Rebook. Storia del brand che ha rivoluzionato lo sport

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Nasce tutto dal sogno di un giovanissimo ragazzo, appassionato di corsa, che decide trasformare le proprie scarpe da classiche calzature sportive a scarpe chiodate. Siamo nel 1895 e questo ragazzo di 14 anni si chiama William Foster, padre fondatore dell’azienda Foster and Son che vedrà mutare il proprio nome negli anni fino ad arrivare a creare lo storico marchio Reebok.

La premessa

Sin dagli albori l’azienda parte da una pretesa ambiziosa: far calzare le proprie scarpe agli sportivi olimpici più influenti. Foster, essendo in primis un corridore, ha sempre avuto a cuore sia l’immagine sia la qualità del brand. Nel 1924 l’azienda Foster’s and Son riesce a diventare, insieme ad una partnership con Olympic works, uno degli sponsor di punta dei giochi olimpici riuscendo a far indossare le proprie calzature all’atleta britannico Harold Abrahams, campione dei 100 metri.

Lo sviluppo e la nascita di Reebok

In seguito alla morte di William Foster nel 1933, sono i suoi figli Billy e Jim, i “Sons” della società, a prendere in mano l’azienda, aiutati poi anche da Jeff e Joe, a loro volta figli di Jim. Nonostante la facciata della condizione familiare i nipoti di Foster non riuscivano più a identificarsi nell’azienda, i due giovani volevano sviluppare un brand giovane e fresco, incentrato non solo al target di eccellenza sportiva, ma anche alla massa, volevano insomma creare un brand che fosse apprezzato davvero da tutti. La svolta arriva dunque nel 1958 quando decidono di staccarsi definitivamente dall’azienda familiare per creare la propria.

La gazzella del progresso e lo slancio nel mondo del marketing

La scelta del nome del brand risulta essere provvidenziale, i due nuovi imprenditori desideravano un nome che sposasse la figura dello slancio e dell’avanguardia e, quasi per caso, ritrovandosi insieme a sfogliare un dizionario inglese- afrikaans, si soffermarono sul termine rhebok, che indicava un antilope.

Trovato il coraggio di diventare un brand all’avanguardia rispetto alla Foster’s and Sons, l’azienda subì una crescita impressionante riuscendo finalmente a sbarcare anche sul mercato estero e, nel 1978, la Reebok fece il proprio ingresso nel mercato statunitense.

Il Boom del marketing

Nel 1978 la Reebok si affida al luminare del marketing Paul Fireman, il quale, basandosi su un concetto di pura esclusività, riesce a rendere la Reebok uno dei brand più bramati dai giovani. La crescita esponenziale del marchio vede il suo picco negli anni Ottanta quando, con la nascita del Fitness home made, Reebok decide di lanciare il modello “Freestyle” che, neanche a dubitare, andò a ruba e divenne uno dei modelli di scarpe più venduti al mondo.

Per far comprendere in che modo una semplice azienda familiare, andando ad adattare se stessa alle nuove necessità di un’epoca, riesca a reinventarsi e a trovare la propria fortuna dobbiamo parlare di numeri: il brand raggiunse i 13 milioni di dollari di fatturato nel 1983.

Le invenzioni geniali e le acquisizioni

Come si può facilmente intuire, negli anni Ottanta Reebok diventa la protagonista assoluta dello sport, andando addirittura a inventare dei veri e propri attrezzi ginnici. Nel 1983 l’azienda inventa lo step, uno strumento sarà utilizzato in tutte le palestre, aumentando immancabilmente il suo fatturato. Nel 2006 Adidas decide di acquistare il brand: il gigante tedesco, infatti, aveva bisogno di espandere le proprie frontiere economiche negli Stati Uniti, fetta di mercato che era ampiamente padroneggiata dalla Reebok.

L’acquisizione da parte della Adidas, però, non ha arrestato la crescita del brand il quale, decidendo nuovamente di adattarsi ai tempi che cambiano e di integrare la propria idea di sport nella quotidianità e nella contemporaneità: così entra in società con il nuovo colosso dello sport, La CrossFit Inc.

Reebok e la Crossfit Inc: come l’amore per il proprio marchio porta a una costante evoluzione

Reebok e Crossfit, dunque, iniziano un sodalizio assai proficuo. L’azienda di calzature dimostra nuovamente la propria volontà di adattarsi allo sport e alla società che cambia e, come era successo nel 1983 con l’home fitness, nel 2010 chiude un affare che porta a una crescita e una stabilizzazione non solo economica del brand, ma anche morale. L’appoggio da parte di un tale colosso ad un innovativo sport che, sicuramente, rischiava di essere una tendenza e non uno sport professionistico di successo, dimostra come un’azienda che ha sempre creduto nello sport, sia in grado di appoggiare le innovazioni, senza osteggiarle, anzi, evolvendosi con esse per poter creare nuovi sodalizi vincenti. Proprio grazie alla formazione Reebok-Crossfit Inc, sia l’azienda centenaria sia il nuovo sport sono riusciti ad affermarsi nel firmamento dello sport.

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