Raggiunto l’accordo tra amazon e i sindacati

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Sono stati innumerevoli i tentativi, innumerevole le persone coinvolte, innumerevoli gli scioperi: tutti con il medesimo scopo, la medesima meta, ovvero, far entrare nei magazzini del più grande e-commerce al mondo (Amazon) i sindacati. Da anni in Italia, così come nel resto del mondo, in particolare nella zona Euro, migliaia di lavoratori si mobilitano in gruppo per manifestare e talvolta, scioperare, contro le politiche del colosso americano. Finalmente in Italia, primo paese in Europa ad aver raggiunto uno storico traguardo in questo senso, viene firmato un accordo che pone fine a questa lunga rappresaglia.

La politica, in questo accordo, è arrivata tardi ma, per una volta, è arrivata. Spesso viene dato il merito al politico che ha raggiunto l’accordo, in realtà bisogna garantirne il merito alle centinaia di lavoratori che per tempo si sono impegnati a combattere per i propri diritti. Andrea Orlando, Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ha firmato congiuntamente alle varie associazioni Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, l’accordo, il quale garantisce la presenza costante e puntuale dei sindacati all’interno dei vari magazzini e stabilimenti Amazon, in tutta Italia. Il punto nevralgico dell’accordo è quello di seguire e rispettare le norme del Ccnl Logistica, Trasporto Merci e Spedizioni italiano, grazie anche ad opportuni incontri tra le due parti, le quali cercheranno parallelamente di portare avanti il dialogo e ottimizzare vari punti ancora da ‘sfoltire’.

Un altro dei principali punti, messi in chiaro ora dall’accordo e a favore del nostro paese e dei nostri lavoratori, è quello di individuare gli obiettivi territoriali che favoriscano la nascita di nuovi posti di lavoro, garantendo così maggiore capacità occupazionale, in più parti del territorio italiano. Inoltre si è aperta una breccia nel dialogo per cercare di garantire maggiore crescita personale, meritocraticamente parlando s’intende, così come avviene in altri paesi del mondo o negli stessi Stati Uniti.

Al contrario di altri paesi, l’Italia sembrerebbe essere stata privilegiata in questo senso, giungendo ad un accordo definito storico dai mass media, poiché a distanza di anni, sono ridotti i paesi ove i sindacati entrano a far parte, a pieno regime, della vita lavorativa dentro le quattro mura dell’e-commerce americano. L’accordo inoltre era necessario data l’espansione spropositata dell’e-commerce, anche nel nostro paese, il quale vanta e racchiude migliaia di aziende e piccole imprese che giorno dopo giorno vendono milioni di prodotti in tutto il mondo.

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