto difficile per le autorità mantenere la stabilità economica e servire il debito sovrano del paese.

Nel frattempo, le restrizioni commerciali avranno un enorme impatto sull’economia. Il progetto di gasdotto Nord Stream 2 è stato bloccato. Il divieto di importazione di prodotti high-tech avrà un impatto sulle catene del valore a medio e lungo termine. Questo porterà all’inflazione e alla riduzione del potere d’acquisto per milioni di russi.

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