Quanto guadagna veramente un rider in Italia?

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Orari flessibili e guadagni veloci. Fare il rider, soprattutto nei periodi di lockdown quando tutto il resto era chiuso a causa del coronavirus, per alcuni è stata un’opportunità. I ciclofattorini sono stati per molti mesi indispensabili, consegnando a casa cibo per allietare le lunghe e sempre uguali sere casalinghe: con zaino termico alle spalle, hanno attraversato centinaia di volte le città sotto neve e pioggia, per soddisfare migliaia di ordini, rischiando incidenti e contagi. Ma quanto guadagnano davvero?

Negli ultimi mesi la storia del rider, tale Emanuele Zappalà, ex commercialista, che guadagnerebbe 4mila euro al mese, riportata dal Messaggero e dalla Stampa, ha scatenato dubbi e polemiche. E tanti in risposta hanno ricordato le condizioni precarie della categoria: i rider non sono assunti nelle società per cui lavorano, ma di solito hanno un contratto autonomo occasionale. Alcune stime parlano di uno stipendio medio di 839 euro, inferiore di oltre 700 euro alla media italiana, con eccezioni stagionali anche più alte, ma non abbastanza per continuare a fare questo lavoro a lungo: secondo le aziende di delivery l’85% dei rider lascia l’impiego entro il primo anno.

Chi è il rider?

Il rider, figura professionale emergente, è un fattorino che si occupa di prelevare il prodotto ordinato, per lo più di enogastronomia, dall’azienda o dal ristorante dove è stato acquistato e consegnarlo al domicilio, quindi all’indirizzo indicato al momento dell’acquisto. Nella maggior parte dei casi la figura esiste nelle grandi città, dove la domanda e l’offerta sono maggiori, e per muoversi usa bici o scooter. In Italia sarebbero circa 10 mila.

Per chi lavora il rider?

Il mercato del delivery in Italia è soprattutto enogastronomico, quindi food & beverage, ma diversi attori propongono l’acquisto di altri prodotti (farmacia, fiori, libri ecc…) che si possono ordinare comodamente da casa. Al momento gli attori principali del mercato del delivery sono Glovo, Deliveroo, Just Eat e Uber Eats, a cui si aggiungono servizi “in casa”, quindi negozi o ristoranti che si sono organizzati per gestire in modo autonomo le consegne.

Il rider ha uno stipendio fisso?

No, ma c’è un dibattito in corso sul tipo di lavoro del fattorino: cioè se vada considerato subordinato o autonomo. Un decreto ha posto chiarezza almeno sulle tutele, definendo una base di garanzie minime per la categoria. Una di queste è la retribuzione oraria. Per i rider è prevista anche una tutela assicurativa obbligatoria che permette di essere “coperti” in caso di malattie professionali o incidenti, circostanza purtroppo non rara visto il lavoro in strada. Sulla scia del dibattito lo scorso settembre è stato firmato un accordo sindacale, accolto con diverse critiche, tra Assodelivery, in cui compaiono quasi tutti i soggetti del delivery, e il sindacato Ugl. Con l’accordo viene stabilita la paga oraria di 10 euro lordi, che si parzializza se non si raggiunge l’ora, ma anche la possibilità per le aziende di far lavorare un numero non precisato di rider che potranno iscriversi alla piattaforma, rischiando di diminuire il monte ore dei singoli.

Come si calcola la retribuzione di un rider?

Nel contratto è prevista una retribuzione minima di circa 10 euro lordi per ogni ora lavorata e un incremento del 10% in caso di maltempo e festivi. L’ora lavorata è il tempo che trascorre da quando si “prende” l’ordine al ristorante a quando viene consegnato al cliente. Quel che non viene rendicontato è il tempo di attesa tra le chiamate o eventuali ritardi dei destinatari. Non mancano dubbi sulle modalità di calcolo e anche sulla certificazione del maltempo: l’indennità scatta con 2 millimetri di pioggia, ma non è chiaro di quale fonte si debba tenere conto per fare questa valutazione. La cifra totale comunque varia tra le società – secondo Eurofound, la paga con Deliveroo è di 7 euro in bici e di 8,50 euro per chi utilizza il motorino – e le città in cui si opera. Lo stipendio varia anche a seconda del giorno della settimana o del periodo (basti pensare a quanti scelgono la pizza nel weekend o in lockdown). Nel tempo ha inciso anche il numero di lavoratori: più rider ci sono meno consegne individuali fanno e quindi si riduce la paga.

Si può stimare lo stipendio medio di un rider?

Nel 2018 uno studio delle Acli, associazioni cristiane lavoratori italiani, su una prima ricognizione sulla gig economy parlò di 839 euro di stipendio medio per chi lo fa come lavoro principale e di 343 euro per tutti gli altri. “Secondo i dati forniti dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti – si legge nel report – i rider in Italia rappresentano solo il 10% di tutto l’universo composto dai lavoratori digitali”. Ci sono anche testimonianze in cui si parla di rider che guadagnano circa 1300 euro lordi al mese o di più, ma varia da zona a periodo e anche società.

Il caso JustEat

L’azienda nei mesi scorsi ha raggiunto un accordo con i sindacati a favore del contratto collettivo aziendale dei rider, il primo in Italia. Nell’accordo è previsto che nel corso dell’anno, saranno inquadrati e classificati come lavoratori dipendenti circa 4 mila persone. Essendo lavoratori subordinati, molti di questi part-time o con contratti a tempo determinato, avranno diritto a ferie, festività, maternità o paternità e ai diritti sindacali. La paga base sarà di 8,50 euro all’ora (oltre al Tfr) e 0,25 euro per ogni consegna. Questo premio raddoppierà quando saranno raggiunte le 250 consegne al mese.

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