Superecobonus ecco come funzionano le truffe

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Miliardi di Euro truffati allo stato in quella che potrebbe essere una delle maggiori truffe ai conti pubblici di tutti i tempi. Si tratta del lato oscuro del superbonus, una misura di cui avevamo già parlato in passato, e che è servita a sostenere l’economia, promuovendo allo stesso tempo l’efficientamento energetico del paese.

Questa misura, che parte da premesse sicuramente positive, è diventata purtroppo l’occasione per truffare lo stato per importi veramente impressionanti. In questo articolo cercheremo di spiegare come funzionano queste truffe e quali interventi sono stati predisposti per renderle meno agevoli in futuro?

Le truffe hanno fatto leva sull’assenza di controlli iniziali. Nonostante ciò la Guardia di Finanza, nella sua attività di verifica successiva, ha già disposto sequestri per oltre 2,3 miliardi. In audizione al Senato, le forze dell’ordine hanno spiegato i dettagli di come venivano orchestrate le truffe sui bonus edilizi.

Le truffe allo stato seguivano diversi schemi: richiedere crediti per lavori fittizi (ossia, chiedo il bonus senza effettivamente svolgere i lavori). Ma c’è anche chi ha utilizzato l’ecobonus per riciclare denaro,  acquistando i crediti con capitali di origine illecita e il cosiddetto “abusivismo finanziario”, ossia soggetti che effettuano tantissime operazione di acquisto e vendita di crediti non avendone i requisiti.

Il credito di imposta, che lo stato garantisce per la copertura totale dei costi dei lavori, veniva girato subito a istituzioni a istituzioni finanziarie, come da prassi,  che lo compravano e finanziavano pagando le ditte in contanti. A questo punto, solitamente, iniziava un intenso giro di trasferimento per questi denari, con l’obiettivo di rendere quasi impossibile controllare l’effettivo svolgimento dei lavori. Il ricorso sistematico alle cessioni coinvolgeva imprese spesso costituite ad hoc, con amministratori nullatenenti, irreperibili o pregiudicati.

I soldi sottratti alle casse dello stato sono stati oltre 4 miliardi e 400 milioni di euro, oltre il 10% delle cessioni legate al super ecobonus registrate attraverso la piattaforma telematica per un controvalore totale di 38,4 miliardi.

Uno dei casi più clamorosi è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza a fine gennaio. Un’organizzazione con base a Rimini che ha frodato frodi per circa 300 milioni di euro falsificando i vari bonus edilizi. L’organizzazione costituiva false società, al cui capo venivano messe persone di fiducia o anche pensionati, per incassare i bonus dalla piattaforma dell’agenzia delle entrate senza mai effettivamente realizzare i lavori.

Il denaro veniva poi occultato attraverso l’acquisto di criptovalute e lingotti d’oro o spostato all’estero. Alcuni preziosi sono stati addirittura nascosti in doppi fondi all’interno di alcuni immobili.

La pervasività delle truffe ha portato molte banche e istituti finanziarie (tra cui Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti) a sospendere l’acquisizione dei crediti d’imposta. Anche per questo motivo il governo è recentemente intervenuto con un decreto emanato dal Consiglio dei Ministri.

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