Referendum legalizzazione cannabis: un’opportunità economica per l’Italia?

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Legalizzazione cannabis: un’opportunità economica per l’Italia?

In questi giorni si è sentito molto parlare del referendum sulla cannabis legale, che quota già più di 500.000 mila firme.
Questo referendum indetto per rendere la cannabis legale è di tipo abrogativo, cioè – come previsto dalla Costituzione – interviene per eliminare una norma di legge esistente.
Il referendum sulla cannabis legale interviene contemporaneamente su due diversi fronti:

  • Sul piano penale, eliminando il delitto di coltivazione illecita di questa pianta e le correlative sanzioni detentive: in pratica, questa condotta sarà depenalizzata e chi coltiva piante di marijuana non andrà più in carcere; ma dovrà farlo solo per il proprio consumo personale, in quanto la coltivazione a fini di spaccio rimane punibile.
  • Sul versante amministrativo, ma solo eliminando la sanzione accessoria della sospensione della patente per chi detiene cannabis, o sostanze assimilate, per il proprio consumo personale, senza finalità di cessione a terzi.

Le modifiche legali attuali del resto hanno già generato un’industria fiorente di società legali di cannabis, comprese quelle che mirano a ricercare e sviluppare prodotti medici a base di tale sostanza, senza dimenticare quelle che stanno lavorando per distribuire e coltivare la cannabis.

Ma quali potrebbero essere i vantaggi per le casse dello stato?

Uno studio è stato svolto dall’Università di Messina. I benefici diretti sono rappresentati dalla riduzione delle spese di repressione del fenomeno e dal maggiore gettito fiscale. Per le spese di repressione si tratta principalmente dei minori costi che forze dell’ordine, magistratura e sistema carcerario si troverebbero ad affrontare se venisse cancellato il reato di produzione e vendita delle droghe leggere, le quali rappresentano oltre il 50% del mercato degli stupefacenti (Direzione Nazionale Antimafia, 2015). Il risparmio secondo lo studio ammonterebbe a 541,67 milioni di euro per le minori spese di magistratura e carcerarie e 228 milioni di euro di risparmio su attività di ordine pubblico.

Il gettito fiscale, proveniente dalle imposte sulle vendite, ipotizzando un’aliquota simile a quella applicata per i tabacchi, circa il 75% del prezzo di vendita, viene stimato moltiplicando i consumi di cannabis, secondo le rilevazioni dello studio AquaDrugs sui residui di sostanze stupefacenti nelle acque dei depuratori, moltiplicata per il relativo prezzo di mercato e varia dai 7 ai 5 miliardi l’anno. Ovviamente questo sarebbe il gettito se tutto il mercato illegale diventasse legale, ma anche dimezzando questa stima la legalizzazione porterebbe nelle casse dello stato tra i 3 e i 4 miliardi.

Tanti altri sono ovviamente i vantaggi che ne deriverebbero dalla legalizzazione della cannabis, come ad esempio quello di contrastare le mafie e tutte le criminalità organizzate che proprio per le restrizioni ancora vigenti fanno affari d’oro sul mercato nero. Si potrebbe creare inoltre una nuova filiera in grado di favorire l’occupazione.

Nel caso di stati come la California e il Nevada, dove tali infrastrutture esistono già, l’impatto economico è infatti già diventato più quantificabile con la maturazione del settore. Un altro esempio è quello dell’Uruguay, che ha compreso quali benefici marijuana e derivati siano in grado di offrire. E’ stato il primo Stato al mondo, negli ultimi anni, ad aver varato una legge per legalizzare la marijuana. Con questa mossa il paese ha sottratto ben 22 milioni di dollari ai narcotrafficanti.

Insomma che siate favorevoli o no alla legalizzazione ci sono pochi dubbi che essa da un punto di vista economico rappresenterebbe un affare importante per l’economia italiana.

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