Scoring e rating: come si misura il rischio di un investimento privato

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Avere una stima esatta del rischio di un investimento è il sogno di ogni investitore, ma non è sempre semplice. Questo è soprattutto vero per gli investimenti in progetti privati (ovvero investimenti che non riguardano società quotate), dove in molti casi non esiste uno storico di dati pubblici a cui poter attingere, come succede per esempio per gli investimenti nelle aziende quotate sui mercati finanziari che sono obbligate a pubblicare periodicamente i risultati della propria attività. 

In questo caso bisogna affidarsi a delle metodologie avanzate di analisi del rischio, che diventano necessarie per poter valutare correttamente i rischi e i rendimenti di questo tipo di investimenti. Proprio per questa ragione, in passato questa tipologia di investimenti era difficilmente accessibile agli investitori comuni. Oggi il panorama sta cambiando e le aziende finanziarie di nuova generazione stanno rendendo anche queste opportunità più accessibili attraverso forme di investimento innovative. Una di queste è il lending crowdfunding, che permette agli investitori di prestare denaro per finanziare progetti imprenditoriali privati. 

Per rendere questo investimento adeguato al piccolo investitore è necessario che le piattaforme che la propongono si facciano garanti della valutazione del rischio, in modo da assicurarsi che i rendimenti che vengono proposti siano comprensibili e congrui. In questo articolo parleremo dell’EnerScore, ovvero l’approccio alla valutazione del rischio di Ener2Crowd, la prima start-up in Italia per il lending crowdfunding su progetti ad alto impatto ambientale. L’EnerScore è un indicatore, sintetico e immediato, che attraverso un’analisi a tre livelli stima il rischio dell’investimento scelto, permettendo agli investitori di approfittare dei rendimenti offerti in modo trasparente e consapevole. 

Prima di partire con la spiegazione del funzionamento dell’EnerScore, bisogna ricordare che nel mondo degli investimenti esiste sempre un livello di rischio a cui bisogna sottoporsi per generare dei rendimenti. Purtroppo non esistono pasti gratis e chi decide di ridurre al minimo l’esposizione al rischio, anche per problemi di trasparenza e comprensibilità delle proposte, spesso finisce per lasciare il risparmio sui depositi bancari che garantiscono rendimenti vicini allo zero. 

Investire non è un gioco che punta alla riduzione massima del rischio, ma piuttosto alla ricerca di soluzioni che garantiscono rendimenti in grado di remunerarlo in modo adeguato. In questo senso, affidarsi ad intermediari in grado di applicare valutazioni di tipo professionale è un importante vantaggio per gli investitori. Quando si effettuano questo tipo di investimenti è bene affidarsi a intermediari seri, che abbiano un metodo strutturato e trasparente di valutazione del rischio.

Come capire il rischio d’investimento

Negli investimenti esistono vari tipi di rischio. Per esempio c’è il rischio di mercato, che è il rischio che il valore di un titolo (come un’azione) si deprezzi nel tempo. Per quanto riguarda gli investimenti in progetti privati, esistono altre forme di rischio da valutare. Nel caso del lending crowdfunding il contratto alla base dell’investimento è assimilabile a un prestito. Si garantisce una certa somma all’azienda che vuole realizzare un determinato progetto, come per esempio l’installazione di un parco di pannelli solari, ed essa si impegna a restituire nel tempo la somma prestata con gli interessi. In questo caso il rischio che si deve considerare è il rischio di credito, ovvero il rischio che l’azienda che ha ricevuto il prestito venga meno agli accordi e non restituisca quanto stabilito, in tutto o in parte, nei tempi pattuiti. 

Come funziona l’EnerScore

Per evitare debitori insolventi, esistono delle metodologie per valutare il merito creditizio delle aziende che ricevono i prestiti. Si tratta dello scoring, un metodo che implica l’assegnazione di un punteggio (rating) all’azienda e al progetto su cui si vuole investire. Ener2Crowd, ne ha strutturato uno per il suo settore. L’EnerScore è un indicatore che assegna il rating attraverso un’analisi a tre livelli, per stimare il rischio dell’investimento in questione.

L’EnerScore assegna un punteggio che va da 3,2 a 10 e ogni livello corrisponde un rating di rischio che si riferisce a standard utilizzati a livello globale, cioè A+, A ,B+,B e C. Questo passaggio permetta all’EnerScore di essere in qualche modo paragonabile ad altri rating che vengono proposti per tipologie di investimento affini. Lo scoring permette agli investitori di conoscere il livello di rischio, ma fornisce anche a chi propone il progetto un’indicazione per capire qual è il tasso di rendimento adeguato da proporre agli investitori.

Quali sono le 3 analisi che compongono l’EnerScore

L’EnerScore si basa su 3 diversi livelli di analisi, ciascuno di essi produce un rating parziale, con un determinato peso, che viene poi consolidato con una media ponderata: l’analisi creditizia, quella tecnico-economica e quella sulla storicità aziendale. 

  • Il primo livello di analisi è una verifica dell’affidabilità creditizia che prende in esame, tramite la collaborazione con EasyFintech (ente terzo e imparziale), la solidità finanziaria di chi propone l’investimento sulla piattaforma. Si tratta dunque di un’analisi sull’azienda che richiede il prestito. Questo tipo di valutazione è lo sbarramento iniziale per tutti i progetti che vengono poi proposti su Ener2Crowd e ha un peso rilevante nel calcolo dell’EnerScore, incide infatti per un 60%. Si parte con un’analisi dei dati finanziari del proponente, ma anche di tutte le terze parti incluse nel progetto, nel caso in cui l’azienda che richiede il prestito debba poi incassare fatture da terzi. In una prima fase si elabora un report preliminare, dopo di che viene realizzata un’analisi approfondita da cui deriva un documento molto dettagliato e strutturato sulla situazione finanziaria del “contraente del debito”.
  • Completata questa parte si passa all’analisi tecnico-economica del progetto proposto, che è realizzata da un team di esperti composto sia da figure interne a Ener2Crowd sia da professionalità esterne. La valutazione positiva permette di proporre poi l’investimento sulla piattaforma Ener2Crowd, dall’altro ha un peso del 30% nel punteggio complessivo dell’EnerScore. In questa fase vengono prese in esame le informazioni fornite da chi chiede di investire sul progetto. Si esamina e controlla la veridicità dei dati sulla performance ambientale, energetica ed economica ipotizzata dall’imprenditore per poi verificare la sostenibilità del debito contratto. Il risultato varia a seconda della tecnologia installata e delle condizioni proposte. L’obiettivo è sempre quello di proporre solo progetti con un forte impatto ecologico, ma solidi sia dal punto di vista economico sia da quello tecnico.
  • L’ultima analisi, che ha un peso del 10% nell’EnerScore, è quella della storicità aziendale. Si tratta di un elemento importante perché consente di capire e ponderare qual è il rendimento da proporre agli investitori sulla piattaforma per sostenere un determinato progetto. È un esame che si realizza in fase di colloquio con il proponente e deriva dalla richiesta di track record di progetti già effettuati. Serve prima di tutto per valutare il livello di esperienza che l’azienda ha nel settore, ma anche per fare una previsione dello sviluppo che il progetto potrà avere e come sarà gestita la tecnologia proposta.

L’EnerScore è un esempio di una metodologia solida per la valutazione del rischio negli investimenti. Comprendere il rischio non è sempre semplice, ma chiunque intenda investire dovrebbe fare uno sforzo per capire quanto effettivamente ci si sta esponendo nel tentativo di generare rendimenti. Affidarsi a intermediari seri e imparziali con metodologie verificabili è una ricetta per raggiungere il successo negli investimenti.

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