Radiografia delle aziende italiane: come hanno reagito alla crisi?

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Qual’è lo stato di salute delle imprese italiane? Ne parla una ricerca del Cerved, riportata da Repubblica, che ha coinvolto un ampio campione di aziende. Il numero che riassume al meglio l’impatto della pandemia sulle imprese è quello relativo al fatturato. Le aziende hanno subito un calo medio del 10,7%, mentre nel 2019 i ricavi avevano raggiunto il picco salendo del 3% rispetto all’anno precedente. Secondo il centro di ricerca, specializzato nell’analisi del credito, non basteranno due anni per tornare ai risultati del 2019: alla fine del 2020, nonostante la ripresa i ricavi resteranno mediamente più bassi del 2% rispetto al 2019.

L’analisi dei margini di profitto delle aziende rivela anche un calo dei margini di profitto: quasi un’azienda italiana su quattro (il 22,7%) ha chiuso il 2020 in perdita, mentre nel 2019 erano andate in rosso solo un’azienda su sei. Ad andare in rosso sono state maggiormente le grandi imprese.

Un altro elemento interessante del report riguarda l’analisi della posizione finanziaria delle aziende. Anche questa ha subito un deterioramento nell’ultimo anno ma senza per fortuna finire fuori controllo, anche grazie agli strumenti messi in campo dai vari governi per evitare che le aziende andassero in crisi di liquidità.

I debiti finanziari delle imprese nel 2019 erano mediamente pari a 5,7 volte il margine operativo lordo e sono saliti nel 2020 a un picco di 8 per poi riscendere a 7,3 volte. Ma l’aumento dei debiti è coinciso con una forte crescita del capitale netto che è aumentato del 6,7%. Questo aumento è stato determinato dall’attività degli imprenditori che hanno scelto di ricapitalizzato le proprie imprese – favoriti anche dagli incentivi fiscali. Un altro fattore che ha determinato la maggior capitalizzazione delle aziende è stata la tendenza, tipica di momenti incerti, a lasciare una quota maggiore degli utili in azienda. Il rapporto tra debiti finanziari e capitale netto è aumentato dal 95,6% al 99,3%.

Come ormai è noto la crisi non ha colpito tutti i settori in modo uguale. Lo zoccolo duro che trascina l’economia italiana sembra essere rappresentato dalle aziende manifatturiere di medie dimensioni che sono riuscite a dominare il loro settore e imporsi come leader globali in una nicchia di mercato. Repubblica cita una serie di aziende che quest’anno hanno raggiunto il picco dei profitti nonostante la crisi e che sono destinate a continuare ad accrescere i propri profitti. Amplifon dovrebbe raggiungere 1,93 miliardi di ricavi nel 2021 erano 1,73 miliardi nel 2019. Anche aziende come Interpump, Brembo e De Longhi sono destinate ad accrescere i propri ricavi. Anche Ferrari concludere un 2021 da record con ricavi superiori ai 4 miliardi.

Se questi dati sono sicuramente incoraggianti e rappresentano dei casi positivi, il sistema industriale italiano sicuramente paga la mancanza di grandi aziende capaci di assumere una dimensione globale e di aziende operanti nei settori più innovativi. Una carenza del sistema produttivo che si potrà colmare solo con investimenti privati e pubblici su competenze e progetti innovativi.

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